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I funzionari nella mia amministrazione possono cambiare il giorno di smart a proprio piacimento, noialtri no

Buongiorno fellow statali, account throwaway per preservare un minimo di privacy.

Lavoro in un ufficio periferico di un'amministrazione centrale (nei VVF). Non abbiamo un vero e proprio CCNL, ma un accordo sindacale nostro (che segue a grandi linee il CCNL Funzioni Centrali).

Vengo al dunque: lo smart working da noi è regolato da un accordo individuale tra dipendente e direttore di sede. Il direttore può anche deciderne arbitrariamente la revoca, e infatti non in tutte le sedi c'è possibilità di fare smart.

Il nostro accordo individuale indica precisamente il giorno della settimana in cui fare smart. I funzionari hanno in teoria lo stesso tipo di accordo, ma negli ultimi mesi è capitato più volte che in una data settimana (e solo per quella settimana) si accordassero verbalmente col direttore per spostare il giorno. La stessa flessibilità, a chi ha un ruolo inferiore, viene invece negata.

Il fatto che questa cosa sia concessa a una categoria e negata all'altra, a parità di tipo di accordo e senza una motivazione legata al servizio, può configurare una disparità di trattamento contestabile? Ci sono margini?

La cosa che dà più fastidio è che nessuno di noi svolge mansioni per cui è necessaria la presenza in sede, e quindi questa previsione rigida dello smart è già fastidiosa di suo. Se poi c'è anche questo discrimine, diventa doppiamente fastidioso.

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u/Clear-Perception-878 — 3 days ago