Ai miei genitori non piacciono i miei amici
Ciao a tutti, ho un problema con i miei genitori. Stasera, mentre ero a cena, ero un po’ triste perché dopo cena avrei dovuto ancora studiare. Mio padre, notando che ero triste, ha cominciato a farmi un incredibile sermone: “Sei sempre triste… non ti vedo mai felice… non parli, stai sempre zitto… non ridi.”
Queste sono tutte cose non vere. Forse nelle ultime due settimane sono un po’ triste perché devo studiare molto, ma non sono sempre così. Comunque poi la conversazione è finita sui miei amici.
Faccio una premessa: io e i miei amici siamo strani, e lo so. Tuttavia ciò che ha detto mi ha ferito, e non poco. Ha detto che forse dovrei frequentarli di meno perché non sono normali e, secondo lui, sono tutti tristi e con problemi. Forse un po’ è vero, ma mi ha comunque ferito molto. Probabilmente pensa questo perché la nonna di uno dei miei amici conosce mia madre, perché fanno colazione sempre nello stesso bar prima che mia madre vada in ufficio. La madre del mio amico racconta tutti i problemi alla nonna, che poi li racconta a mia madre. Questo mio amico, ammetto, spesso è triste e pessimista sulla vita, però, anche se non parla con nessuno al di fuori di noi amici, io gli voglio bene e mi diverto con lui. Loro si sono fatti probabilmente un’idea molto negativa e lo vedono come “strano”.
Poi è successa un’altra cosa: una volta mio padre, quando ho fatto una cena con i miei amici, è venuto nello stesso ristorante a ritirare da asporto e praticamente il punto dove si aspetta era accanto al nostro tavolo. Quelli del gruppo un po’ più aperti al dialogo in quel momento erano tutti fuori a parlare con degli amici che noi non conoscevamo, quindi siamo rimasti dentro e io mi sentivo un po’ in soggezione perché avevo mio padre vicino e gli altri quattro (che sono i meno aperti) non proferivano parola. Probabilmente, senza mio padre vicino, avremmo parlato normalmente. Ovviamente mio padre ha tirato fuori anche questo momento, dicendo che è strano.
Poi ha fatto la cosa che odio di più: confrontarli con i miei altri amici che non c’entrano nulla con loro, perché io ho anche altri amici che sono molto più nei canoni che lui adesso indica come “normalità”, o almeno per mio padre. Sono ragazzi spiritosi, divertenti, dialogano con i miei genitori quando li invito (invece i miei amici, quando incontrano i miei genitori, non dicono parola), quindi gli stanno molto simpatici e li prende come esempio, e mi diceva che appunto queste persone erano “normali”, non gli altri.
Io non sapevo veramente che dire.
Poi ha detto anche che quelli un po’ più aperti del gruppo (quelli che alla cena stavano fuori) si sono allontanati da noi in questo ultimo anno perché anche loro avrebbero capito che siamo noiosi.
E quindi la fine del discorso è che forse mi rattristano.
Io ora sono veramente triste, avevo capito un po’ che pensassero questo dei miei amici, però non pensavo a questi livelli.
Preciso che ho 18 anni, quindi la situazione per me è abbastanza grave.