Dubbio residenza fiscale in Italia
Ciao, ho un dubbio riguardante la residenza fiscale.
Poniamo il caso in cui uno si sia trasferito in Australia per due anni, iscritto AIRE, con regolare contratto da lavoro dipendente locale, vivendo in casa in affitto, con bollette, investimenti presso banche locali, vita regolare lì insomma.
In quei due anni però passava circa 100 giorni l'anno in Italia in totale stando dai genitori, durante periodi festivi tipo Natale e estate, aggiungendo poi qualche settimana di lavoro remoto prima di tornare all'estero.
L'anno successivo dopo i due anni ha chiesto trasferimento all'azienda per lavorare da remoto in Italia, con nuovo contratto con la srl italiana. Si è quindi trasferito tornando alla casa dei genitori, cambio di residenza all'anagrafe, apertura di conto italiano che prima non aveva e quant'altro.
Esiste un caso in cui si possa sostenere la residenza italiana nei due anni australiani? Oppure sono paranoie? Questo prima del 2024 quindi prima dei cambiamenti avvenuti alla residenza fiscale di cui ho letto partono dal 2024 in poi.