r/psicologia

come riuscite a superare la depressione?

f18, non sono sicura su quale tag usare, ma sono aperta a pareri da tutti.

dopo diversi anni che ho seguito cure e trattamenti con medicinali, psicologi, psichiatri e ben altro non so piu cosa fare, i farmaci non mi aiutano e andare in terapia cambia poco.

ho finito il liceo e il peggio deve solo arrivare, sento che mi sto buttando in un fosso di giorno in giorno, sono a letto tutto il giorno, non vedo persone oltre la mia famiglia e una mia amica ogni tanto, e sono in loop (anche se non per scelta mia) di costante depressione e rabbia.

nonostante ho 18 anni i miei genitori non mi permettono di uscire spesso (al massimo il sabato, raramente) e questa cosa ha inciso molto la mia vita di tutti i giorni, sono sola e non ho idea di come socializzare in modo "normale" con le altre persone se non online.

non ho mai viaggiato, mai visto una città che non sia la più vicina a me, non sono mai andata al mare, vacanze o altro e spesso mi chiedo se ne sarò mai capace.

nonostante questo, avevo intenzione di provare a superare questo momento della mia vita in un modo o un'altro, qualcuno ha consigli su letture, attività o altro che potrebbero "rompere il ciclo"?

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u/TearNext328 — 12 hours ago
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Togliere i social o tenerli?

M24. Togliere i social e rimanere esclusi dal mondo oppure tenerli sapendo che (ci) fanno male?

In questi ultimi 3 mesi sono stato in casa a causa di un problema di salute, come social uso spesso instagram e tiktok.

Essere in questa situazione in cui sono bloccato sopratutto d’estate e vedere gli altri fare festa andare al mare uscire mi dava parecchio frustrazione

Per quanto riguarda tiktok e ig stessa cosa vedere tutte le news che succedono in giro per il mondo tipo guerra, politica, influencer che dicono le loro stronzate, dibattiti o commenti tutti uno contro l’altro idem a lungo andare praticamente assorbo queste informazioni , è diventato come stare al telegiornale, so che potrei premere “Non mi interessa” ma spesso casco in questi feed lo stesso

Per quanto riguarda instagram da poco ci sono le Instantanee, le avevo disattivate e stavo più tranquillo, quelle poche volte che le ho riattivate vedevo instantanee che mi hanno rovinato il mood di quel momento.

La mia domanda è, se quei momenti senza istantanee ero più tranquillo, sarà meglio non guardare neanche le storie?

Io comunque c’è da dire che lavoro anche nei social e molte cose le apprendo da lì, quindi a prescindere sono esposto a varie informazioni. Però finisco così per vivere nei social e si sà che è una realtà distorta, dove tutto è perfetto, dove le storie devono apparire più performanti possibili, dove molti osservano ma pochissimi interagiscono.

Qual’è la vostra opinione o per chi ha provato a togliere i social cos’è cambiato? La cosa che mi ferma è oltre il mio lavoro online anche il fatto che alcune esperienze o persone che ho incontrato è successo tutto grazie a una risposta alla storia da parte mia o da parte loro. Io sto bene in mezzo a persone, ma se li togliessi del tutto come faccio a non essere isolato ed escluso se nessuno può raggiungermi e io tantomeno posso provarci a raggiungere gli altri

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u/SuspiciousPop472 — 13 hours ago

I sacrifici di lavorare e studiare (entrambi full time)

Ragazzi io non ce la faccio più.

F27, ho dietro una triennale e magistrale in un settore che mi piaceva, in cui ho pure trovato lavoro, ma che essenzialmente non ha più prospettive e non mi soddisfa neppure.

Allora mi sono rimessa sui libri, e ora sto per iniziare il terzo anno di sfp. Attualmente quindi ho un lavoro full time da ufficio e studio pure full time.

