u/Emma_GoldWoman

Vi racconto una storia di un altro mondo

 

TLDR sono vecchia e vivo di ricordi

 

Parliamo del 1994, avrei compiuto 19 anni quell’anno, ero in quinta superiore e vivevo in un paesino del nord Italia. Come tutti in quel periodo avevo la mia compagnia di amici e amiche. La nostra compagnia nell’inverno del 1994 aveva passato un brutto momento, 5 ragazzi avevano fatto un botto in macchina e si erano fatti male, praticamente mezza compagnia era finita all’ospedale. Tra loro c’era D, un bel ragazzo 3 anni più grande di me che mi piaceva da morire, gli ronzavo attorno da un po’ e ci eravamo molto avvicinati poco prima dell’incidente, non eravamo assieme ma c’era tanta attrazione reciproca. D e R uscirono mal conci da quell’incidente, ricordo la sera a correre tra un ospedale e l’altro e le ore di apprensione per D e R che erano finiti in rianimazione. Quando spostarono D in reparto andai subito a trovarlo, era provato, aveva due punti al sopracciglio, un paio di flebo e un tubo infilato tra le costole che entrava in una specie di vaso di vetro pieno d’acqua ai piedi del letto che faceva le bolle per drenare l’aria da un polmone. Aveva alcune costole rotte e si vedeva che soffriva. Quando l’ho visto mi sono venuti gli occhi rossi e lui mi ha sorriso e mi ha tranquillizzata “Ei tranquilla sto bene”. Mi sarei buttata su quel letto di ospedale per riempirlo di baci ma non si poteva, era tutto rotto poverino.

Piano piano tutti si ripresero e tornarono alla vita in compagnia, io e D ci eravamo finalmente messi assieme, arrivava l’estate e la maturità si avvicinava.

Finita la scuola andai in vacanza con V e alcune mie ormai ex compagne di scuola, V è la mia migliore amica e veniva a scuola con me. Andammo in Puglia a casa di una compagna di classe mentre D partì in Interrail con un paio di amici. Mi mancava da morire e sentirsi era complicatissimo senza social e senza telefonini ma fu comunque una bella vacanza. Al ritorno io e D avevamo tante cose da raccontarci e tanto sesso arretrato da recuperare e l’estate era ancora lunga.

Verso metà settembre andammo tutti a fare un’ultima notte al fiume, mi piacevano quelle giornate al fiume con la compagnia, stavamo ore a chiacchierare, a fumare erba e a prendere il sole con “le tette al vento” come diceva quel pirla del mio amico M. Stare in topless con gli amici senza imbarazzo mi faceva stare bene, non la consideravo una cosa trasgressiva, mi sentivo protetta e rispettata mi sembrava che finalmente la vita per cui mia mamma ex sessantottina e femminista si era battuta si stesse realizzando, potevamo stare assieme e fare ognuno e ognuna come gli pareva. Io B e a volte S prendevamo il sole in topless mentre V e F stavano sempre con il pezzo di sopra del costume e non c’era niente di strano, era normale. Mi sembrava che il mondo fosse cambiato e si fosse lasciato alle spalle la mentalità bacchettona e retrograda contro cui mia mamma e mio papà si erano tanto battuti… quanto mi sbagliavo.

 

La settimana dopo arrivò la mazzata; il padre di P uno della compagnia, uno dei 5 dell’incidente di inizio anno era morto in un incidente stradale mentre era al lavoro.  Ci siamo trovati tutti al solito posto e non sapevamo cosa fare, ad un certo punto è arrivato J, che era molto legato a P e lavoravano assieme, era passato a casa sua e ci aveva parlato qualche minuto, P e sua mamma erano distrutti.

Arrivato il giorno del funerale ci siamo presentati tutti, non avevamo più visto P dopo l’incidente, era una bella calda giornata di fine estate, P sua mamma e suo zio usciti dalla chiesa erano davanti al corteo funebre verso il cimitero e c’era tutto il paese. Arrivati al cimitero la mamma di P era provatissima e l’hanno fatta sedere all’ombra assistita dal fratello e da alcune sciure del paesello e P è rimasto da solo davanti a tutti mentre seppellivano suo padre. P era un bel ragazzo alto e con un bel fisico ma sembrava piccolino li solo davanti a tutti. Ad un certo punto B non so come ha trovato il coraggio di fare la cosa che avremmo voluto fare tutte, gli è corsa a fianco e gli ha preso la mano. P l’ha abbracciata ed è scoppiato a piangere, ricordo lo sguardo di B pieno di lacrime che ci guardava come a supplicarci di aiutarla. Siamo andati tutti attorno a P, che piangeva e urlava disperato, era crollato, e noi non sapevamo cosa fare. Era una roba troppo grande per dei ragazzi di 20 anni e siamo rimasti li a piangere tutti stretti attorno a lui.

