u/Automatic_Minimum294

Ciao a tutti, vorrei chiedere un parere su una situazione immobiliare/familiare abbastanza complessa.

premessa: siamo già andati da avvocati e geometri e nessuno è riuscito a dirci cosa fare.

In famiglia esiste un immobile/terreno in Toscana, ex sede di una ditta individuale che si occupava di rifiuti/servizi ecologici. Il bene è in comproprietà tra più familiari. Una quota rilevante risulta ancora intestata a un parente deceduto, per il quale la successione non è ancora stata completata/voltura catastale non aggiornata. Una quota minore, invece, appartiene a un altro familiare che era titolare della ditta individuale fallita.

La situazione, per quanto ho ricostruito dai documenti, è questa:

  • il bene è accatastato come immobile commerciale/speciale, categoria D/8;
  • la ditta individuale che operava lì è fallita anni fa;
  • il titolare fallito possiede una quota minoritaria dell’immobile;
  • su quella quota minoritaria risulta iscritta ipoteca di Agenzia Entrate-Riscossione per un importo molto elevato;
  • il fallimento, da un verbale che ho trovato, avrebbe rinunciato ad acquisire/vendere la quota del fallito all’attivo fallimentare perché antieconomica, anche a causa della presenza di rifiuti/necessità di bonifica/smaltimento;
  • lo stesso verbale riconsegna il possesso materiale dell’immobile a una comproprietaria, per sé e per conto degli altri comproprietari;
  • nel sito erano presenti cisterne e alcuni fusti, indicati inizialmente come beni di proprietà di terzi;
  • successivamente ho trovato una dichiarazione del soggetto terzo che afferma di non essere mai entrato in possesso di quei beni e di rinunciare a qualunque diritto sugli stessi o sul ricavato della loro eventuale vendita;
  • esistono formulari rifiuti relativi a rimozione/smaltimento di oli, emulsioni, rifiuti contenenti oli, vernici, imballaggi contaminati, materiali filtranti/stracci contaminati, ecc.;
  • da una comunicazione del curatore risulta che furono prelevati campioni di oli presenti nelle cisterne e non sarebbero stati rilevati PCB o altri inquinanti altamente pericolosi;
  • risultano interventi di pulizia/rimozione rifiuti in superficie da parte di ditte incaricate dal Comune;
  • però nella stessa comunicazione viene detto che non era stata rinvenuta documentazione attestante bonifiche del sottosuolo o certificazioni di bonifica delle cisterne metalliche ancorate all’area.

Il mio obiettivo sarebbe capire come usare il bene in modo lecito e, possibilmente, arrivare a una sistemazione della situazione. Il mio obbiettivo sarebbe comprare in terreno al 100% e utilizzarlo come voglio o in alternativa utilizzare il mio 50%.

Le domande che vorrei sottoporvi sono:

  1. Finché non è completata la successione del parente deceduto, gli eredi possono usare il bene? O prima va necessariamente regolarizzata la successione/voltura?
  2. Se si procede con la successione del parente deceduto, gli eredi rischiano in qualche modo di rispondere dei debiti del familiare fallito, oppure solo di eventuali debiti del defunto?
  3. L’ipoteca di Agenzia Entrate-Riscossione sulla quota del familiare fallito può creare problemi agli altri comproprietari? Può “bloccare” l’intero bene o resta confinata alla sola quota del debitore?
  4. È possibile fare divisione/frazionamento del bene in modo da isolare la quota del soggetto debitore/ipotecato e lasciare libere le altre quote?
  5. In caso di divisione, l’ipoteca segue la porzione assegnata al debitore oppure può restare agganciata in qualche modo anche alle porzioni degli altri?
  6. Essendo un ex sito legato ad attività di gestione rifiuti, il Comune/ARPAT potrebbero obbligare i comproprietari non responsabili dell’inquinamento a fare carotaggi, analisi o bonifiche a proprie spese?
  7. Se non risultano analisi del sottosuolo, ma risultano smaltimenti/rimozioni documentate e nessun procedimento ambientale attualmente noto, posso usare l’area per attività leggere e reversibili senza fare opere fisse?
  8. Per le cisterne/fusti: avendo una dichiarazione di rinuncia del terzo che li aveva acquistati ma mai ritirati, posso venderli/rimuoverli come rottame? Oppure serve comunque una ditta autorizzata e documentazione ambientale/formulario?
  9. Per attivare luce/acqua, basta il titolo di comproprietà/qualità di erede o serve prima successione formalmente completata e consenso di tutti i comproprietari?
  10. Quale sarebbe, secondo voi, l’ordine corretto delle mosse? Successione → accesso atti Comune/ARPAT → verifica ambientale → divisione/frazionamento → gestione ipoteca?

Io sto già cercando di recuperare:

  • ispezioni ipotecarie aggiornate;
  • visure catastali;
  • documentazione del fallimento;
  • accesso agli atti presso Comune e ARPAT;
  • eventuali documenti su bonifica/rimozione rifiuti/cisterne;
  • documenti di successione.

Mi interessa soprattutto capire quali rischi reali ci sono per gli eredi/comproprietari non responsabili della vecchia attività e quale strada legale convenga seguire per poter usare o dividere il bene senza prendersi responsabilità non proprie.

Grazie a chiunque possa darmi un orientamento.

reddit.com
u/Automatic_Minimum294 — 16 days ago