Vi lascio immaginare la mia incredibile vita:

Vivo ancora con ragazzi universitari di neanche 20 anni in una città nuova, appena tornata dal lavoro mi butto sullo studio, non ho soldi per fare nulla perché se li mangiano le tasse universitarie (le pubbliche non ti permettono di non frequentare, quindi andare in una privata purtroppo è l'unico modo per conciliare studio e lavoro).

Questo significa che ho poco tempo per uscire, per conoscere gente e per divertirmi. E quando hai sul groppone sia lavoro che studio il divertimento ti serve come l'aria.

Non fraintendetemi, esco comunque quasi tutti i weekend (altrimenti mi sparerei), e in un anno nella nuova città ho conosciuto 2 persone che potrei definire amici. Che comunque non è un traguardo di cui vantarsi.

Il problema è che sto morendo d'invidia: la stragrande maggioranza dei miei coetanei lavora (o studia ancora, ma solo quello), quindi poi ha tutto il tempo libero del mondo per godersela e ha i risparmi per fare uscite, viaggi ed esperienze, incontrare nuova gente e stare con gli amici.

Mi sembra davvero di star sprecando tempo e gli ultimi miei 20 anni per una cosa che spero valga la pena. Mi sento terribilmente indietro e in difetto e mi chiedo se mi riuscirò mai a godermi la vita come fanno loro.

A settembre, se tutto va bene, dovrei riuscire a beccare una supplenza lunga che mi consente di avere uno stipendio normale, avrò più tempo libero (da 40+ ore di lavoro a 24/25), e quindi potrò gestirmi meglio lavoro, studio e tempo libero.

Purtroppo in sessione devo dire di no alle uscite e ho dovuto dire di no a un'uscita fantastica, in cui avrei visto un artista che mi piaceva, c'era bella musica e avevo anche una ragazza simpatica con cui andarci. Ma 2 giorni dopo avevo un esame davvero tosto e ho detto di no.

Mi sto mangiando le mani e rodendo il fegato perché la mia vita ora mi fa davvero schifo e la mia unica speranza è che fra 3 mesi cambi qualcosa, ma non posso esserne certa.

Però è da 2 giorni che piango e vorrei solo che le cose andassero bene e a posto

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u/mi_nutro_di_nutrie — 11 hours ago

Qual è il mio problema?

M 22. Non riesco a capire quale sia il mio problema. Ciò che non comprendo, è se io sia semplicemente una persona svogliata, o se il problema sia di natura psicologica, perché ormai sono anni che spendo il mio tempo a non fare niente, che non ho obbiettivi e che sto perdendo sempre di più la voglia di fare qualsiasi cosa. È iniziato tutto dopo l’inizio dell’università, ho dato qualche esame e poi il niente, non riuscivo a impegnarmi e nemmeno a trovare un briciolo di motivazione che mi portasse a fare qualcosa di concreto. Da quel giorno sono passati ormai 3 anni e sono nella stessa situazione, disoccupato, non studio, praticamente non faccio nulla e non ho nemmeno la voglia di provarci. Col tempo ho proprio sentito un calo di voglia progressivo in qualsiasi cosa, che sia il dovere di studente o il piacere di uscire con gli amici, causa anche il decesso di mio papà a dicembre dell’anno scorso, infatti da quel momento ho proprio smesso di fare qualsiasi cosa che non fosse giocare ai videogiochi o fare zapping tra i social. Mi sento sempre più uno schifo ogni giorno che passa, ormai mia madre non ne può più e in parte la capisco, ma allo stesso tempo io non capisco me stesso e mi ritrovo in questo limbo costante, incapace di prendere decisioni e di metterle in pratica. Ho 0 sogni, 0 ambizioni e sta diventando sempre peggio. Sento una costante voglia di diventare apatico, smettere di provare qualsiasi tipo di emozione e fare ciò che mi pare senza che le mie emozioni mi blocchino in qualsiasi modo, so che è sbagliato, ma è ciò che provo attualmente. Come si può uscire da una situazione del genere? Perché non sono come le persone normali, con degli obbiettivi o comunque la voglia di fare abbastanza elevata da andare avanti? Ciò che vedo quando mi guardo allo specchio, è un fallito di 22 anni, incapace di prendere in mano la propria vita e abbandonato a se stesso. Vorrei cambiare, ma non so come.

