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M34, ansia finanziaria e decisioni sul futuro

Throwaway account. M34, Milano. 70k RAL + 15% bonus + buoni pasto. Finance Manager di branch italiana di multinazionale. Ho 65k liquidi su conto deposito, completamente fermi perché “dovrei comprare casa”. Convivo con F34, 58k RAL + 5k bonus; lei molto più disciplinata di me sul risparmio: 85k cash + 30k già versati in fondo pensione. Entrambi veniamo da famiglie medio-basse, niente aiuti economici, anzi.

Negli ultimi anni ho anche aiutato economicamente i miei genitori (circa 8k dal 2019 ad oggi), con la classica promessa del “te li ridiamo appena possiamo”, che realisticamente non so se succederà mai.

Il punto è che sono arrivato a una conclusione abbastanza semplice: il mio lavoro mi fa cagare. E lavorare in multinazionale me lo fa pesare ancora di più. L’idea di fare questa vita per altri 30 anni mi logora mentalmente.

ho sempre avuto il pallino di costruire qualcosa di mio. Non parlo del classico apro il bar. avendo lavorato anche nel mondo startup/VC, qualche connessione ce l’ho ancora, qualche idea pure. Però appena penso di mollare uno stipendio da 3k+ netti al mese mi blocco totalmente. È come se il cervello andasse in modalità sopravvivenza. E iniziare qualcosa parallelamente al mio lavoro per me non funziona, non riuscirei a dedicarci le giuste energie.

Sono anche in periodo di prova nella nuova azienda. Cambiare di nuovo lavoro adesso non è realistico: negli ultimi 4-5 anni ho cambiato parecchio (job hopping + fallimento della penultima azienda) e diversi headhunter mi hanno detto chiaramente che dovrei restare almeno 3 anni qui per “ripulire” il CV e tornare davvero appetibile sul mercato.

Peccato che dopo neanche 3 mesi sono già allo scontro con il CEO e vicino al burn out e mi ritrovo a fantasticare sul non passare il periodo di prova quasi come se fosse una liberazione. Tipo reset totale: NASpI, qualche mese per respirare, capire che cazzo voglio fare davvero. E questa cosa mi fa sentire in colpa perché razionalmente so che ho uno stipendio che tanti considererebbero ottimo, anche se per Milano inizia ad essere abbastanza normale.

Allo stesso tempo però mi terrorizza l’idea opposta: perdere il lavoro e iniziare a erodere i risparmi. Credo che chi viene da famiglie economicamente fragili capirà cosa intendo. Quando hai visto soldi mancare in casa, il conto in banca smette di essere solo un numero e diventa sicurezza psicologica.

Poi c’è tutta la peer pressure dei 30+. Anche se cerchi di ignorarla, sotto sotto lavora comunque. Amici che comprano casa, fanno figli, arredano cucine da 25k, parlano di mutui e scuole. Io invece vivo a Milano in un appartamento che cade a pezzi, senza aria condizionata, con un bagno anni ’60 che il proprietario si rifiuta pure di sistemare.

E la cosa ironica è che odio vedere il mio capitale fermo su un conto deposito e non investirlo, ma allo stesso tempo non me la sento di comprare casa. Perché? Perché non sono nemmeno sicuro di voler restare a Milano tutta la vita (l’unica cosa che mi tiene qui è la mia compagna che vuole restare qui). Anzi, a volte penso che me ne tornerei volentieri giù nel mio paesino, con una vita più lenta e meno alienante, ma vengo da un posto dove praticamente il lavoro non esiste.

Mi sento sospeso in una specie di limbo: abbastanza “arrivato” da avere paura di buttare via quello che ho costruito, ma non abbastanza soddisfatto da riuscire ad accettare serenamente la vita che sto facendo, anche perché a parte qualche viaggio o weekend di soddisfazioni ne ho veramente poche.

Voi cosa fareste al mio posto?

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u/Fair_Dish749 — 1 day ago