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Sicurezza in automobile, motocicletta, scooter, monopattino e in bicicletta: come prevenire l'incidente della portiera aperta improvvisamente

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Per prevenire i pericolosi incidenti della portiera aperta improvvisamente da un automobilista distratto occorrono due precauzioni:

- Da parte degli automobilisti: guardare sempre prima di aprire, aprendo la portiera con la mano opposta (il guidatore deve aprire la portiera con la mano destra, girandosi per guardare, i passeggeri a destra devono aprire con la mano sinista, girandosi per guardare*)

- Da parte dei ciclisti: pedalare sempre almeno a un metro dalle auto parcheggiate, in modo da stare fuori dal raggio di apertura delle portiere. È anche opportuno regolare la velocità per poter frenare in sicurezza: anche in bici la velocità è un fattore di pericolo. Questi consigli valgono anche per chi guida ciclomotori, motocicli, scooter e monopattini, elettrici e no.

L’apertura della portiera è uno degli incidenti auto-bici più frequenti in ambito urbano. Aprire la portiera senza guardare è molto pericoloso ed esplicitamente vietato dal codice della strada (articolo 157, comma 7). Ma nel racconto giornalistico di questi incidenti spesso sembra che l’automobilista non abbia alcuna responsabilità, che la portiera si sia aperta da sola, e che sia solo un caso sfortunato se il ciclista stava passando proprio in quel momento.

L’articolo 157, comma 7, del codice della strada recita cosi:

7. È fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada.

In Gran Bretagna, che in fatto di sicurezza stradale ha molto da insegnare all'Italia, visto che hanno molti meno incidenti, morti e feriti, il Ministero dei Trasporti consiglia questo:

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* Nota: anche i passeggeri a destra devono stare attenti, perché in qualche caso ci sono piste ciclopedonali a destra dell'auto parcheggiata, inoltre l'apertura improvvisa della portiera può essere pericolosa anche per i pedoni, i genitori col passeggino, le persone che spingono disabili in carrozzina, animali domestici.

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u/Benzinazero — 11 hours ago

A Firenze monopattini in sharing aboliti per eccessiva indisciplina degli utenti che li abbandonavano dappertutto. Non sarebbe il caso di adottare la stessa logica anche per le auto in divieto di sosta?

Immagine e testo da Avvenire, 21 febbraio 2026

Il Tar Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ha rigettato tempo fa il ricorso della società di noleggio di monopattini elettrici Bird contro il Comune di Firenze che ha vietato il noleggio e la circolazione dei monopattini elettrici in sharing.

Il motivo è che gli utenti dei monopattini elettrici sarebbero troppo indisciplinati. Ma andrebbe notato che i monopattini sono oggetto di atti vandalici anche da parte di persone che non li usano ma li hanno in antipatia: li spostano, buttano in terra o li mettono sui marciapiedi al fine di intralciare i pedoni.

Potrebbe essere utile usare la stessa logica anche nei confronti degli automobilisti, la cui tendenza a parcheggiare in malasosta è estremamente difficile da contrastare, come dimostra questa esperienza di Milano: Secondo l’Aci ogni giorno ci sono 100.000 auto in divieto di sosta a Milano. ‘Sai che puoi’ ne ha rilevate oltre 60.000 in quattro ore.

Qualche centinaio di monopattini elettrici in disordine sui marciapiedi e in strada sono certamente un problema. Ma 100.000 auto in divieto di sosta sono un problema molto maggiore, soprattutto se si considera che, facendo una rilevazione solo su alcuni quartieri, ne saltano fuori 60.000 in quattro ore.

Perché i comuni non intervengono seriamente contro le auto in divieto di sosta, sulle strisce bianche, in doppia fila?

Mistero. ◆

Qui altri articoli sul tema delle infrazioni al Codice della strada (link alle fonti all’interno degli articoli):

  1. Ciclisti indisciplinati: illegali ma razionali. Le diverse motivazioni delle infrazioni di ciclisti, automobilisti e pedoni [studio, Journal of Transport and Land Use]
  2. Le persone che guidano auto di lusso mediamente fanno più infrazioni [studio comparato]
  3. I ciclisti commettono infrazioni quanto gli automobilisti. La differenza è che sono meno pericolosi. [Journal of Transport and Land Use]
  4. Studio Usa: i ciclisti rispettano il codice tanto quanto gli automobilisti (ovvero compiono circa lo stesso tasso di infrazioni)
  5. Chi guida auto di lusso commette più infrazioni [BBC – NY Times]
  6. Il 10% degli automobilisti italiani guidano senza patente: sospesa, ritirata o mai conseguita… [Asaps]
  7. Molti automobilisti italiani non conoscono la teoria e non sono aggiornati sul codice della strada [Ministero delle Infrastrutture]
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u/Benzinazero — 18 hours ago

'Finisce sotto le ruote del camion, anziano ciclista muore', >'ennesima tragedia'< ma nessuna analisi sulle cause [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]

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I giornalisti di cronaca hanno la tendenza, spesso inconsapevole, a minimizzare le responsabilità di chi guida veicoli a motore.

Avviene l’incidente, il ciclista muore sotto le ruote di un camion, si tratta di una ‘ennesima tragedia’ ma il messaggio implicito dell’articolo è che sono cose che capitano, non è colpa di nessuno.

