Friuli: Incendio sull’Amariana, per ricostruire il bosco servirà quasi un secolo
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Friuli: Incendio sull’Amariana, per ricostruire il bosco servirà quasi un secolo

Dopo lo spegnimento delle fiamme sui monti Amariana e Amarianute, si apre la lunga fase della ricostruzione ambientale. Secondo Francesco Boscutti, docente di Ecologia agraria all’Università di Udine, per recuperare pienamente alcune funzioni del bosco potrebbero essere necessari quasi cento anni.

Nei prossimi giorni il satellite Sentinel-2, nell’ambito del programma europeo Copernicus, fotograferà l’area colpita. Le immagini permetteranno di calcolare la superficie bruciata e di valutare la severità dell’incendio, distinguendo le zone attraversate più superficialmente da quelle dove il fuoco ha causato i danni maggiori.

Questi dati saranno fondamentali per stabilire come intervenire: in alcune aree si potrebbe lasciare spazio alla rigenerazione naturale, mentre in altre potrebbe essere necessario rimuovere gli alberi bruciati e procedere con nuove piantumazioni, scegliendo anche specie più resistenti alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Un bosco particolarmente esposto agli incendi

Le caratteristiche della vegetazione dell’Amariana hanno favorito la propagazione delle fiamme. Alle quote basse e medie sono presenti soprattutto pino nero d’Austria, carpino nero, orniello e roverella: specie tipiche di ambienti montani aridi e considerate formazioni pioniere.

Durante prolungate ondate di calore e in assenza di piogge, questi boschi diventano particolarmente vulnerabili. In simili condizioni può essere sufficiente un fulmine, un comportamento colposo o un gesto doloso per provocare un incendio.

Gli eventi naturali non possono essere evitati, ma secondo Boscutti è possibile ridurre i rischi attraverso una migliore gestione delle strade, delle piste forestali e del bosco, sia con interventi ordinari sia straordinari.

Rigenerazione naturale o nuove piantumazioni?

Dopo un incendio si contrappongono generalmente due approcci: lasciare che la natura faccia il proprio corso oppure intervenire subito con rimozioni e piantumazioni. Nel caso dell’Amariana, però, la soluzione dovrà probabilmente essere differenziata, perché in alcuni punti la vegetazione potrebbe avere grandi difficoltà a riprendersi spontaneamente.

Il riscaldamento climatico sta inoltre spingendo molte specie vegetali verso quote più elevate. Si tratta di un processo lento: a seconda della specie, un albero può impiegare tra 15 e 20 anni per diventare produttivo. Solo successivamente semi e frutti, trasportati dal vento, dall’acqua o dagli animali, possono raggiungere nuovi ambienti e germinare se trovano condizioni favorevoli.

L’incendio potrebbe quindi accelerare trasformazioni già in corso. L’obiettivo degli interventi dovrebbe essere quello di diversificare la vegetazione e accompagnare la nascita di un bosco maggiormente adatto al clima futuro, trovando un equilibrio tra rigenerazione spontanea e gestione forestale.

I tempi della rinascita

Le prime caratteristiche del nuovo bosco, con arbusti e giovani alberi, potrebbero definirsi nell’arco di circa vent’anni. Dopo mezzo secolo l’area potrebbe tornare ad apparire simile a quella precedente all’incendio e il suolo potrebbe recuperare buona parte delle proprie funzionalità.

La somiglianza, tuttavia, sarebbe soltanto parziale: per ristabilire pienamente tutti gli equilibri ecologici servirà molto più tempo. Sull’Amariana il processo sarà reso ancora più lento dalle difficili condizioni della montagna. Per alcune funzioni dell’ecosistema, la completa ripresa potrebbe richiedere quasi un secolo.

altofriuli.it
u/ploz — 1 day ago
▲ 12 r/friuli

Minacce e urla al pronto soccorso di Palmanova: medico sferra un pugno al paziente

Il ferito trasferito in ambulanza all’ospedale di Udine, si era mostrato aggressivo contro il personale della struttura. Era ai domiciliari per un’indagine sul traffico di droga

Ha sferrato un pugno in faccia a un paziente dopo l’ennesima minaccia ricevuta. È successo nella tarda serata di lunedì, al pronto soccorso dell’ospedale di Palmanova. Un medico trentatreenne, non riuscendo a placare l’uomo, in evidente stato di alterazione, probabilmente nel tentativo di bloccarlo, l’ha colpito al naso con un pugno. È successo poco prima delle 23.30.

