
L’aeroporto di Peretola prepara il decollo: “Ampliamento in tre anni, oltre mille posti di lavoro in più”
Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, è preoccupato dal corteo di oggi?
“Mi auguro che sia una manifestazione ordinata, ognuno ha diritto di reclamare ciò che vuole. L’ultima volta purtroppo ci furono danni e feriti. L’attenzione è ai massimi livelli per evitare che finisca come lo scorso ottobre quando alcuni manifestanti andarono allo scontro con i poliziotti provocando il ferimento di dieci agenti, danni all’aeroporto, ritardi e spavento per i passeggeri.
Quale l’impatto acustico?
“È esattamente per questo che il nuovo aeroporto è necessario. La configurazione attuale produce criticità note da anni: sono 1.100 i residenti esposti oltre i 60 decibel LVA e 8mila quelli esposti oltre i 55 decibel Lden. Con la nuova pista il dato sarà di circa 40 unità: in fase di decollo gli aerei sorvoleranno solo aree industriali. Il primo centro abitato in decollo è la frazione di Fontanelle (Prato, ndr), a circa 10 km dal punto di stacco, con quota superiore ai 1.000 metri. L’abitato di Capalle non sarà più sorvolato”.
E in atterraggio?
“Il maggior impatto oggi sorvola zone residenziali tra Le Piagge e Peretola, con case fino a 1 km dal punto di toccata sorvolate a 52 metri. Con la nuova pista lo stesso tratto interesserà un territorio pressoché libero, e il primo nucleo abitato (Capalle) sarà raggiunto a distanza e quota quadrupla rispetto all’abitato più vicino sorvolato oggi”.
Quali le ricadute per l’indotto?
“Prevediamo un milione di passeggeri in più e possiamo stimare un aumento di circa mille posti di lavoro, 1.500 considerando l’intero indotto”.
Dove si potrà volare con la nuova pista?
“Si potrà ad esempio raggiungere il Golfo, sperando che la guerra finisca, e anche Mosca. Non sarà però una pista intercontinentale né un aeroporto che volerà di notte. Crollerà inoltre il numero di voli dirottati a causa del vento, oggi sono un migliaio l’anno”.