Disagiologia
Leggendo la quantità di accoltellamenti, aggressioni casuali, baby gang, liti finite nel sangue e omicidi avvenuti in questi mesi, ho l’impressione che ci sia un punto che sfugge quasi sempre nel dibattito pubblico.
Ogni episodio viene immediatamente “etichettato” a posteriori.
Se la vittima è straniera e l’aggressore italiano:
→ si parla di razzismo.
Se la vittima è italiana e l’aggressore straniero:
→ si parla di immigrazione incontrollata.
Se la vittima è una donna:
→ si parla di patriarcato o di responsabilità collettiva maschile.
Ma raramente ci si chiede se molti di questi fenomeni non siano invece manifestazioni diverse della stessa crisi sociale e psicologica di fondo.
Perché il dato che colpisce davvero, secondo me, non è tanto l’identità etnica, politica o sessuale dei soggetti coinvolti, ma:
- la facilità con cui si passa alla violenza estrema;
- la diffusione del coltello come strumento “normale”;
- l’età sempre più bassa degli aggressori;
- l’impulsività;
- il senso di rabbia permanente;
- la totale sproporzione tra motivo e reazione.
Sembra esserci un livello crescente di tensione, alienazione, perdita di controllo, nichilismo o semplicemente disperazione diffusa anche fra chi motivi reali per essere disperato non ne avrebbe.
E questo può attraversare:
- italiani,
- immigrati,
- uomini,
- donne,
- destra,
- sinistra,
- poveri,
- classe media.
Poi ovviamente ogni area politica prende il singolo episodio e lo usa come conferma della propria teoria del mondo. E va magari anche bene, forse da questa dialettica si potrebbe arrivare anche da qualche parte, sempre se ci si ascoltasse reciprocamente.
Come per la caduta dell’impero romano, le cause possono essere molteplici e concomitanti: situazione economica difficile, social, fenomeno migratorio che si innesta su situazione magari già difficile, aumento delle tensioni internazionali “interiorizzate” ecc ecc
A questo punto gli effetti sulla popolazione potrebbero far emergere individui più vicini alla soglia di “attivazione”, magari per:
- precarietà,
- isolamento,
- assenza di prospettive,
- degrado sociale,
- disgregazione comunitaria,
- pressione economica,
- bombardamento mediatico continuo,
- perdita di riferimenti culturali,
- incapacità di gestione emotiva,
- deterioramento della salute mentale
In questo caso, discutere solo dell’etichetta finale rischia di essere inutile.
E forse è anche per questo che il fenomeno continua a crescere nonostante anni di slogan, campagne morali e polarizzazione politica.
Solo a titolo di esempio ho chiesto a chatgpt di farmi una lista di questo tipo di casi negli ultimi mesi (sarà sicuramente incompleta, ma non ho ambizione statistica, solo esemplificativa). Il mio ragionamento è partito da qui.
# Principali accoltellamenti in Italia – 2026
- 5 gennaio – Milano (Bicocca Village)
Vittima: ragazzo italiano di 15 anni.
Aggressore: uomo descritto come nordafricano.
Dinamica: tentata rapina, il 15enne difende un amico e viene accoltellato al torace.
- 16 gennaio – La Spezia
Vittima: studente 18enne.
Aggressore: 19enne di origine marocchina.
Dinamica: lite scolastica degenerata in accoltellamento.
- 25 gennaio – Milano metro
Vittime: due adolescenti.
Aggressore: minorenne, origine non chiarita pubblicamente.
Dinamica: aggressione con machete in metropolitana.
- Febbraio – Milano
Vittima: ventenne italiano.
Aggressori: due italiani + due minorenni dello Sri Lanka.
Dinamica: aggressione di branco in strada.
- 22 febbraio – Roma
Vittima: 21enne egiziano.
Aggressori: due egiziani e un algerino.
Dinamica: aggressione mortale dopo una lite.
- 28 febbraio – Genova (Rivarolo)
Vittima: 14enne di origini tunisine.
Aggressore: 15enne italiano di origini albanesi.
Dinamica: accoltellamento su autobus pubblico.
- 2 marzo – Lecco
Vittima: giovane uomo italiano.
Aggressore: 25enne fermato dai carabinieri.
Dinamica: rissa degenerata in omicidio.
- Marzo – Acireale
Vittima: uomo italiano.
Aggressore: italiano residente ad Aci Catena.
Dinamica: lite culminata in tentato omicidio.
- 25 marzo – Trescore Balneario (Bergamo)
Vittima: prof.ssa Chiara Mocchi, 57 anni.
Aggressore: studente italiano di 13 anni.
Dinamica: aggressione pianificata dentro la scuola.
- Aprile – Napoli centro
Vittima: giovane uomo.
Aggressore: non identificato pubblicamente.
Dinamica: lite notturna con accoltellamento.
- Aprile – Torino
Vittima: uomo 32enne (pakistano?).
Aggressori: due giovani stranieri (tunisini?) secondo le prime ricostruzioni.
Dinamica: rapina finita con ferimento grave.
- 9 maggio – Taranto
Vittima: Bakari Sako, 35 anni, originario del Mali.
Aggressori: quattro minorenni italiani + un italiano 20enne.
Dinamica: baby gang lo aggredisce mentre va al lavoro; muore dopo le coltellate.
- Maggio – Prato
Vittima: cameriere italiano 23enne.
Aggressori: 16enne italiano + 26enne honduregno.
Dinamica: difende una collega e viene colpito al cuore.
- Maggio – Modena
Vittime: passanti feriti + un uomo accoltellato.
Aggressore: italiano di origine nordafricana.
Dinamica: auto contro pedoni e successiva aggressione con coltello.
- Maggio – Lodi
Vittima: donna italiana.
Aggressore: uomo in fuga, identità ignota.
Dinamica: accoltellata dopo essersi fermata a soccorrere uno sconosciuto.
- Maggio – Bibione
Vittima: italiano intervenuto per difendere una ragazza.
Aggressore: italiano
Dinamica: accoltellamento durante aggressione notturna.
Nota:
La lista include solo i casi che hanno avuto qualche rilevanza mediatica nazionale o regionale nel 2026. Non rappresenta tutti gli accoltellamenti avvenuti in Italia né permette da sola conclusioni statistiche affidabili.