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u/ComfortableFun9666 — 9 hours ago

Non mi resta più nulla e non voglio andare a vivere per strada.

M21

mesi fa scrissi un post dove dicevo di essere un essere vomitevole, troppo brutto per farsi vedere dalle persone, cosa oggettivamente vera, per il bene degli altri decisi di chiudermi in casa e non uscire mai più, solo che recentemente ho perso mia madre e non mi resta più nessuno, andare a vivere per strada mi terrorizza al solo pensiero, non mi resta che farla finita mi sa

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u/No_Technician_9435 — 17 hours ago

Posso vivere?

Allo parto dicendo che so nato feticista, mia nonna mi annusava i piedi quando avevo circa 5 anni, lo faceva per qualche minuto facendolo sembrare un gioco ma era palese le piacesse. Poco dopo ho iniziato a fare gli stessi giochi con mio cugino, dove il "perdente" doveva sdraiarsi per terra e farsi strofinare i piedi in faccia, e io godevo come un porco, sudavano e puzzavano da matti, anche se ancora non capivo bene, ero piccolo. Questi giochi sono andati avanti fino a circa 9 anni e poi abbiamo smesso.

Col tempo ho iniziato a capire di avere una sessualità contorta e a sentirmi diverso dagli altri, sapevo di essere gay, ma sono solo ed esclusivamente attratto da ragazzi molto in carne, e dai loro piedi cicciotti (come quelli di mio cugino).

Poi coi porno ho scoperto il bdsm e mi sono interessato a diverse pratiche tra cui facefuck, facesit, rimming, pissing, breath control, ballbusting, scat play e altra merda. Riesco a eccitarmi solo essendo denigrato e umiliato in vari modi, ma i piedi sono la mia attrazione principale, e ripeto solo di ciccioni e con calzini bianchi indossati per più tempo possibile.

Mi masturbo ancora spesso ripensando a quei giorni con mio cugino, e adesso quando vedo un ciccione senza scarpe, mi eccito da morire, mi è capitato l'altro giorno al mare un bambino di 11 anni si è tolto le scarpe al mare, e aveva i calzini bianchi sporchi e visibilmente sudati, mi è uscito del precum. Ok che ho 16 anni ma mi sento veramente una merda, un pedofilo, anche se non c'entra l'età in realtà mi piacciono anche i 60enni, basta che abbiano dei piedi grossi e carnosi, però il pensiero di essermi eccitato e masturbato ripensando ai piedi di quel bambino mi fa paura, anche se so che non proverei mai neanche a toccarli.

Che mi dite? Che non so 100 100 l'avete capito, voglio sapere la vostra opinione o un consiglio perchè credo che veramente finirò per spararmi in bocca o overdosare di oppiacei, tra l'altro ho iniziato a farmi di ossicodone da poco... vorrei veramente farla finita, credo che il mondo sarebbe un posto migliore senza di me, mi sento un reietto, uno scarto della società.

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u/scraccro — 12 hours ago

Come scegliereste il professionista giusto

Ciao,
M40 con una patologia neurologica invalidante.

Vorrei parlarne con uno specialista online, avendo difficoltà motorie, ma mi rendo conto che non è così semplice.

Come scegliereste se foste al mio posto?
Quale specializzazione dovrei cercare?

Dal momento che ho delle problematiche motorie, vorrei trovare qualcuno che effettui colloqui online.

Qualsiasi consiglio è ben accetto.

Grazie a tutti.

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u/zawaaap — 13 hours ago

Dovrei cambiare psicologa?