L’uomo, agli arresti domiciliari, era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Palmanova in ambulanza, in stato di agitazione. A richiedere l’intervento dei carabinieri della stazione di Cervignano era stato un amico del paziente, preoccupato perché l’uomo, residente nel centro di Ruda, non rispondeva al telefono e nemmeno al citofono.

I militari dell’Arma, intervenuti sul posto, hanno chiamato un’ambulanza. Una volta giunto nella struttura sanitaria della città stellata, il paziente, piantonato dai carabinieri, ha fin da subito manifestato un atteggiamento particolarmente aggressivo e minaccioso nei confronti del personale di turno, che, secondo quanto si è appreso, avrebbe tentato di aggredire più volte.

A quel punto la situazione è degenerata e a farne le spese è stato proprio il ricoverato, colpito al volto dal medico. La dinamica di quanto accaduto è ancora tutta da chiarire. I carabinieri, che si trovavano già sul posto, hanno raccolto le testimonianze e stanno ricostruendo i fatti. Il ferito è stato trasferito in ambulanza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove è stato sottoposto ad alcuni accertamenti, che avrebbero escluso la presenza di fratture.

Non risulterebbero, dunque, ferite gravi. L’uomo era agli arresti domiciliari dopo l’esecuzione di una misura cautelare disposta dal Gip di Trieste, su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia, nell’ambito di un’articolata indagine su un traffico di droga condotta dalla Guardia di finanza di San Giorgio di Nogaro.

La presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Udine, Anna Maria Bergamin Bracale, ha fatto sapere che «preferisce intervenire dopo aver accertato personalmente l’accaduto».

Fonte:
https://www.messaggeroveneto.it/cronaca/medico-pugno-faccia-paziente-pronto-soccorso-palmanova-o4nwuws7

u/ploz — 15 days ago
▲ 13 r/friuli

Da lunedì anticiclone in ritirata, sollievo dal caldo entro giovedì

Dopo una settimana di caldo intenso e afa, il subtropicale inizia a perdere forza sul Friuli Venezia Giulia.

Da lunedì l’alta pressione si sposterà gradualmente verso est e correnti occidentali torneranno a interessare la regione, favorendo un aumento dell’instabilità.

Giovedì è previsto anche un calo delle temperature che segnerà la conclusione della fase più estrema della calura.

altofriuli.it
u/ploz — 2 months ago
▲ 10 r/friuli

Caldo record in Friuli: 38 °C nel weekend, soccorsi in spiaggia e a scuola

L’anticiclone di origine tropicale continua a rafforzarsi: nel Nord Italia si potrebbero toccare i 42 °C, mentre in Friuli Venezia Giulia sono attesi 37 °C venerdì e 38 °C sabato. L’aria molto calda nei bassi strati, unita a correnti settentrionali umide in quota, potrà favorire nuovi temporali violenti come quello che ha colpito la pianura lunedì.

L’indice di vivibilità climatica conferma l’incremento degli eventi estremi: Udine è risultata la provincia con più episodi di piogge oltre 35 mm e vento sopra 15 km/h (10 giorni), seguita da Gorizia (9). Le due città guidano anche la classifica delle piogge intense (25 giorni). Pordenone, 94ª nella graduatoria nazionale, soffre per ondate di calore, umidità e piogge, mentre Trieste beneficia dell’effetto mitigatore del mare.

Al pronto soccorso di Udine, il direttore Fabio Malalan riferisce: «c’è stato qualche caso di disidratazione riscontrato nei soggetti più anziani, ma non si sono registrati dei veri colpi di calore. Lunedì, com’è consuetudine, nel complesso il flusso di persone è stato importante, ma non in relazione al caldo».

A Lignano Sabbiadoro i bagnini sono intervenuti due volte martedì: un austriaco di 82 anni ha perso conoscenza in acqua per shock termico, ed è stato portato all’ospedale di Latisana; poco dopo, un’austriaca della stessa età in crisi epilettica è stata salvata, stabilizzata a riva e trasferita in elicottero a Udine. Lunedì erano già stati assistiti 19 ragazzi austriaci.

