Fine di una storia di 2 anni e mezzo tra blocchi sessuali, distanza e crollo della comunicazione
Ciao a tutti. Da quasi due mesi è finita la mia relazione durata due anni e mezzo. Nonostante il forte sentimento che ci univa e i continui tentativi di andare avanti insieme perché ci amavamo, la storia è crollata sotto il peso di due problemi enormi: un blocco intimo mai risolto e una comunicazione che nell'ultimo periodo si è completamente spezzata.
Sul piano sessuale non siamo mai riusciti ad avere un rapporto completo, rimanendo entrambi vergini. Lei provava un dolore fortissimo a ogni tentativo e io, per paura di farle male, mi bloccavo. Si è creato un circolo vizioso: l’ansia e la pressione psicologica erano tali che finivo per eiaculare prima ancora di iniziare. Ci siamo rifugiati nel petting e nel sesso orale, ma il non riuscire a superare questo ostacolo ha scavato una distanza profonda.
A logorare definitivamente il rapporto sono stati però la gestione dei problemi, il distacco emotivo e una gestione della distanza diventata insostenibile:
Muro comunicativo: Io cercavo sempre il confronto immediato appena sorgeva un problema; lei invece si chiudeva a riccio e teneva tutto dentro. È arrivata a nascondermi una cosa importante per mesi, tirandola fuori solo mentre ci stavamo lasciando.
La nostra routine a distanza: Noi eravamo già abituati a non vederci tutti i giorni vivendo a circa 50 km di distanza, ma nonostante i chilometri avevamo sempre mantenuto presenza e contatto costante.
La stagione nel resort (la miccia finale): Quando è partita per la stagione estiva (sempre a 50km di distanza), l'equilibrio si è frantumato. Non era mai stata un tipo particolarmente mondano o abituata a uscire spesso; lì la sua vita è cambiata da un giorno all'altro, iniziando a fare serata praticamente sempre (cosa comprensibile in un resort). Il problema è che, a differenza di prima, è sparita quasi del tutto: si faceva sentire a stento durante il giorno e nulla la notte. Questo cambio repentino ha fatto esplodere tutte le nostre fragilità latenti, dando il colpo di grazia alla coppia.
Allontanamento progressivo: Già prima della partenza, e ancor di più dopo, cercava sempre meno il contatto e non mostrava interesse nel vederci, rendendo la separazione definitiva.
Incomprensioni e risentimento: Sentivo di non riuscire più a soddisfarla in nulla. Lei si sentiva giudicata e non ascoltata, e non ha mai digerito un mio errore per il quale mi ero scusato subito.
Non credo che la rottura sia dipesa dalla fine dell'amore: il sentimento c'era ancora e si percepiva chiaramente. Eravamo arrivati a un punto tale per cui lei aveva un disperato bisogno di stare da sola con se stessa, e forse ne avevo bisogno anch'io.
È passato poco tempo e la penso ancora tantissimo ogni singolo giorno. Credo che anche lei pensi ancora un po' a me: recentemente ho visto delle sue foto su Instagram in cui indossa ancora la collana che le avevo regalato. Mi logora non essere riusciti a salvarci a vicenda e a superare insieme questi ostacoli.
Ora mi sento svuotato e inadeguato. Se non sono riuscito a sbloccarmi e a costruire un'intesa completa con la persona che amavo, come potrò farlo con qualcun'altra in futuro? Ho il terrore di portarmi dietro quest'ansia da prestazione e il peso di questo fallimento.
Qualcuno è passato attraverso una dinamica simile?
Cosa ne pensate?