  1. Finisce sotto le ruote del camion, anziano ciclista muore’ nel titolo: vittima protagonista, come se l’iniziativa fosse stata sua.
  2. ‘Sotto choc il conducente del mezzo pesante’. Ha appena ucciso involontariamente un ciclista, ma la vittima è anche lui…
  3. Ennesima tragedia‘, ma nessuna analisi sulle cause di queste numerose tragedie.
  4. ‘Un ciclista all’altezza di una rotatoria è stato investito da un mezzo pesante‘: costruzione passiva della frase e veicolo animato. Si tratta di un inconsapevole modo per escludere psicologicamente qualsiasi responsabilità del camionista: è stato disattento, imprudente o solo sfortunato? Non si sa e non si può sapere…
  5. Ambiguo racconto dell’incidente: ‘Al momento del terribile schianto [il ciclista] stava affrontando la rotatoria di Borgo Bassano […]. La sorte ha voluto che la medesima operazione è stata affrontata anche da un autocarro [veicolo animato] che di fatto avrebbe stretto troppo la curva trascinando sotto le ruote il malcapitato.’ La frase evidenziata sembra il racconto di un sorpasso pericoloso. Considerando che i camion normalmente vanno più veloci dei ciclisti, soprattutto se anziani, chi è che ha fatto il sorpasso pericoloso? Il ciclista o il camionista? Forse non lo sapremo mai.
  6. Seconda sottolinatura dello choc del camionista in conclusione d’articolo,: ‘Sotto choc il conducente dell’autocarro’, con segnalazione del fatto che è anche un bravo cittadino: ‘che si è subito fermato dopo essersi reso conto del dramma.’

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Il camionista è certamente una brava persona, è sotto choc e si è subito fermato. Ma si possono fare queste osservazioni:

  1. I camion hanno numerosi punti ciechi. Quando sorpassano un ciclista, i camionisti dovrebbero stare molto attenti (consiglio utile: alla stessa maniera, quando c’è un camion o un grosso furgone in vista, per i ciclisti è bene stare alla larga, per quanto possibile. Se il ciclista ha il camion davanti, può stare alla larga. Ma se il ciclista ha il camion dietro e viene sorpassato, c’è solo da sperare che il camionista tenga l’adeguata distanza laterale di 1,5 metri).
  2. Esistono sensori che avvisano il camionista se c’è un ciclista o un pedone nell’area di un punto cieco. Ma i camionisti non li vogliono: Sensori per gli angoli ciechi dei camion, per non investire pedoni e ciclisti: ‘Nel mercato italiano li abbiamo sempre proposti ma non li ha mai voluti nessuno’ [RaiNews]. Inoltre quando il Comune di Milano ha emesso un’ordinanza che obbligava ad averli per i mezzi pesanti che entrano in città, Assotir si è opposta all’obbligo di installarli. Parlando in generale e non del caso specifico, non è che ‘i camionisti’ quando da una parte si oppongono ai sensori e dall’altra sono sotto choc in caso di incidente, sono un po’ imprevidenti?

Riprendiamo il racconto dell’articolo:

‘Al momento del terribile schianto [il ciclista] stava affrontando la rotatoria di Borgo Bassano […]. La sorte ha voluto che la medesima operazione è stata affrontata anche da un autocarro [veicolo animato] che di fatto avrebbe stretto troppo la curva trascinando sotto le ruote il malcapitato.’ La frase evidenziata sembra il racconto di un sorpasso pericoloso.

In base al racconto, le possibilità sono due:

  1. Il camionista ha raggiunto il ciclista e lo ha sorpassato nella rotatoria, stringendolo in curva e travolgendolo.
  2. Il ciclista, 84enne, pedalava più veloce del camion, l’ha raggiunto e l’ha sorpassato a destra.

Quale delle due ipotesi è la più probabile?

Forse non lo sapremo mai. Non dalla stampa. ◆

Qui l’intero articolo di Padova oggi: Finisce sotto le ruote del camion, anziano ciclista muore poco dopo in ospedale

Qui un analogo incidente: un camionista ha ucciso un ciclista di 78 anni, sempre in una rotatoria: Prato, ‘il camion sembra abbia urtato il ciclista’… [*Come i giornali raccontano gli scontri stradali*]. In questo caso il camion ‘sembra abbia urtato il ciclista’… Come può avvenire che un camion ‘urti’ un ciclista anziano? Nessuno sembra porsi la domanda.

Qui documentazione scientifica sul tema di [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] , approfondimenti, e-book gratuiti, esempi positivi, risposte alle domande e alle obiezioni più frequenti

Per quali motivi, quando parlano di incidenti stradali, i giornalisti di cronaca spesso minimizzano le responsabilità degli automobilisti e di chi guida veicoli a motore?

Per la parte costruttiva e propositiva: Incidenti e scontri stradali. 14 punti per articoli più chiari ed efficaci [Fiera della mobilità sostenibile, Roma, 2025]

Qui la rubrica [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] con centinaia di articoli analizzati.

Qui l’OMS, Organizzazione Mondiale per la Sanità: La velocità è un fattore chiave negli incidenti e scontri stradali. Pochi km/h in più possono rendere catastrofico un incidente, con lesioni gravi e morte

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u/Benzinazero — 2 days ago

In Italia 150 segnali stradali per ogni km… ‘60% dei cartelli rilevati sono inutili, sbagliati o fuori legge’ [video]

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Video: https://youtu.be/MZNIxTW65v4?si=-ytnHRhEj38FmGHO

Con le dovute eccezioni, la situazione dei segnali stradali in Italia è disastrosa, come sanno sia i ciclisti sia gli automobilisti.

Per quel che riguarda i ciclisti il problema è presto detto: raramente le piste ciclabili contengono segnaletica di direzione, mentre spesso la segnaletica presente è inutile, irregolare o ridondante (ad esempio, se ne parla anche nel filmato, gli infiniti e inutili cartelli di ‘inizio pista ciclabile’, ‘fine pista ciclabile’ in prossimità dei passi carabili o dei passaggi pedonali).

Guardando il filmato e seguendo la presentazione di Enrico Bonizzoli, esperto di sicurezza stradale di progettazione e titolare dell’azienda Beyond, si capisce perché. Qui alcune citazioni, di carattere generale, estrapolate dal filmato:

  • ‘In Italia ci sono 150 segnali al km.‘
  • ‘60% dei cartelli rilevati sono inutili, sbagliati o fuori legge.‘
  • “‘l cittadino non conosce il codice della strada. Il giudice di pace non conosce il codice della strada. Il vigile che deve applicare le leggi e dare le sanzioni non conosce il codice della strada…’
  • ‘Spesso ci si avvale di persone totalmente incompetenti in ambito di segnaletica’
  • ‘Gli enti spesso si affidano a chi produce la segnaletica, che è la cosa peggiore perché questi signori non hanno interesse a ridurre la segnaletica ma hanno interesse a mettere segnaletica.‘
  • ‘A Milano non esiste un cartello di indicazione extraurbana che sia a norma di legge perché nessuno di questi cartelli riporta la (distanza) chilometrica, obbligatoria per il codice della strada.’