Il caldo pesa anche su Pordenone: una collaboratrice scolastica dell’Isis Zanussi ha avuto un calo di pressione ed è stata soccorsa dal 118. Nel nuovo ospedale non si segnalano criticità; il trasferimento delle chirurgie dal vecchio presidio è previsto tra il 7 e l’8 luglio. In carcere le celle sono raffreddate con ventilatori, mentre spazi comuni e aree esterne dispongono di climatizzazione e nebulizzatori.

Le scuole d’infanzia cittadine resteranno aperte fino a venerdì; dal 29 giugno al 7 agosto i centri estivi si svolgeranno in tre plessi climatizzati. Entro luglio verranno installati nuovi impianti nelle sedi di via Fiamme Gialle e viale della Libertà, con un piano graduale per tutte le strutture prive di aria condizionata.

Secondo Meteo.it, Pordenone ha registrato 22 giorni di “caldo africano”, 57 ondate di calore, 47 notti tropicali e 44 giorni di umidità elevata; limitati invece gli episodi di vento forte, i giorni freddi (uno) e i periodi di siccità (15 contro una media nazionale di 52).

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u/ploz — 2 months ago
▲ 3 r/friuli

L'anniversario del sisma del '76 riunisce soccorritore e militare salvato

Quasi cinquant’anni dopo il terremoto che colpì il Friuli il 6 maggio 1976, Stefano Albanese e Guerrino De Marchi si sono ritrovati e abbracciati davanti al Municipio di Gorizia.

Nel maggio di quell’anno i due ventenni ebbero un incontro decisivo: Albanese, autista di Gorizia, raggiunse Gemona per curiosità e si mise a soccorrere i militari intrappolati nella caserma Goi-Panatanali crollata; De Marchi, artigliere di montagna, era uno di loro.

Albanese ricorda: «Andai per curiosare, quando arrivai vidi un militare davanti alla caserma che era crollata. Ho dato una mano e poi sentivamo battere e ho cominciato a scavare con le mani e sono andato dentro nel buco e l’ho tirato fuori».

De Marchi, salvato da quelle mani, racconta: «E’ stata una grandissima emozione ritrovarci, ci siamo subito abbracciati».

Il loro incontro è stato celebrato in occasione di una mostra allestita nell’atrio del Municipio di Gorizia, dove fotografie e documenti ricordano l’impegno dei numerosi volontari goriziani accorsi nelle zone terremotate.

Fra le testimonianze anche quella di Serena Travan della Croce Rossa Italiana: «Siamo partiti per portare taniche di acqua pulita, perché tutte le falde si erano sporcate, e a Gorizia è stata assegnata tutta la Val Resia».

altofriuli.it
u/ploz — 3 months ago
▲ 8 r/friuli

Disagi Arriva Udine, utenti furiosi: “Corse ancora soppresse senza preavviso”

Da oltre un anno gli utenti del trasporto pubblico gestito da Arriva Udine segnalano corse soppresse senza preavviso, con particolare incidenza in Carnia e nell’ex provincia di Udine.

Il Comitato utenti friulani – Tpl Udine, in un comunicato diffuso quasi tre mesi dopo le promesse di miglioramento dell’azienda, afferma: «a noi consta che nulla sia cambiato, poiché le corse degli autobus continuano ad essere soppresse (senza preavviso)». Il gruppo denuncia che le cancellazioni si sono soltanto spostate da una zona all’altra, penalizzando le aree meno rappresentate dai sindaci.

Durante un’audizione in VI Commissione regionale del 14 gennaio era stato attribuito il problema alla carenza di autisti di Arriva Udine; l’azienda, in quell’occasione, aveva fornito rassicurazioni generiche. Un mese dopo, nella I Commissione consiliare del Comune di Udine, aveva indicato un orizzonte di due o tre mesi per la soluzione.

Loris Zanessi ricorda che il comitato è nato da studenti e pendolari, cresciuto con l’aumentare delle segnalazioni: gli aderenti, «stufi di essere presi in giro», intendono proseguire la mobilitazione finché il servizio non verrà riportato alla normalità.

altofriuli.it
u/ploz — 3 months ago