Valditara e le nuove indicazioni per i Licei, per filosofia. Riflessione anche sull'insegnamento della materia a scuola.
Il ministro dell'istruzione Valditara ha modificato i programmi del Liceo, in particolare ciò che è balzato all'occhio di giornali e opinione pubblica è la modificazione degli insegnamenti di Filosofia: si figurano quindi tagliati fuori filosofi come gli idealisti tedeschi come Fichte e Schelling, Leibniz, Marx e Spinoza. In cambio si cercherebbe di concentrarsi sul neoidealismo italiano introducendo Croce e Gentile.
Sembra che ai più questa riforma sia risultata deludente, se non addirittura un "disastro" come l'hanno definita 60 pensatori, e sarete liberi di contraddirmi nei commenti. Tutt'al più ho sentito anche opinioni "favorevoli". Che magari si vedranno successivamente, ma ritornando al programma di filosofia, esso fa acqua per molti versi. Innanzitutto il ministero si è giustificato a più riprese sostenendo che bisogna fare spazio all'interno del programma, non si capisce però come si possa fare spazio togliendo elementi di un'importanza a dir poco elevata ed aggiungendone altri che sono lì per un complesso di inferiorità del nazionalismo italiano.
Mi fa ridere infatti che non si dia maggior spazio a pensatori rinascimentali e medievali di cui l'Italia ha dato i natali e che hanno avuto un'influenza comunque importanti ma solo pensatori post unitari estremamente di nicchia all'esterno dell'Italia solamente perché strumentalizzabili da un certo tipo di politica.
In più si è tolto i pensatori chiave dell'idealismo (Fichte e Schelling) per soppiantarli con neo-idealisti, anche chi di filosofia non ha mai fatto nulla capirà che la mossa da un punto di vista propedeutico è totalmente insensata.
La critica più grande si fa per quanto riguarda Marx, che volente o nolente è una figura centrale che attraversa oltre che la filosofia anche soprattutto la storia, passa in più o meno tutte le scienze umane e tocca anche in misura minore se vogliamo l'arte e la letteratura.
Anche Leibniz e Spinoza mi sembrano più influenti e importanti di un Gentile e un Croce (oltre all'essere più interessanti ma questo va bé de gustibus).
Il contrasto si è fatto vivo anche su web, tuttavia non mancano le cosiddette voci fuori dal coro, ovverosia gente che ha apparentemente preso le difese di questa modificazione, e l'unico che ho effettivamente incontrato è un canale youtube che si chiama Rick DuFer, che tratta principalmente appunto di filosofia.
Devo premettere che il video mi sembra più un clickbait, e anche il modo di parlare mi sembra più atto a creare engagement, a sostegno di ciò è la volontà espressa di Rick DuFer di cambiare l'istituzione della filosofia con l'insegnamento della logica e delle teorie argomentative a discapito della cosiddetta storia della filosofia, il che non si allinea particolarmente con le misure di Valditara che scambiano autori con autori. Però comunque RickDuFer propone delle idee degne di essere tratte in esame.
La prima appunto è che si insegni al terzo anno, al posto di Storia della Filosofia da un punto di vista cronologico, logica, che si passi al quarto anno con teorie dell'argomentazione con l'integrazione di certi autori e al quinto con una storia della filosofia riassunta.
DuFer parte in realtà da presupposti che capisco come l'insegnamento striminzito dei presocratici e un'attaccamento morboso alla cronologia.
Tuttavia sostituire storia della filosofia con Logica mi sembra più una perdita che un acquisto, e ho paura anzi che si tratti di una scelta ideologica di un certo tipo di filosofia. La logica non è un sistema saldo non è un sistema completo e non è infallibile ma soprattutto poi non è indipendente né universale. Sono d'accordo sul fatto che vada insegnata ma credo che debba essere integrata al pensiero di un determinato autore, bisogna capire ad esempio qual è la differenza tra Frege e Aristotele, ma anche il motivo per cui si è passato da uno all'altro.
Insomma credo che sia problematico dare così tanta importanza alla logica visto che comunque non è che un tratto della filosofia. Insomma chiede "come fare filosofia senza la logica" e io ribalto la domanda: "come si fa a fare logica senza la filosofia".
In più concentrare "storia della filosofia" in un anno è abbastanza un suicidio, basti vedere anche come si comportano le altre "storie", come storia o storia dell'arte, insomma non si ha mai un insegnamento così concentrato, e si rischia di capire meno di non fare filosofia in assoluto.
Il concetto di concatenazione delle idee è interessante, e vero per quanto mi riguarda. Per farlo però, al posto di mettere una materia come "teorie dell'argomentazione" che mi sembra più che altro limitante perché ci sono tantissimi filosofi che non argomentano, non ne hanno cioè bisogno, Wittgenstein per esempio come dicono i suoi successori non ha mai fatto una teoria.
Questo mi spinge a credere in un insegnamento che va a bolle tematiche, un po' come funzionano le scienze umane, però d'altra parte abbandonare la storia della filosofia mi lascia perplesso.