A proposito di piste ciclabili e marciapiedi, qui possiamo vedere un esempio di segnaletica misteriosa a Nettuno, in corrispondenza di una pista ciclabile. La segnaletica verticale vieta l’accesso ai pedoni e contemporamente indica una pista ciclopedonale. Quella orizzontale impone un contraddittorio dare la precedenza in corrispondenza di un passaggio ciclopedonale che dovrebbe godere del diritto di precedenza sia per i pedoni sia per i ciclisti:

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Qui un esempio di segnaletica ultraridondante in Versilia, in corrispondenza di ogni passo carrabile della viuzza secondaria:

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In questa confusione gli unici che ci guadagnano sembrano essere i produttori e gli installatori di cartelli e segnaletica. Non certo i ciclisti, i pedoni e gli automobilisti… ◆

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u/Benzinazero — 3 days ago

‘Scontro tra moto e bici: motociclista indagata per omicidio stradale’: esempio di titolo chiaro e concreto [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]

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Quando raccontano gli scontri stradali spesso i giornalisti minimizzano inconsapevolmente le responsabilità di chi guida veicoli a motore. Questo è uno dei rari casi opposti: il titolo è chiaro, la metonimia coerente, il possibile ruolo della motociclista espresso esplicitamente nel titolo.

  1. Metonimia coerente: la cronista scrive ‘Scontro tra moto e bici‘, evitando l’ipocrita costruzione del tipo ‘ciclista travolto da veicolo’. Molto spesso in situazioni analoghe i giornalisti scrivono ‘ciclista travolto da auto’, ‘ciclista travolto da scooter’, ‘ciclista travolto da moto’, in cui la vittima è una persona ma l’agente dello scontro è un oggetto, allontanando la responsabilità di chi guida.
  2. Possibile responsabilità esposta chiaramente nel titolo: ‘motociclista indagata per omicidio stradale’. Nessuna sentenza, nessun giudizio affrettato, solo i fatti: motociclista indagata per omicidio stradale.
  3. Il racconto dell’incidente è circostanziato, pur nei limiti dei pochi fatti conosciuti.
  4. La possibile responsabilità della motociclista è chiaramente raccontata all’inizio dell’articolo.

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Come si vede è possibile raccontare un incidente stradale senza minimizzare le possibili responsabilità di chi guida veicoli a motore ma anche senza emettere una sentenza a mezzo stampa. Il titolo è un esempio positivo di sintesi: ‘Scontro tra moto e bici: motociclista indagata per omicidio stradale’.

Uccidere una persona in uno scontro stradale è comunque una grave responsabilità, per quante attenuanti e fatalità abbiano potuto contribuire all’incidente, compresi eventuali errori della vittima.

Spesso negli articoli che raccontano gli scontri stradali invece questa responsabilità viene minimizzata dietro espressioni ipocrite o fataliste come la strada killer,  la curva maledetta, il cordolo fatale, il sole abbagliante, l’asfalto viscido, l’asfalto bagnato, persino le strisce pedonali killer e un vetro ghiacciato (tutti da articoli realmente usciti, qualcuno in molteplici casi diversi).◆

Qui l’intero articolo di Caserta News: Scontro tra moto e bici: motociclista indagata per omicidio stradale

Qui documentazione scientifica sul tema di [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] , approfondimenti, e-book gratuiti, esempi positivi, risposte alle domande e alle obiezioni più frequenti

Per quali motivi, quando parlano di incidenti stradali, i giornalisti di cronaca spesso minimizzano le responsabilità degli automobilisti e di chi guida veicoli a motore?

Per la parte costruttiva e propositiva: Incidenti e scontri stradali. 14 punti per articoli più chiari ed efficaci [Fiera della mobilità sostenibile, Roma, 2025]

Qui la rubrica [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] con centinaia di articoli analizzati.

Qui l’OMS, Organizzazione Mondiale per la Sanità: La velocità è un fattore chiave negli incidenti e scontri stradali. Pochi km/h in più possono rendere catastrofico un incidente, con lesioni gravi e morte

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u/Benzinazero — 4 days ago

Motonormatività inconsapevole: i navigatori valutano solo il tempo di guida e trascurano il tempo necessario per parcheggiare, sottostimando i tempi complessivi e scoraggiando l’uso di mezzi alternativi

Immagine da un post su Linkedin di Cathy Wu, Associate Professor, MIT

Google Maps e i principali navigatori commettono un errore frequente nel mondo dell’automobile: per stimare uno spostamento in auto, valutano solo il tempo di guida, trascurando di valutare il tempo necessario il tempo per raggiungere l’auto a piedi e per trovare parcheggio.

Al contrario nel caso dei trasporti pubblici, i principali navigatori includono anche il tempo per raggiungere la fermata a piedi e il tempo stimato di attesa.

In molti casi si tratta di una inconsapevole ma sistematica sottostima dei tempi di spostamento in auto che possono scoraggiare l’uso di mezzi alternativi: bici, mezzi pubblici e, sulle brevi distanze, anche andare a piedi (ci sono automobilisti che, anche in una città diversa dalla loro, usano l’auto anche per fare un km o meno, perché non sanno valutare le distanze a piedi. Qui un caso aneddottico ma significativo: Romani de Roma che non sanno valutare le distanze. La percezione delle distanze di chi non è abituato a camminare)

Qui ulteriori informazioni: Parking-aware navigation system could prevent frustration and emissions

Qui lo studio che ha valutato i diversi tempi: Probability-Aware Parking Selection

Qui il post su Linkedin di Cathy Wu, Professore Associato, Massachussetts Institute of Technology

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u/Benzinazero — 5 days ago

'Ciclista si schianta contro un'auto e sbatte la testa', come se avesse fatto tutto lui. Il racconto è tutto dal punto di vista dell'automobilista, presentata come vittima passiva [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali]

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I giornalisti di cronaca hanno spesso la tendenza a raccontare gli scontri e incidenti stradali minimizzando le responsabilità di chi guida veicoli a motore. Alcuni dei motivi sono spiegati qui.

