u/Archetypus

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Disagiologia

Leggendo la quantità di accoltellamenti, aggressioni casuali, baby gang, liti finite nel sangue e omicidi avvenuti in questi mesi, ho l’impressione che ci sia un punto che sfugge quasi sempre nel dibattito pubblico.

Ogni episodio viene immediatamente “etichettato” a posteriori.

Se la vittima è straniera e l’aggressore italiano:
→ si parla di razzismo.

Se la vittima è italiana e l’aggressore straniero:
→ si parla di immigrazione incontrollata.

Se la vittima è una donna:
→ si parla di patriarcato o di responsabilità collettiva maschile.

Ma raramente ci si chiede se molti di questi fenomeni non siano invece manifestazioni diverse della stessa crisi sociale e psicologica di fondo.

Perché il dato che colpisce davvero, secondo me, non è tanto l’identità etnica, politica o sessuale dei soggetti coinvolti, ma:
- la facilità con cui si passa alla violenza estrema;
- la diffusione del coltello come strumento “normale”;
- l’età sempre più bassa degli aggressori;
- l’impulsività;
- il senso di rabbia permanente;
- la totale sproporzione tra motivo e reazione.

Sembra esserci un livello crescente di tensione, alienazione, perdita di controllo, nichilismo o semplicemente disperazione diffusa anche fra chi motivi reali per essere disperato non ne avrebbe.

E questo può attraversare:
- italiani,
- immigrati,
- uomini,
- donne,
- destra,
- sinistra,
- poveri,
- classe media.

Poi ovviamente ogni area politica prende il singolo episodio e lo usa come conferma della propria teoria del mondo. E va magari anche bene, forse da questa dialettica si potrebbe arrivare anche da qualche parte, sempre se ci si ascoltasse reciprocamente.

Come per la caduta dell’impero romano, le cause possono essere molteplici e concomitanti: situazione economica difficile, social, fenomeno migratorio che si innesta su situazione magari già difficile, aumento delle tensioni internazionali “interiorizzate” ecc ecc

A questo punto gli effetti sulla popolazione potrebbero far emergere individui più vicini alla soglia di “attivazione”, magari per:

- precarietà,
- isolamento,
- assenza di prospettive,
- degrado sociale,
- disgregazione comunitaria,
- pressione economica,
- bombardamento mediatico continuo,
- perdita di riferimenti culturali,
- incapacità di gestione emotiva,
- deterioramento della salute mentale

In questo caso, discutere solo dell’etichetta finale rischia di essere inutile.

E forse è anche per questo che il fenomeno continua a crescere nonostante anni di slogan, campagne morali e polarizzazione politica.

Solo a titolo di esempio ho chiesto a chatgpt di farmi una lista di questo tipo di casi negli ultimi mesi (sarà sicuramente incompleta, ma non ho ambizione statistica, solo esemplificativa). Il mio ragionamento è partito da qui.

# Principali accoltellamenti in Italia – 2026

- 5 gennaio – Milano (Bicocca Village)
Vittima: ragazzo italiano di 15 anni.
Aggressore: uomo descritto come nordafricano.
Dinamica: tentata rapina, il 15enne difende un amico e viene accoltellato al torace.

- 16 gennaio – La Spezia
Vittima: studente 18enne.
Aggressore: 19enne di origine marocchina.
Dinamica: lite scolastica degenerata in accoltellamento.

- 25 gennaio – Milano metro
Vittime: due adolescenti.
Aggressore: minorenne, origine non chiarita pubblicamente.
Dinamica: aggressione con machete in metropolitana.

- Febbraio – Milano
Vittima: ventenne italiano.
Aggressori: due italiani + due minorenni dello Sri Lanka.
Dinamica: aggressione di branco in strada.

- 22 febbraio – Roma
Vittima: 21enne egiziano.
Aggressori: due egiziani e un algerino.
Dinamica: aggressione mortale dopo una lite.

- 28 febbraio – Genova (Rivarolo)
Vittima: 14enne di origini tunisine.
Aggressore: 15enne italiano di origini albanesi.
Dinamica: accoltellamento su autobus pubblico.