M28. Da circa 2 anni sono in terapia con una bravissima psicologa a indirizzo cognitivo/comportamentale. Ho iniziato questo percorso in seguito ad una fine di una relazione che mi ha fatto tanto soffrire, ma sapevo che quella era solo l punta dell’iceberg e sotto c’era molto altro. Faccio questo post cercando di essere quanto più sintetico possibile, sia per avere un consiglio da voi, riguardo al mio percorso psicologico essendo questa la mia prima esperienza di terapia, ma anche per raccontarvi la mia vita in modo da potervi fare un’opinione e magari darmi qualche consiglio per migliorare.
I miei problemi nascono principalmente dalla figura materna (grande classico). Nasco un bambino molto sensibile e vivace, amavo la vita, i colori gli animali guardavo tutto con stupore. Purtroppo sono stato molto deluso dai miei genitori (mia madre molto di più) in quanto non hanno saputo cogliere e valorizzare questa sensibilità, propensione verso la creatività, la mia natura gentile. Al contrario, mia madre ha saputo solo inculcarmi che non valessi nulla, che fossi brutto, inadatto in generale. Da piccolo disegnavo molto, mi piaceva. Mai una volta in cui abbia valorizzato le mie capacità, al contrario, subito pronta nel dirmi di levare da mezzo queste stupidaggini (i disegni) e fare i compiti (che non mi ha mai aiutato a fare perché non sapeva spiegare nemmeno 2+2). L’adolescenza procede così e così. Non sono mai stato uno “sfigato” nel vero senso della parola, ma al contrario dell’infanzia in cui ero solare ed estroverso, qui inizio a chiudermi. Già debole di mio per il lavaggio di cervello che mi faceva mia madre, vengo preso spesso di mira quando si tratta di sfottò. Questo va ad avvalorare il senso di inadeguatezza inculcatomi da mia madre. Intanto in famiglia, da bambino amorevole nei loro confronti, mi vedono trasformare in un ragazzo sempre più scontroso, rispondo male, litighiamo di continuo. Quel lato sensibile tuttavia c’è ancora ed emerge nelle amicizie. Sento di aver vissuto in una bolla fino ai 18/19 anni, ricordo molto poco di tutto ciò che viene prima. La sensazione che tuttavia mi è rimasta è spiacevole. Dai 19/20 anni rinasco. Inizialmente sono ancora un po’ timido ma più sicuro di me, faccio tante amicizie, ricordo con felicità quel periodo fino ai 25/26. In tutto ciò la ricerca della mia strada è sempre stato un tarlo. Fin dalla primissima adolescenza è nata in me l’idea che dovessi fare qualcosa di grande, per dimostrare a tutti quanto in realtà valessi. Veniamo ad oggi.
Ovviamente quel qualcosa di grande non sono riuscito ad ottenerlo e forse è questo il mio più grande rimorso. Mi sveglio ogni mattina pensando che la vita che vivo non ha senso, che voglio cambiare lavoro, a volte mi è anche sfiorata l’idea del suicidio, anche se non l’ho mai presa seriamente in considerazione, però come un flash appare nella mia mente, e lo noto. Quel lato sensibile di cui vi ho parlato dall’inizio, è molto assopito. Faccio fatica a fidarmi delle persone, la psicoterapia mi ha dato molta più consapevolezza ed ora guardo con occhio analitico la maggior parte delle persone, e non c’è quasi mai nulla di genuino. Dopo aver tentato un avvicinamento con i miei genitori, mi sono stancato di provare perché non mi capiscono. Magari io mi apro con loro e dopo un paio di giorni devo tornare sugli stessi punti, quindi non ci parlo quasi più, solo informazioni. Ovviamente questa cosa mi fa stare male, ma io non riesco ad instaurare un rapporto con loro. Mi dispiace soprattutto per mio padre che penso davvero che sia la persona più buona di questo mondo, se ha sbagliato qualcosa nei miei confronti lo perdono perché so che può essere difficile comprendere un figlio. Mia madre non la perdono, perché mi ha mortificato ed umiliato. Adesso che avete una panoramica torniamo alla mia domanda. Con la mia psicologa mi trovo molto bene, mi ha dato un modo di ragionare funzionale ed anche se non sempre metto in pratica ciò che è la teoria, so che lei mi da tutti gli strumenti per migliorare la mia situazione. Se non migliora è perché sono io ad essere statico. Tuttavia negli ultimi periodi sento che anche la terapia è un po’ in stallo, perché si torna sempre sugli stessi punti. Lei mi dice che anche se non lo vedo sto crescendo ed io mi fido di lei perché è molto professionale, non credo mi stia tenendo lì solo per soldi (anche perché ormai ci vado 1 volta al mese). Però mi chiedevo se fosse il caso di valutare qualche altro indirizzo, perché io credo di avere proprio delle cicatrici nell’anima che non riesco a curare, anche facendo materialmente delle cose che mi fanno stare meglio. È come se sentissi un senso di insoddisfazione ben radicato in me, ho paura che qualsiasi cosa faccia, non sarà mai abbastanza. Ho sentito che ci sono degli indirizzi meno pragmatici del cognitivo comportamentale e mi chiedo se potessero fare al caso mio, però non ne so molto quindi se vi va ditemi la vostra. Scusate la lunghezza ma è anche un post di sfogo come avrete immaginato, grazie se sei arrivato/a fin qui.