Quello che vediamo sopra è un articolo emblematico: tutto l’incidente è raccontato dal punto di vista dell’automobilista, presentata come vittima passiva dell’incidente:

  1. Ciclista protagonista nel titolo: ‘Ciclista si schianta contro un’auto e sbatte la testa’; il fatto è presentato come se fosse stata un’iniziativa della persona in bicicletta.
  2. ‘Le cause’ nel racconto all’interno dell’articolo: ‘«Ero praticamente ferma. Faccio sempre questa strada e lo so che c’è una ciclabile», ha raccontato con gli occhi lucidi […] al figlio del 68enne’; il racconto dell’automobilista è addirittura strappalacrime.
  3. ‘La guidatrice doveva immettersi sulla via principale quando, procedendo in avanti di qualche metro, si è trovata il 68enne sul cofano.’ (!!) Forse è caduto dal cielo.
  4. «Ho visto un’auto che stava svoltando e, tempo di voltarmi, ho visto la bicicletta arrivarmi addosso. Stavo andando piano.»
  5. ‘L’impatto non ha causato gravi danni al veicolo, ma il ciclista è caduto all’indietro sbattendo la testa.’
  6. ‘La prima a soccorrerlo è stata l’automobilista’.

Come si vede tutto il racconto è dal punto di vista dell’automobilista, senza nessuna domanda, senza nessuna verifica, e senza la versione del ciclista infortunato. Nessun cenno su chi avesse la precedenza anche se da due particolari si può presumere che forse fosse del ciclista: l’automobilista si stava immettendo sulla via principale (quindi veniva da una laterale) e c’è una pista ciclabile.

È un dettaglio importante, facilmente desumibile dalla segnaletica, e che andrebbe raccontato. Nel racconto del giornalista questo dettaglio manca.

Sicuramente l’automobilista è stata sincera, ma si possono comunque esprimere dei dubbi sulla sua percezione della velocità. La velocità è una condizione relativa, soprattutto dal punto di vista linguistico: per fare un esempio, un’automobile che procede a 20 km/h ‘va piano’, mentre una bici che procede alla stessa velocità di 20 km/h nel linguaggio comune ‘sfreccia’.

Oltre alle parole dell’automobilista, interessante anche il racconto del giornalista: ‘La guidatrice doveva immettersi sulla via principale quando, procedendo in avanti di qualche metro, si è trovata il 68enne sul cofano.’ Il ciclista appare improvvisamente.

Significative anche queste parole dell’automobilista: «Ho visto un’auto che stava svoltando e, tempo di voltarmi, ho visto la bicicletta arrivarmi addosso. Stavo andando piano.» Due considerazioni su questa testimonianza:

  1. Spesso gli automobilisti affermano di non avere visto i pedoni o i ciclisti investiti, o di averli visti all’ultimo momento. È noto però che spesso l’attenzione degli automobilisti è concentrata sugli altri veicoli a motore, trascurando gli utenti deboli. Qui la stessa automobilista afferma di aver visto un’auto che svoltava e poi vedere la bici arrivarle addosso.
  2. ‘Stavo andando piano’ cosa vuol dire? 20 km/h? Il ciclista, 68enne, andava più veloce dell’auto?

Poi, racconto del giornalista: ‘L’impatto non ha causato gravi danni al veicolo, ma il ciclista è caduto all’indietro sbattendo la testa.’ Questo racconto non sembra confermare una particolare velocità del ciclista:

  1. ‘L’impatto non ha causato gravi danni al veicolo**‘**, da cui si può dedurre che la velocità del ciclista non era particolarmente elevata
  2. ma il ciclista è caduto all’indietro sbattendo la testa.’ Se il ciclista sbatte contro un’auto come fa a rimbalzare indietro? Normalmente il ciclista, soprattutto se pedala veloce, va a sbattere contro il parabrezza in caso di impatto frontale oppure vola sopra il cofano in caso di impatto laterale. Da notare che nel racconto l’automobilista ‘si è trovata il 68enne sul cofano’. Quindi, domanda da fare all’automobilista: è andato sul cofano ed è rimbalzato indietro?

Espressi questi dubbi, è comunque oggettivo che l’intero racconto è stato scritto dal punto di vista dell’automobilista, con l’evidenziazione di numerose attenuanti (andava piano, gli occhi lucidi del racconto al figlio, è stata la prima a soccorrere la vittima).

Da alcuni particolari del racconto si deduce che il ciclista era su una pista ciclabile. Ma questo non viene detto chiaramente e non viene fatto alcun cenno su chi avesse la precedenza.

Questo non sarebbe un problema se l’articolo fosse corredato anche dalla versione del ciclista, o il racconto di qualche testimone. Invece spesso negli investimenti di pedoni e ciclisti si sente la versione dell’automobilista, ma del pedone o del ciclista non si sa niente perché sono morti o sono in terapia intensiva.

È interessante leggere anche la brevissima versione online dell’articolo:

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  1. ‘L’automobilista stava per immettersi da una laterale’ (quindi doveva dare la precedenza? Non si sa e non viene detto; sarebbe invece importante dire chi aveva la precedenza)
  2. Il ciclista ‘le si è schiantato sul cofano’… È piovuto dal cielo?
  3. Ma ‘L’impatto non è stato particolarmente violento’, fatto che testimonia che anche la velocità del ciclista non era elevata.

Qui sotto l’articolo della Tribuna sullo stesso incidente. Pur avendo qualcuno dei frequenti difetti della narrazione stradale (per esempio la classica metonimia del ‘ciclista travolto da un’auto‘ nel titolo), l’articolo è molto più accurato e soprattutto affronta anche il tema della particolare pericolosità di quell’incrocio. Mancano però anche in questo articolo informazioni su chi avesse la precedenza, informazioni facilmente deducibili dalla segnaletica stradale.