- 2 marzo – Lecco
Vittima: giovane uomo italiano.
Aggressore: 25enne fermato dai carabinieri.
Dinamica: rissa degenerata in omicidio.

- Marzo – Acireale
Vittima: uomo italiano.
Aggressore: italiano residente ad Aci Catena.
Dinamica: lite culminata in tentato omicidio.

- 25 marzo – Trescore Balneario (Bergamo)
Vittima: prof.ssa Chiara Mocchi, 57 anni.
Aggressore: studente italiano di 13 anni.
Dinamica: aggressione pianificata dentro la scuola.

- Aprile – Napoli centro
Vittima: giovane uomo.
Aggressore: non identificato pubblicamente.
Dinamica: lite notturna con accoltellamento.

- Aprile – Torino
Vittima: uomo 32enne (pakistano?).
Aggressori: due giovani stranieri (tunisini?) secondo le prime ricostruzioni.
Dinamica: rapina finita con ferimento grave.

- 9 maggio – Taranto
Vittima: Bakari Sako, 35 anni, originario del Mali.
Aggressori: quattro minorenni italiani + un italiano 20enne.
Dinamica: baby gang lo aggredisce mentre va al lavoro; muore dopo le coltellate.

- Maggio – Prato
Vittima: cameriere italiano 23enne.
Aggressori: 16enne italiano + 26enne honduregno.
Dinamica: difende una collega e viene colpito al cuore.

- Maggio – Modena
Vittime: passanti feriti + un uomo accoltellato.
Aggressore: italiano di origine nordafricana.
Dinamica: auto contro pedoni e successiva aggressione con coltello.

- Maggio – Lodi
Vittima: donna italiana.
Aggressore: uomo in fuga, identità ignota.
Dinamica: accoltellata dopo essersi fermata a soccorrere uno sconosciuto.

- Maggio – Bibione
Vittima: italiano intervenuto per difendere una ragazza.
Aggressore: italiano
Dinamica: accoltellamento durante aggressione notturna.

Nota:
La lista include solo i casi che hanno avuto qualche rilevanza mediatica nazionale o regionale nel 2026. Non rappresenta tutti gli accoltellamenti avvenuti in Italia né permette da sola conclusioni statistiche affidabili.

reddit.com
u/Archetypus — 1 day ago
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Disturbo schizoide di personalità, schizofrenia e malattia mentale

Scrivo perché leggo sui giornali cose senza senso e dichiarazioni traballanti e vorrei fare un po’ di chiarezza. Si, parlo di Modena.

  1. il disturbo schizoide di personalità (DSP) (diagnosi dello stragista, a quanto riportato dai giornali) non è la schizofrenia (come invece riportato da alcuni giornali e come una certa somiglianza fonetica potrebbe far supporre.

Il DSP causa distacco dalle relazioni sociali e ridotta espressività emotiva. Secondo il DSM-5, il quadro è definito da un pattern pervasivo che inizia nella prima età adulta ed è presente in vari contesti. Devono essere presenti almeno 4 dei seguenti criteri:
- non desidera né prova piacere nelle relazioni strette, inclusa la famiglia;
- preferisce quasi sempre attività solitarie;
- scarso o nullo interesse per esperienze sessuali con altre persone;
- trae piacere da poche attività;
- mancanza di amici stretti o confidenti;
- indifferenza verso lodi o critiche;
- freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita.

Non entra in diagnosi differenziale con la schizofrenia che, invece è:

è un disturbo psicotico caratterizzato da alterazioni del pensiero, della percezione, dell’affettività e del comportamento.

Il DSM-5 richiede:
Per almeno 1 mese devono essere presenti almeno 2 dei seguenti sintomi (di cui almeno uno tra i primi tre):
deliri;
- allucinazioni;
- eloquio disorganizzato;
- comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico;
- sintomi negativi (appiattimento affettivo, alogia, abulia).

In parole povere lo schizofrenico può perdere il contatto con la realtà durante l’episodio psicotico, il DSP no. Quest’ultimo mantiene anche l’organizzazione del pensiero che invece nello schizofrenico può “deragliare”

Ora, veniamo al caso Modena.