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u/Icy-Answer9712 — 18 hours ago

come superare il fatto che non avrò mai l approvazione di mio padre

f24

ho capito che non potrò mai davvero piacergli come persona,tuttavia cercare l approvazione attraverso altri uomini e sbagliato e mi rende più manipolabile di quello che già sono,e mi rende infelice,mi debilita economicamente, socialmente e affettivamente, voglio decentrarlo e capire che posso essere felice anche senza che lui mi trovi capace o intelligente, perché c è ancora un barlume dentro di me che ci spera. avete dei consigli? ho un padre critico e giudicante e spesso interiorizzo le sue critiche,tra l altro mentalmente sono molto lenta

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u/Ok_Mood2005 — 20 hours ago

Lo stereotipo che le donne brasiliane siano facili e traditrici

F24. Mia madre è brasiliana, mio padre italiano. mia madre mi ha raccontato che oggi un amico di mio padre – o forse sarebbe meglio dire "conoscente" – gli ha detto in pubblico (proprio davanti a lei): "Stai attento a quella donna", insinuando che potesse tradirlo.

La cosa ironica? Proprio quell'uomo sta tradendo sua moglie con una donna brasiliana.

Mia madre è rimasta scioccata e non ha saputo cosa rispondere; è una donna forte e decisa, ma non si aspettava un commento del genere in pubblico (e mio padre non l'ha difesa: non è una cattiva persona, ma è un po' ingenuo e detesta i conflitti, quindi l'ha consolata solo in un secondo momento).

Quando mia madre me l'ha raccontato, sono andata su tutte le furie. Già di mio sono convinta che i traditori meritino di bruciare all'inferno (è estremo, ma lo dico per rendere l’idea), ma il preconcetto che le donne brasiliane siano delle traditrici mi fa ribollire il sangue (SPECIALMENTE SE DETTO DALL’UOMO CHE STA TRADENDO). Non riesco nemmeno a esprimere a parole la rabbia che provo in questo momento; se fossi stata lì, avrei detto a tutti che è *lui* a tradire la moglie.

Dio mio, quanto sono incazzata in questo momento. Mia madre è la persona più corretta, buona, intelligente e aggraziata che conosco, così come lo sono le mie zie brasiliane. Hanno una spinta alla vita tipica dei brasiliani, ma non farebbero mai una cosa del genere (ossia, prostituirsi o mettersi con uomini sposati); perciò, pensare che questo stereotipo possa essere applicato come una veste indosso a mia madre mi disgusta assai.

Lo so che non dovrebbe importarmene, che sono solo stereotipi e non bisognerebbe dare peso alle parole di certe persone; però, vorrei difendere mia madre da questi commenti con le unghie e i denti (e mi sento male di non poterlo fare).

