
Board of Peace: "Entro poche settimane" il piano per convogliare i palestinesi in "rifugi umanitari" recintati. IDF: "Il ritmo delle uccisioni continuerà al di sotto della soglia di critica internazionale".
Secondo il quotidiano israeliano filo-governativo Hayom, Israele sta ultimando i preparativi per trasferire la popolazione di Gaza in quelle che il ministro della difesa Katz aveva battezzato "città umanitarie": aree recintate da cui è impossibile entrare o uscire, poste sotto il controllo delle Forze di stabilizzazione internazionali (ISF), l'esercito multinazionale controllato dal Board of Peace il cui dispiegamento è previsto nelle prossime settimane.
La prima sorgerà a Tel al-Sultan (Rafah), i cui dintorni sono stati appositamente spianati da Israele a gennaio. In queste aree, i civili riceverebbero aiuti umanitari, mentre sarà categoricamente vietato tutto il materiale che potrebbe servire per la ricostruzione, e saranno fatti vivere in case mobili. Né all'ANP, né all'UNRWA, né al National Committee (il governo di tecnocrati palestinesi inventato dal Board of Peace) sarà possibile entrarvi. Contestualmente, il Board ha vagliato una risoluzione per garantire a sé stesso e ai suoi membri (compresi militari dell'ISF e contractor privati) l'immunità da "arresti, detenzione o procedimenti legali" per qualsiasi atto compiuto a Gaza.
L'operazione avverrà in tandem con l'IDF; mentre la prima "continuerà a sottrarre ulteriori aree ad Hamas" [dal cessate il fuoco, Israele ha continuato a muovere in avanti la linea gialla, passando dal controllare il 53% della Striscia al 60% in sei mesi], il Board si occuperà della creazione di "isole" in cui concentrarne i civili. L'obiettivo è di "svuotare" anche il resto della Striscia e portarla tutta sotto controllo diretto di Israele, con la popolazione confinata in sparse enclavi facilmente controllabili, tracciata e monitorata come precondizione per ricevere cibo e aiuti umanitari.
Una fonte politica israeliana ha rassicurato Hayom che l'IDF "aumenterà il ritmo delle uccisioni, pur mantenendosi su numeri al di sotto della soglia di critica internazionale". Quale sia questa soglia l'aveva già suggerito il deputato Zvi Sukkot, che nel maggio 2025 rispondeva così alla reporter che lo intervistava:
>Stanotte sono stati uccisi quasi un centinaio di gazawi. E la prima domanda che mi hai fatto non aveva nulla a che fare con Gaza. Mi hai chiesto del disegno di legge. Sai perché? Perché non importa a nessuno. Tutti si sono abituati al fatto che possiamo uccidere cento gazawi in una singola notte di guerra e che non c'è al mondo qualcuno a cui importi.