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Qui l’articolo online del Gazzettino, molto più breve dell’articolo su carta: Incidente tra un ciclista e una monovolume in viale IV Novembre: l’uomo cadendo dalla bici ha sbattuto violentemente la testa sull’asfalto, è grave

Da notare che nel titolo il ciclista sbatte violentemente la testa sull’asfalto, ma contemporaneamente l’impatto con l’auto vettura ‘non è stato particolarmente violento:

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Qui l’intero articolo del Gazzettino: Incidente tra un ciclista e una monovolume in viale IV Novembre: l’uomo cadendo dalla bici ha sbattuto violentemente la testa sull’asfalto, è grave

Qui documentazione scientifica sul tema di [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] , approfondimenti, e-book gratuiti, esempi positivi, risposte alle domande e alle obiezioni più frequenti

Per quali motivi, quando parlano di incidenti stradali, i giornalisti di cronaca spesso minimizzano le responsabilità degli automobilisti e di chi guida veicoli a motore?

Per la parte costruttiva e propositiva: Incidenti e scontri stradali. 14 punti per articoli più chiari ed efficaci [Fiera della mobilità sostenibile, Roma, 2025]

Qui la rubrica [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] con centinaia di articoli analizzati.

Qui l’OMS, Organizzazione Mondiale per la Sanità: La velocità è un fattore chiave negli incidenti e scontri stradali. Pochi km/h in più possono rendere catastrofico un incidente, con lesioni gravi e morte

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u/Benzinazero — 6 days ago

Torino, l’autoambulanza non passa a causa delle *auto parcheggiate*, e -per ideologia- danno la colpa alla ciclabile…

Immagine da Torino Oggi al 20 febbraio 2026. I rettangoli arancioni e blu (tutti uguali per dimensioni) sono stati aggiunti per evidenziare le larghezze.

Le auto diventano sempre più larghe, gli automobilisti vogliono parcheggiare dappertutto, però se su una strada a senso unico con doppia fila di auto parcheggiate (una a destra e una a sinistra) l’ambulanza non passa perché è intralciata dalle auto, ‘è colpa della ciclabile’.

In una situazione come quella che si vede nella foto, le soluzioni per far transitare i mezzi di soccorso sono due:

  1. Farli transitare sulla pista ciclabile, se la carreggiata è intralciata dalle auto
  2. Togliere almeno una fila di posti auto, come nella maggior parte delle città europee più civili

Sarebbe anche opportuno iniziare a penalizzare economicamente e legalmente le automobili che superano certe dimensioni. Nelle immagini sotto possiamo vedere cosa è successo al design automobilistico negli ultimi quarant’anni, mentre la politica si disenteressava delle conseguenze dell’invasione automobilistica nelle città italiane:

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Quando qualcuno si lamenta che i mezzi di soccorso non possono passare per colpa delle piste ciclabili, quasi sempre o è un incompetente, oppure parla per ideologia anti-bicicletta e anti-ciclismo urbano.

Nella maggior parte dei casi l’ostacolo per i mezzi di soccorso sono le auto in coda, parcheggiate male, o parcheggiate in doppia fila. Tantì’è vero che a Parigi, grazie alle piste ciclabili, i pompieri hanno abbassato i tempi di intervento (vedi sotto).

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u/Benzinazero — 7 days ago

‘Diciassettenne investito mentre cammina sul marciapiede’, ‘colpito da un’auto che ha perso il controllo’. E l’automobilista che faceva? Non si sa [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]

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I giornalisti di cronaca hanno spesso l’inconsapevole tendenza a minimizzare le responsabilità di chi guida veicoli a motore. Una tecnica molto utilizzata, quando raccontano gli incidenti e scontri stradali, è omettere il termine ‘automobilista’.

Qui un caso esemplare:

  1. Vittima protagonista nel titolo. ‘Diciassettenne investito mentre cammina sul marciapiede’
  2. Auto animata nel sottotitolo: ‘colpito da un’auto che ha perso il controllo’, con l’eterna metafora della ‘perdita di controllo’ che sembra giustificare tutto. Per di più in questo caso attribuita all’automobile (oggetto) e non all’automobilista (persona potenzialmente responsabile dell’incidente).
  3. ‘A bordo due ventenni’ nel sottotitolo… ma l’automobilista dov’era e cosa faceva?
  4. Il guidatore compare nel brevissimo articolo, ma senza alcun ruolo attivo: ‘un’auto guidata dal giovane di 22 anni è sbandata, ha perso il controllo e ha invaso la corsia opposta‘. È l’auto che ha perso il controllo e invaso la corsia opposta. L’automobilista, secondo il racconto, non c’entra niente.
  5. E infatti alla fine dell’articolo ‘Indagano i Carabinieri sulle cause della sbandata dell’auto’. È sempre colpa dell’auto.
  6. Nessuna domanda sulla velocità, nonostante la maggior parte degli incidenti siano o causati dalla velocità, o vedano nella velocità una concausa importante che aggrava le conseguenze dell’incidente (Oms, Parlamento Europeo).

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Come fa un’auto a perdere il controllo, invadere la corsia opposta, salire sul marciapiede e quindi travolgere e uccidere un essere umano la cui unica colpa era camminare sul marciapiede?

Non sarà che forse l’automobilista guidava a una velocità eccessiva per la strada, il traffico, le sue competenze di guida o le sue condizioni di salute? Impossibile saperlo, e per qualcuno è anche cattiva educazione domandarlo.

Giornalisti e automobilisti sembra non conoscano l’articolo 141 del Codice della strada che prescrive di mantenere sempre una velocità adeguata alle condizioni della strada e del traffico, in modo da mantenere sempre il controllo del veicolo.

Se si rispetta l’articolo 141 (e se si conoscono le leggi della fisica che riguardano automobili e velocità) è difficile ‘perdere il controllo’ dell’auto. ◆

Qui l’intero, brevissimo articolo di RaiNews: Diciassettenne investito mentre cammina sul marciapiede: ricoverato in gravissime condizioni

Qui documentazione scientifica sul tema di [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] , approfondimenti, e-book gratuiti, esempi positivi, risposte alle domande e alle obiezioni più frequenti

Per quali motivi, quando parlano di incidenti stradali, i giornalisti di cronaca spesso minimizzano le responsabilità degli automobilisti e di chi guida veicoli a motore?