Mi sembra evidente ci sia un trend per cui, specialmente da sinistra, si cerchi di rispondere a chi, da destra, accusa l’immigrazione tout court con “è un malato mentale”.

Questo equivale a fare esattamente la stessa cosa, solo che invece di buttare merda sugli immigrati viene buttata su qualsisia persona con un disturbo mentale. Il sottotesto infatti è che se hai un problema mentale, sei un potenziale stragista. Ma vi sembra il caso? Avere una malattia mentale non vuol dire essere automaticamente pericolosi: state solo buttando uno stigma indelebile su altre persone fragili nel tentativo maldestro di difendere una posizione politica

Altra cosa: nessuno psichiatra ha visto/visitato il soggetto. Nessuno può quindi dire se una malattia mentale fosse in atto o avesse un ruolo nelle aIoni compiute dal tipo. Sentire politici “fare diagnosi” per opportunismo politico è disdicevole.

Aggiungo: chi scrive che “non lo hanno curato, è colpa nostra”, ricordo che nessuno può essere obbligato ad essere curato in Italia a meno che non sia in uno dei pochissimi casi da TSO. La malattia mentale è purtroppo un tema molto delicato in cui si scontrano diverse visioni del mondo, ma in questo contesto il dibattito che vi si sta generando intorno è il peggio del peggio.

L’appello al “era un disturbato mentale” fa poi un’altra cosa: toglie la responsabilità dell’azione allo stragista. E di conseguenza anche dignità alle vittime. Una malattia mentale non è sinonimo di “non sono in grado di intendere e di volere”, ma questo è lo stigma che sta venendo gettato addosso a chi si trova in questa condizione. E forse viene fatto per non volersi prendere la responsabilità di guardare al fatto e di cercarne di capire i veri motivi che possono magari non piacere (chissà se l’immigrazione ed il contesto culturale o religioso hanno avuto un ruolo) ma che può anche essere l’unico modo per evitare che succeda nuovamente (questa è l’ennesima volta in Europa per cui non ho molta fiducia sul fatto che non succeda più)

Quindi, in sintesi, calma e gesso.

reddit.com
u/Archetypus — 3 days ago
▲ 54 r/italy

Semestre filtro Medicina, il Consiglio di Stato riapre la questione

Opinione personale: il semestre filtro è una bioata pazzesca.

corriere.it
u/Archetypus — 7 days ago
▲ 120 r/italy

Non è un Paese per giovani: l’Italia è diventata una gerontocrazia?

Prendo spunto da questo articolo su Harper che discute della "gerontocrazia" negli Stati Uniti e di come, secondo l'autore, sia un po' l'esito di come è configurato il sistema. E forse il caso italiano è anche più interessante: si parla di conflitto generazionale ma spesso con toni un po' caricaturali: i boomer egoisti contro i giovani fannulloni. Il punto è che essere anziani può anche voler dire essere soli e fragili così come essere giovani può voler dire non trovare opportunità. D'altra parte le carriere in Italia sono spesso lente, gli immobili passano di generazione in generazione, e il fluire e cambiare della società si accoda a questa lentezza. Forse protegge dai rischi dell'ignoto o forse ci farà consumare piano piano finchè, vedasi calo demografico, non ci sarnno più italiani (e le case non avranno più eredi a cui andare). Che ne pensate? Siamo anche noi una gerontocrazia?

harpers.org
u/Archetypus — 8 days ago
▲ 101 r/italy

Una “Union within the Union” è il futuro dell’UE?

Un’unione nell’Unione che comprende Spagna, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Germania e Polonia.

Avevo letto di un progetto simile, una proposta tedesca, in cui invece i paesi sarebbero stati Polonia, Germania, Olanda, Francia, Italia e Spagna.

In ogni modo direi che queste idee stanno circolando: che ne pensate?

Come sarebbe la vostra UwU (Union within Union) ideale?

federalists.eu
u/Archetypus — 11 days ago
▲ 66 r/italy

Ho letto sul new criterion questo lungo articolo di Victor Davis Hanson sul tema del “declino dell’Occidente”. La tesi è che le civiltà occidentali tendano a entrare in crisi non quando sono povere, ma quando diventano troppo ricche, sicure e scollegate dalle condizioni che le hanno rese forti.

