Possono formattare i miei dispositivi elettronici?
Circa dieci mesi fa, nell’ambito di un’indagine, mi sono stati sequestrati smartphone e computer per effettuare una copia forense dei dispositivi. Da allora non ho più ricevuto aggiornamenti e, insieme al mio avvocato, abbiamo deciso di presentare un’istanza di dissequestro.
Dopo alcune settimane sono stato contattato direttamente dall’ispettore incaricato, il quale mi ha spiegato che, per poter riavere i dispositivi prima della conclusione dell’iter, sarebbe stata necessaria la formattazione completa degli stessi, poiché durante gli accertamenti sarebbero stati rinvenuti file ritenuti collegati al reato.
Ho chiesto se fosse possibile eliminare esclusivamente i file contestati, così da non perdere documenti personali, materiale di lavoro, fotografie e altri dati privati accumulati negli anni. La risposta è stata negativa: mi è stato riferito che potrebbero esserci ulteriori file nascosti o criptati e che, per questo motivo, preferiscono procedere con una cancellazione totale del contenuto.
Ne ho quindi parlato con il mio avvocato. La nostra considerazione era che, avendo io a disposizione dei backup dei dispositivi, una volta restituiti avrei teoricamente potuto ripristinarli allo stato precedente; per questo ci sembrava più ragionevole rimuovere soltanto i file ritenuti illeciti, mettendo tutto a verbale.
Anche il mio avvocato si è confrontato direttamente con l’ispettore, ma la posizione è rimasta invariata. È stato riferito che si sarebbero consultati anche con altre procure e che, se desidero ottenere la restituzione dei dispositivi prima della fine del procedimento, la formattazione integrale sarebbe una condizione necessaria. In alternativa, mantenendo il sequestro fino alla conclusione della vicenda, esisterebbe persino il rischio di una futura confisca definitiva.
Mi chiedo quindi se una procedura del genere sia corretta e proporzionata, considerando che andrebbero persi anche dati strettamente personali e lavorativi che nulla avrebbero a che vedere con i fatti contestati. Vorrei inoltre capire se, in una situazione simile, possa avere senso avanzare una richiesta di restituzione ai sensi dell’art. 262 c.p.p. oppure se esistano altre tutele per evitare una cancellazione totale dei dati.
TL;DR: Dopo circa dieci mesi dal sequestro di smartphone e pc per una copia forense, io e il mio avvocato abbiamo chiesto il dissequestro. La polizia però sostiene che, per restituirmi i dispositivi prima della fine del procedimento, debbano essere completamente formattati perché sarebbero stati trovati file collegati al reato. Abbiamo proposto di eliminare solo i file contestati, anche considerando che possiedo dei backup, ma la richiesta è stata rifiutata per il timore di eventuali file nascosti o criptati. In alternativa dovrei lasciare i dispositivi sequestrati fino alla conclusione della vicenda, con il rischio persino di una futura confisca. Mi chiedo quindi se questa procedura sia corretta e proporzionata, dato che verrebbero cancellati anche dati personali e lavorativi estranei all’indagine, e se abbia senso tentare una richiesta ai sensi dell’art. 262 c.p.p.