Per la parte costruttiva e propositiva: Incidenti e scontri stradali. 14 punti per articoli più chiari ed efficaci [Fiera della mobilità sostenibile, Roma, 2025]

Qui la rubrica [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] con centinaia di articoli analizzati.

Qui l’OMS, Organizzazione Mondiale per la Sanità: La velocità è un fattore chiave negli incidenti e scontri stradali. Pochi km/h in più possono rendere catastrofico un incidente, con lesioni gravi e morte

Qui il Parlamento Europeo: La velocità è un fattore chiave nel 30% degli incidenti mortali e un fattore aggravante nella maggior parte degli incidenti [Parlamento Europeo]

Oltre all’OMS e al Parlamento Europeo qualcuno che sui giornali dice che la velocità è causa o concausa della maggioranza degli incidenti stradali ogni tanto c’è. Qui il comandante della Polizia Stradale di Roma in un articolo del Messaggero del 2017. Purtroppo molti sindaci non l’hanno letto:

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u/Benzinazero — 8 days ago

I rischi delle bici elettriche truccate: l’assicurazione non paga, il mezzo può essere sequestrato, la multa può arrivare a qualche migliaio di euro

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Una bicicletta elettrica a pedalata assistita ha queste caratteristiche:

  1. Il motore fornisce assistenza alla pedolata solo quando si pedala. Se si smette di pedalare, il motore smette di erogare potenza
  2. Col motore la velocità massima è 25 km/h: se la bici supera i 25 km/h (perché in discesa, o perché il ciclista pedala con vigore) il motore smette di fornire assistenza alla pedalata
  3. La potenza del motore è limitata a 250 watt
  4. Non deve avere acceleratori manuali, a manopola o a pulsante, che attivino il motore a velocità superiori a 6 km/h. Può esserci un pulsante per condurre la bici a mano alla velocità massima di 6 km/h, per esempio per salire le scale munite di scivolo per bici (come in molte stazioni ferroviarie o delle metropolitane) o per condurre a mano una cargo bike o una bici da cicloturismo carica di bagagli (o la spesa).

Molti pensano di essere furbi e comprano bici elettriche con motori più potenti di 250 watt, con motori che possono essere sbloccati irregolarmente per andare a velocità superiori ai 25 km/h, e con acceleratori a manopola come le motociclette.

È un errore pericoloso per questi motivi:

  1. In caso di incidente l’assicurazione della controparte potrebbe non pagare eventuali risarcimenti o ridurli di molto
  2. Sempre in caso di incidente si rischia il concorso di colpa se non la colpa al 100% (dipende dal tipo di incidente)
  3. In caso di controllo della polizia il mezzo viene sequestrato
  4. Sempre in caso di controllo si rischia una multa che complessivamente può raggiungere qualche migliaio di euro. Il multone dipende dal comune e dal totale delle infrazioni contestate. Per esempio: 1. veicolo non omologato, 2. mancanza di targa. 3. mancanza di libretto, 4. mancanza di assicurazione, 5. mancato uso del casco oppure casco irregolare (da bici invece che da moto), 6. eventuale guida senza patente (per i motocicli la patente è obbligatoria, per le biciclette elettriche a pedalata assistita no), eccetera.

In pratica una bici elettrica truccata diventa un vero e proprio motociclo soggetto a immatricolazione, targa, libretto, assicurazione obbligatoria, obbligo di patente, uso del casco omologato per i motocicli.

Perché non conviene:

In città le prestazioni medie fra bicicletta elettrica a pedalata assistita e motociclo cambiano poco: in moto puoi andare più veloce nei rettilinei, ma nel percorso misto con semafori, incroci, auto in doppia fila, code ecc la velocità media cambia poco. Comprare una bicicletta elettrica a pedalata assistita conviene perché costa meno sia all’acquisto sia come gestione e manutenzione, e in termini di velocità negli spostamenti c’è poca differenza con scooter e motocicli, a meno di non fare spostamenti extra-urbani. In più si fa un utile esercizio fisico.

Quindi: comprare una bici elettrica truccata è molto pericoloso e non vale la pena. ◆

Qui altri articoli sul tema delle bici elettriche (link alle fonti all’interno degli articoli):

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u/Benzinazero — 9 days ago

Casi strani di scontri stradali tra auto e persone a piedi, dalla ‘tragica coincidenza’ ai pedoni ‘urtati inavvertitamente’ [Antologia di titoli e articoli]

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giornalisti di cronaca sono spesso molto garantisti e cauti quando raccontano gli incidenti e scontri stradali che coinvolgono veicoli a motore.

Con automobilisti, camionisti e motociclisti spesso le cause degli incidenti sono le più strane e lontanissime dalle tesi di imprudenza o incompetenza alla guida: strada killer, curva assassina, asfalto viscido, strada maledetta, sole abbagliante, nebbia fitta sono le frequenti diagnosi formulate dai cronisti.

Dall’altra parte, alcuni giornalisti hanno un modo strano di raccontare gli incidenti che riguardano le persone che vanno a piedi, ovvero i pedoni.

Stranamente nel caso degli automobilisti non si possono mai ipotizzare velocità eccessiva neanche in presenza di auto distrutte, lunghe frenate o persone uccise sul colpo. Invece nel caso dei pedoni spesso si minimizza il possibile errore dell'automobilista mentre si enfatizza il possibile errore del pedone. A quanto pare, secondo qualcuno, gli automobilisti hanno la querela facile, i pedoni no.

