u/Flaky-Journalist5682

Perché la gente è ossessionata dal sacrificio?

Mi sento dire in continuazione che DEVO sacrificare qualcosa, che devo sudare di più e fare di più, che devo per forza soffrire o privarmi di qualcosa per fare qualcos'altro o per agevolare qualcun altro, e se faccio diversamente sono una persona che ha, per forza di cose, un problema in barba alla società.

Sono una donna di 32 anni, ho una relazione stabile, lavoro, vivo da sola in affitto, e mi sento bene così. Ma per qualche ragione se non soffro, se non fatico e non piango per arrivare a fine mese c'è qualcosa che non va in me, pigrizia, depressione. A me però, la mia vita piace, lenta e al contempo piena di cose che mi aggradano e che mi fanno sentire bene. Non ho problemi di natura psicologica e la mia stabilità ed equilibrio economico mi fanno dormire sonni tranquilli. Non ho figli, non ne voglio, non mi interessa la cosa e so che se ne avessi non vivrei bene. Questo basta per dire "eeeh, ma devi fare qualche sacrificio" e quindi mi chiedo, perché? Non voglio un mutuo a cui essere ancorata per i prossimi vent'anni, non ho bisogno di una macchina ricercata da 30K. Idem sul lavoro. Faccio quello che devo, compio le mie mansioni ma non mi voglio stracciare le vesti per esso, ma se non lo faccio e lo dico chiaramente (in famiglia) mi si guarda come se avessi appena confessato che derubo dalle casse aziendali. Non li faccio gli straordinari a meno che non ci siano delle urgenti necessità. Eresia. Non ho particolari obbiettivi di scalare la piramide, di fare grandi cose e nemmeno di lasciare la cosiddetta impronta. I giovani direbbero "NPC". Ecco, a me piace essere NPC.

Questa cultura del sacrificio, della dignità che deriva per forza dalla sofferenza è qualcosa che proprio non capisco. Le avversità nella vita esistono e dunque perché questo impellente bisogno di renderla ancora più dura e soffocante laddove si hanno le possibilità di poterla rendere meno faticosa e vivere davvero secondo le proprie inclinazioni e la propria personalità?

Chiedo scusa per lo sfogo, forse suona stupido come ragionamento, però mi frullava in testa da un po'.

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u/Flaky-Journalist5682 — 20 hours ago
▲ 375 r/Italia

Volere un figlio sano è abilista?

Account throwaway.

Buongiorno, sono una donna di 30 anni, incinta e prossima ad una serie di analisi genetiche specifiche. Io e mio marito abbiamo uno storico medico complesso da entrambe le parti quindi abbiamo deciso di investire un cospicuo ammontare di denaro nell'indagine medica per nostro figlio. Al momento è la nostra priorità.

In questo percorso mi sono sempre sentita dire che non dovrei stressarmi troppo per queste cose perché comunque nasca va bene (questo mi è successo anche da parte di personale sanitario). Oppure che è davvero brutto sentirmi dire che non m'importa se sia maschio o femmina, l'importante è che sia sano. Cosa che, è vero, rispondo sempre quando mi chiedono cosa vorrei. Ma non capisco perché dovrebbe essere interpretato in maniera offensiva. Chi vuole vedere il proprio figlio soffrire? E non parlo solo di sofferenza fisica. Mia suocera è terrorizzata dal fatto che possa interrompere la gravidanza, e questa cosa mi ferisce.

Mi vengono fatti molti discorsi su come le disabilità possono venire anche più in là nel tempo, e sebbene ne sia consapevole, continuo a non vederci nulla di male nel volere che mio figlio sia sano.

Cosa c'è di male in tutto ciò?

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u/Flaky-Journalist5682 — 2 months ago