Negligenza grave del commercialista per acquisto distributori automatici (66k $): mi ha fatto bruciare bandi e agevolazioni. Cosa rischia e come posso muovermi?
Ciao a tutti, volevo condividere la mia esperienza per avere un parere tecnico da altri commercialisti o da chi si è trovato in situazioni simili, e capire come muovermi al meglio.
Premessa e progetto:
Sto avviando un'attività di vending (12 distributori automatici di ultima generazione da installare in vari punti strategici). Investimento totale di oltre 66.000 USD per l'acquisto delle macchine dalla Cina.
Cosa è successo:
Prima di effettuare l'ordine e inviare il bonifico estero, mi sono rivolto al mio (ormai ex) commercialista chiedendo espressamente come procedere per fare le cose per bene, tutelarmi e non giocarmi la possibilità di accedere a bandi regionali a fondo perduto (es. Legge Regionale 3/2006 in Sardegna) e ai crediti d'imposta (Transizione 4.0/5.0).
In data 22 Giugno 2026 gli mando un'email esplicita chiedendogli: "Sto per fare l'ordine dei distributori. C'è qualche documento da fare o dobbiamo aprire la P.IVA/conto ditta prima di procedere?".
La gestione del professionista:
- Nessun riscontro scritto, ma a voce mi dice di procedere pure da privato e dal conto corrente personale adducendo la mia "fretta commerciale", rassicurandomi.
- Non mi ha minimamente informato che bastava un passaggio elementare di 24/48 ore: apertura Partita IVA inattiva con iscrizione alla CCIAA e conto ditta dedicato per effettuare il bonifico B2B e blindare la tracciabilità per i bandi pubblici.
- Come se non bastasse, dopo mesi se ne esce dicendo che aver acquistato da privato mi avrebbe fatto perdere anche qualsiasi diritto al Credito d'Imposta 2027 (Transizione 4.0/5.0). Informazione del tutto errata, dato che la normativa (L. 178/2020) si basa sull'entrata in funzione e interconnessione del bene sotto P.IVA (tramite apporto/conferimento iniziale d'impresa), prescindendo dal bonifico iniziale del privato.
- Quando gli ho fatto notare i suoi errori e le sue omissioni con le normative alla mano, ha alzato i toni con frasi sgradevoli e mi ha bloccato su WhatsApp.
Situazione attuale:
- Le macchine sono in viaggio e sdoganate in DDP.
- Ho inviato PEC formale di contestazione e risoluzione del rapporto professionale per grave inadempimento e violazione dei doveri di diligenza d'informazione e tutela del cliente.
- La P.IVA la aprirò a inizio 2027 facendo l'apporto dei beni in azienda per interconnetterli e recuperare almeno il Credito d'Imposta 4.0.
Le mie domande per voi:
- Dal punto di vista della responsabilità professionale e risarcimento danni (polizza RC), come viene inquadrata la "perdita di chance" per un bando a fondo perduto causata dall'omessa informativa del consulente su una procedura banale come l'apertura di una P.IVA inattiva ante-ordine?
- Per il Bando Regionale (L.R. 3), con il nuovo commercialista ha senso tentare una strada (es. interpello/spese d'impianto ante-costituzione) o il vizio del bonifico da conto privato è un macigno insuperabile?
- Avete consigli su come impostare la pratica di apporto/conferimento beni del titolare a inizio 2027 per non avere problemi con la perizia e l'interconnessione 4.0?
Grazie a chiunque dedicherà due minuti per darmi un parere tecnico!