Ecco qui alcuni casi:

  1. *Come i giornali raccontano gli scontri stradali* bisogna controllare il pedone, non la velocità dell’automobilista… [Roma Today]
  2. Come i giornali descrivono gli incidenti stradali: lo strano caso del pedone che si è investito da solo [Varese News]
  3. Come minimizzare un investimento: ‘un’auto ha inavvertitamente urtato un pedone’ [Vivere Fano]
  4. *Come i giornali raccontano gli scontri stradali* Roma, due pedoni uccisi, prima ipotesi: ‘attraversamento col rosso’. Poi però: pedoni ‘volati in aria come birilli’, conducente positivo alla cocaina, andava veloce, aveva appena sorpassato… [Adnkronos, RaiNews, Il Messaggero]
  5. *Come i giornali raccontano gli scontri stradali* ‘travolto e trascinato per 70 metri’, ‘forse ha attraversato col rosso’… [Il Giorno]
  6. Come i giornali raccontano gli scontri stradali: Roma, pedone ucciso da uno scooter ma forse è colpa sua [Roma Today]
  7. Bologna ‘pedone investito sulle strisce’ da un’auto a guida autonoma che forse girava da sola…
  8. ‘Ambulanza travolge e uccide bambina’, procedeva a ‘velocità non eccessivamente sostenuta’ ma ‘l’impatto è stato violentissimo’. Dov’è la contraddizione? [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]
  9. Camaiore, ‘pedone travolto da un’auto’, ‘Uno scontro violento che ha scaraventato il pedone sull’asfalto’, ma non si sa perché [*Come i giornali raccontano gli scontri stradali*]
  10. Roma, ‘Muore anziano investito da un furgone’, ma il cronista dimentica che era sulle strisce bianche [*Come i giornali raccontano gli scontri stradali*]
  11. Genova, ‘terribile schianto’, ‘distrutto un semaforo’, pedone ucciso sul colpo, ma nessuna osservazione sulla velocità dell’automobilista [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]
  12. [Giornali e incidenti stradali] Il pedone investito perché LUI non si è accorto della vettura in arrivo… [Giornale di Brescia]
  13. Come i giornali descrivono gli incidenti stradali: scontro fra due auto, per ‘tragica coincidenza’ ucciso un pedone [Bologna Today, e varianti del Corriere della sera, Repubblica, ecc]
  14. Automobilista investe pedone: ‘Pareva morto, invece la chiazza rossa era il suo cocomero’: il titolo grottesco dell’anno [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]
  15. Pedone ‘Muore investito a 25 anni’, colpa del vestito nero… [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]
  16. ‘Travolta e uccisa sulle strisce’, cordoglio di tutti, sindaco compreso, ma nessun cenno a cause e soluzioni [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]

Qui documentazione scientifica sul tema di [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] , approfondimenti, e-book gratuiti, esempi positivi, risposte alle domande e alle obiezioni più frequenti

Per quali motivi, quando parlano di incidenti stradali, i giornalisti di cronaca spesso minimizzano le responsabilità degli automobilisti e di chi guida veicoli a motore?

Per la parte costruttiva e propositiva: Incidenti e scontri stradali. 14 punti per articoli più chiari ed efficaci [Fiera della mobilità sostenibile, Roma, 2025]

Qui la rubrica [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] con centinaia di articoli analizzati.

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u/Benzinazero — 10 days ago

Due incidenti in pochi giorni, nessuna domanda sulle cause, nessuna domanda sulla velocità. Lutto cittadino, profondo cordoglio di sindaco e assessori, ma di come prevenire non si parla [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]

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I giornalisti di cronaca tendono inconsapevolmente a minimizzare le responsabilità di chi guida veicoli a motore. Un modo è sorvolare sulle cause e non fare domande né osservazioni sulla velocità, anche quando ci sono morti sul colpo e veicoli distrutti.

C’è chi dice che nell’imediatezza del fatto non è possibile fare ipotesi e occorre attendere i risultati delle indagini delle forze dell’ordine. Non sempre è vero: si può fare un sopralluogo sul posto, valutare i rottami, si possono osservare le foto, analizzare la strada su Google Maps, sentire eventuali testimoni.

Ma le informazioni sulle cause spesso non vengono date neanche quando c’è tempo. In questo articolo si parla di due incidenti, uno avvenuto cinque giorni prima con tre automobili coinvolte, quattro feriti e un morto sul colpo.

Ma di possibili cause e del ruolo della velocità nei due incidenti non se ne parla, né nel primo caso, né nel caso dell’incidente di cinque giorni prima.

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Profondo cordoglio delle autorità, ma come ridurre gli incidenti stradali non sembra all’ordine del giorno, come in tanti altri casi: Come alcuni sindaci fanno prevenzione degli incidenti stradali: dichiarazioni emotive prive di concretezza, colpevolizzando i pedoni, ostacolando chi cammina e va in bici… Con rare eccezioni [antologia di titoli e articoli]

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Qui le informazioni sulle cause da Etna News:

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Probabilmente non lo sapremo mai. Non dalla stampa.  ◆

Qui gli articoli citati:

Qui documentazione scientifica sul tema di [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] , approfondimenti, e-book gratuiti, esempi positivi, risposte alle domande e alle obiezioni più frequenti

Per quali motivi, quando parlano di incidenti stradali, i giornalisti di cronaca spesso minimizzano le responsabilità degli automobilisti e di chi guida veicoli a motore?

Per la parte costruttiva e propositiva: Incidenti e scontri stradali. 14 punti per articoli più chiari ed efficaci [Fiera della mobilità sostenibile, Roma, 2025]

Qui la rubrica [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*] con centinaia di articoli analizzati.

Qui l’OMS, Organizzazione Mondiale per la Sanità: La velocità è un fattore chiave negli incidenti e scontri stradali. Pochi km/h in più possono rendere catastrofico un incidente, con lesioni gravi e morte

Qui il Parlamento Europeo: La velocità è un fattore chiave nel 30% degli incidenti mortali e un fattore aggravante nella maggior parte degli incidenti [Parlamento Europeo]

Oltre all’OMS e al Parlamento Europeo qualcuno che sui giornali dice che la velocità è causa o concausa della maggioranza degli incidenti stradali ogni tanto c’è. Qui il comandante della Polizia Stradale di Roma in un articolo del Messaggero del 2017. Purtroppo molti sindaci non l’hanno letto:

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Immagine da un articolo del Messaggero, 2021

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u/Benzinazero — 11 days ago

Londra ha quasi triplicato i ciclisti urbani dal 2000 al 2026, ma solo una minoranza sono donne

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Secondo l’esperto di trasporti Russell King in questo post su Linkedin, Londra ha quasi triplicato i ciclisti urbani negli ultimi venti anni.