Hanson paragona USA/Europa contemporanei ad Atene e Roma tarde: benessere enorme, ma perdita di coesione, denatalità, debito, polarizzazione, senso di colpa culturale e sfiducia verso sé stessi.

Alcune parti mi sembrano molto intelligenti, altre molto ideologiche. Però il parallelismo storico mi ha fatto riflettere.

Secondo voi:

esiste davvero un “modello ricorrente” di decadenza delle civiltà?
oppure ogni generazione pensa di vivere il declino finale?

u/Archetypus — 15 days ago
▲ 0 r/italy

Un esercizio semi-serio di archetipologia, più narrativo che politico

Nella sceneggiatura della politica italiana sono stati scritturati alcuni nuovi personaggi alla ricerca di archetipizzazione. Il primo è la sindaca di Genova, Silvia “cum grano” Salis. Simpatica, bella ma elegante, sportiva di un certo successo. È la nostra sorella maggiore. Quella con la testa sulle spalle, che frequenta persone per bene e che rende tranquilli e contenti i suoi genitori. Non siamo sicuri che se ci trovassimo nei guai ci aiuterebbe, ma ai suoi sostenitori piace pensarlo. E che dire di Ilaria “sine grano” Salis. La sorella minore che invece nei casini ci si mette abbondantemente per dimostrare di esistere e per chiedere la stessa attenzione dei genitori che crede vada tutta alla sorella maggiore. Frequenta cattive compagnie e causa notti insonni a tutta la famiglia, specialmente da quando è scappata di casa ed è diventata “uno spirito libero” nei guai con la legge. Piace a chi vorrebbe imitarla ma non ha il coraggio. Poi invece c’è Francesca Albanese: la maestra delle elementari. Austera ma dal look dinoccolatamente antico. Severa e con una bacchetta verbale di cui non lesina l’uso. Ne abbiamo un po’ paura ma c’è chi se ne innamora. Per altri invece resterà un incubo da notte prima degli esami. Poi c'è Elly Schlein: la compagna di classe strana: quella con gli amici in tutto il mondo ma che poi viene sempre a scroccare il pranzo a casa nostra. Non si sa bene che lavoro faccia ma, com’é come non è, non ha mai bisogno di denaro. Ogni tanto, urla e protesta da un divano su cui nessuno l’ha vista arrivare: qui sciorina liste di priorità che ci chiede di seguire, assumendo confidentemente che abbiamo capito quello che ci dice. Forse per questo nessuno l’ascolto davvero. E forse a lei piace così. Resta sul trono l’archetipo ancestrale: la madre. Giorgia Meloni. Severa ma giusta. Esteticamente rassicurante. Gran lavoratrice. Se le chiedessimo aiuto, siamo certi, ce lo darebbe, o almeno così ci sembrerà. Prepara la tavola per il pranzo di Natale e fa da mangiare di persona. Ma deve tenere a banda una banda di amici di famiglia che a volte la fanno disperare. In questo gineceo archetipale brilla l’assenza dell’”archetipo in chief”: il padre. La nazione lo ha scacciato ma ora, forse, avrebbe bisogno di una figura solida, decisionista e decisionale, testosteronicamente silenzioso ed autorevole. Sempre alle prese con la sua visione del futuro che sa essere l’unica vera arma per tutelare il benessere della famiglia e del condominio. La figura contro cui vorremmo ribellarci e che proprio per questo ci tempra alla successione. L’archetipo del maschilismo buono, di cui abbiamo dimenticato le caratteristiche positive forse abbagliati dalla foschia del maschilismo tossico. Molti si sono candidati, ma purtroppo senza le capacità, l’aspetto e la lungimiranza richieste per esserlo. Può darsi che il cromatismo del padre sia ormai fuori dal fluido spettro dell’arcobaleno e che la sua statura equestre sia stata superata dal monopattismo delle preferenziali ztl. Resta il fatto che all’orizzonte non si vedono padri: forse abbiamo smesso di cercarli; o la voglia di diventarlo.

reddit.com
u/Archetypus — 25 days ago