Fu una cosa straziante, piangevamo tutti in quel cimitero.

Nelle settimane e nei mesi successivi facemmo di tutto per tenere P a galla, mia mamma, ottima cuoca, lo invitava a cena, M il ragazzo più simpatico e pirla che abbia mai conosciuto era commovente nei suoi sforzi nello sparare stronzate per tirare su il morale a tutti. J quando P ritornò al lavoro guidava sempre lui perché P gli aveva confessato che aveva un po’ di paura di guidare. Facevamo quello che potevamo.

Una sera P ci ha detto che il giorno dopo doveva andare con la mamma alla motorizzazione per fare il passaggio della macchina del papà, credo per questioni di eredità. D si offrì subito di accompagnarli in macchina che intanto aveva il giorno libero al lavoro, alla sera quando siamo usciti assieme io e lui da soli era distrutto, mi ha detto che al ritorno P era tesissimo ed era stato tutto il tempo a guardare fuori dal finestrino e sentiva la mamma seduta dietro che piangeva e lui guidava e non sapeva cosa dire per consolarli.

Un’ altra sera mentre andavo al bar sono passata alla panchina e c’erano P e J che parlavano, P era seduto e piangeva, mi sono fermata, io e J ci siamo seduti a fianco di P. Mi ricordo che mi sono messa a fargli i grattini alla testa mentre J rollava una canna, mi sentivo una cretina a fargli i grattini ma non sapevo cos’altro fare. Siamo rimasti li seduti stretti stretti a fumare in silenzio e quando gli è passata siamo andati al bar a beccare gli altri.

Piano piano P ha rimesso assieme i cocci ed è arrivata un’altra estate.

Era l’estate del 1995 e avevamo deciso di andare tutti assieme in un campeggio in Toscana sul mare, era un bel posto dove era già stato M, c’era un bel baretto una bella spiaggia e nel raggio di un’ora di macchina qualche bella disco per fare serata. Era il periodo dei 12/12 la tecno e l’MD stavano esplodendo e noi tutti ci eravamo buttati a pesce in quel mondo.

Partimmo per primi io D, P e J con la macchina di J, un paio di giorni dopo ci ha raggiunto M in vespa e poi è arrivata B in macchina da sola dato che poteva fermarsi solo pochi giorni perché lavorava. Poi con la macchina di T arrivarono le mie amiche V , F e S. T e S stavano assieme e T era uno dei 5 dell’incidente di inizio 94. In quei giorni P era rinato, lo vedevamo finalmente sereno ed era tornato ad essere il bel ragazzo sorridente e un po’ pirla che conoscevamo tutti e infatti si era messo subito a fare il marpione con delle ragazze del campeggio. Era bello vederlo così.

La prima sera che c’eravamo tutti siamo andati in spiaggia e fumare e ad un certo punto P, si è spogliato e si è buttato in acqua urlando “Bagno di mezzanotteeee”, ci siamo spogliate tutte e tutti e ci siamo buttati con lui. Avevamo già fatto il bagno di notte altre volte e molti ragazzi lo facevano nudi, ma noi ragazze (tranne B che era nata senza vergona) di solito tenevamo su l’intimo o almeno le mutande e magari entravamo e uscivamo dall’acqua un po’ in disparte invece quella volta facemmo il bagno tutte e tutti assieme fu una specie di rito collettivo.

P era tornato cazzo!

Ne parlai con V che di solito era abbastanza riservata e non si era mai spogliata se c’erano i ragazzi e mi disse una cosa molto bella e molto toccante che ancora ricordo; mi disse che quel giorno al cimitero aveva visto P scorticato dal dolore e quando ci eravamo strette intorno lui ci eravamo scorticate anche noi, non si poteva essere più nude di così.

Voglio ancora un sacco di bene a tutte e tutti loro, con alcuni ci vediamo ancora con altri no ma sono e saranno sempre la mia famiglia.

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u/Emma_GoldWoman — 7 days ago