A Londra gli spostamenti in bici sono passati dall’1,9% al 4,7%. [Ad Amsterdam sono il 60%].

Però, aggiunge, c’è un problema: a Londra solo il 26% dei ciclisti sono donne, mentre ad Amsterdam sono il 55%.

  • 44% dei ciclisti londinesi usano bici da strada, mentre ad Amsterdam il 79% usa city bike
  • 52,8% delle cicliste donne a Londra indossano il casco contro il 9,5% delle donne ad Amsterdam
  • 58% delle donne a Londra non usano la bici perché non si sentono sicure
  • I ciclisti londinesi vestono abbigliamento sportivo e lycra; i ciclisti di Amsterdam vestono abiti normali

Le indicazioni secondo Russell King sono chiare: a Londra la bici viene ancora vista come un veicolo principalmente sportivo, mentre ad Amsterdam viene trattato come un normale mezzo di trasporto.

Qui è possibile iscriversi alla newsletter di Russell King: transportlc.org/subscribe

Probabilmente Londra è una fase di evoluzione e crescita della mobilità: passando da una situazione di automobile regina della strada e mezzi pubblici di superficie in secondo piano, adesso sta arrivando alla situazione in cui anche la bicicletta è un mezzo di trasporto urbano con dignità quasi alla pari degli altri (anche se nella City, ovvero la zona più centrale di Londra, le bici hanno superato le auto come numero).

Ma le infrastrutture ciclabili non sono ancora sufficienti, gli automobilisti sono ancora aggressivi con i ciclisti, non sempre le piste ciclabili sono adeguate e ben collegate fra loro.

Il fatto che le cicliste siano ancora una minoranza è un forte indicatore di percezione del pericolo: le donne usano volentieri la bici solo quando si sentono più sicure. Quando l’infrastruttura è sufficientemente sicura, le donne in bici possono anche superare gli uomini, come ad Amsterdam, dove da anni ormai il 60% dei cittadini usa tutti i giorni la bici per andare a scuola o al lavoro, con grandi vantaggi per tutti in termini di rumore, inquinamento urbano, traffico, congestione da parcheggi.

Anche quella di Amsterdam fu una lunga evoluzione dalla città congestionata dalle auto degli anni ’70 del secolo scorso alla città delle biciclette dei decenni successivi e di oggi: Ad Amsterdam c’era un caos di auto come a Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Vicenza, Firenze, Napoli, Palermo. Poi hanno risolto 

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u/Benzinazero — 12 days ago

La proporzione fra morti e feriti negli incidenti stradali in Italia: per ogni morto ci sono decine di feriti

Attualmente in un anno in Italia muoiono circa 3.200 persone per incidenti d’auto. I feriti sono circa 250.000, in circa 175.000 incidenti gravi (circa 480 incidenti al giorno), dati ISTAT.

Sono numeri del 2016 che possono variare di anno in anno ma che danno l’idea dell’ordine di grandezza del problema, molto più ampio di criminalità, violenza privata, morti sul lavoro (i morti per omicidio sono circa 500 l’anno, quelli per incidente sul lavoro, di cui una parte per incidente stradale, sono circa 1.400).

Il solo numero dei morti è un dato importante ma non è totalmente riassuntivo di quel che succede in termini di incidentalità generale sulle strade.

I morti per incidenti e scontri stradali tendono a diminuire da anni grazie ai dispositivi di sicurezza attiva e passiva in automobile: prima di tutto le cinture, poi airbag, freni abs, a cui oggi si aggiungono i vari radar, lidar e dispositivi elettronici che individuano ostacoli o errori di guida. Sono dispositivi che salvano principalmente gli automobilisti e i passeggeri, mentre non salvano ciclisti e pedoni, se non in piccola parte. Altro importante contributo alla diminuzione di morti e incidenti sono stati i limiti di velocità in autostrada e l’introduzione degli autovelox (la cui efficacia però viene regolarmente diminuita in Italia a livello legislativo e giurisprudenziale).

Da notare che il rapporto morti/feriti in automobile è molto alto (1 morto ogni 98 feriti circa), il che evidentemente significa che cinture, airbag eccetera salvano molte vite umane ma non impediscono gli incidenti: molti morti, grazie alle cinture, diventano feriti gravi: è un ottimo risultato, ma la pericolosità della guida automobilistica e degli incidenti stradali resta.

Qui le proporzioni morti feriti per le diverse categorie di utenti della strada

  • Pedoni 570 morti, 21.155 feriti – Rapporto feriti/morti 37:1
  • Ciclisti 275 morti, 16.413 feriti – Rapporto feriti/morti 59:1
  • Motociclisti, 657 morti, 43.388 feriti – Rapporto feriti/morti 66:1
  • Automobilisti e passeggeri 1.470 morti, 145.135 feriti – Rapporto feriti/morti 98:1
  • Ciclomotori 116 morti, 11,157 feriti – Rapporto feriti/morti 96:1
  • Autocarri, 136 morti, 7.009 feriti – Rapporto feriti/morti 56:1
  • [elaborazione su dati Istat del 2016]

Da notare l’alto numero di pedoni uccisi. La caratteristica dei pedoni è che sono totalmente assenti nelle autostrade (dove la loro presenza è vietata) e pochissimo presenti su superstrade e strade extraurbane. I pedoni condividono la strada con automobili e camion quasi esclusivamente in occasione degli attraversamenti stradali in ambito urbano, che si rivelano essere estremamente pericolosi, principalmente a causa della velocità delle automobili e della distrazione degli automobilisti. Altre aree di particolare pericolo per i pedoni sono le strade senza marciapiedi, frequenti in quartieri urbani periferici progettati male.

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u/Benzinazero — 13 days ago