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30 anni amicizie

Ciao a tutti, M32,

Sto cercando di capire la situazione legata alle amicizie: ho sempre girato con un gruppo unito fin dall' infanzia (tra scuola sport etc).

Diciamo che il rapporto è rimasto: usciamo qualche volta ma gli interessi non coincidono, ovvero la loro priorità sembra rimasta quella di bere fumare e fare festa.

Io convivo ho un lavoro stabile e mi piace soprattutto viaggiare, uscire con la moto o bici, leggere, il gaming, andare al ristorante..

A volte mi sembra di uscire in maniera forzata, non mi sento molto apprezzato e considerato "diverso" da loro. Negli ultimi anni sono andato avanti un po' per inerzia e abitudine nel gruppo d'infanzia alternando poi anche a uscire con altre persone colleghi etc.

Ultimamente la maggior parte del tempo con la mia ragazza, stiamo veramente bene ma sento che mi piacerebbe passare del tempo ogni tanto anche con altre persone / coppie e condividere esperienze.

Sono un ragazzo abbastanza introverso in generale ma se inserito nel giusto contesto riesco a fare amicizia e legare ottimi rapporti.

Purtroppo negli anni ho avuto amicizie abbastanza discontinue non sono quasi mai riuscito a instaurare rapporti veramente profondi o comunque non in maniera continuativa, forse è un fattore legato anche al mio carattere..

Consigli? Come potrei lavorare su questa cosa ?

So anche che a 32 anni non è sempre semplice ricreare una cerchia di amicizie vere

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u/No-Profession-2980 — 17 hours ago

Rottura rapporto

(M22 e F20) ieri sera, dopo due anni di relazione, mi sono lasciato era da 2/3 mesi che lei mi vedeva sconnesso che non ero più preso come prima e non le davo più attenzioni e io provo sempre autoconvincermi no adesso va adesso va, dando anche colpe a suoi comportamenti che alla fine mi son sempre andati bene, e alla fine ieri mi sono reso conto che mi sono affezionato a lei e che il sentimento e l attrazione mancava. lei dopo questi mesi in cui ha sofferto ieri mi ha detto grazie perché l ho sollevata da un enorme confusione la quale provo un senso di colpa fortissimo per non riuscire a più darle quello che era una volta, un grazie liberatorio che non dimenticherò mai, e  paradossale sentirsi dire un grazie dopo che ti lasci con una persona e proprio per questo io penso di aver fatto una delle scelte più sbagliate della mia vita, in questo momento penso soltanto a lei e le cose belle che abbiamo fatto. mi manca 

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u/Jealous_Garlic6804 — 17 hours ago

Obesità, la mia esperienza

F29
Vorrei spendere quattro parole in merito all'obesità e a ciò che realmente è, ovvero una malattia invalidante.
Ma partiamo dall'inizio.
Immaginate avere 6 anni, tua madre, la tua famiglia che ti vede già "in carne" comincia a farti fare diete su diete, a giudicare il tuo fisico. Con quell'imprinting passerai infanzia e adolescenza anche con 10kg di troppo a sentirti inadeguata con ciò che indossi, a vergognarti anche di metterti in costume in spiaggia.
Durante la tua crescita i tuoi genitori si separano, non sei seguita da alcun terapetua, prendi una media di 10kg l'anno, il loro è un divorzio giudiziale, botte, assistenti sociali, psichiatri, tutto ciò non ha fine fin quando non hai quasi 18 anni e decidi di parlare personalmente con il giudice per porre fine al tuo coinvolgimento nella guerra dei tuoi genitori.
Non hai il tempo e la serenità di realizzarti, perchè la tua famiglia spinge più sul lavoro che sullo studio, ti trasferisci al Nord, fai un anno di servizio civile sottopagata, poi trovi lavoro a tempo indeterminato dove ti fanno fare 20 notti consecutive senza riposo, non riesci a fermarti perchè nel tuo cervello c'è inculcata la cultura del lavoro duro, e finisci ricoverata in SPDC per due volte a causa dello scompenso del ritmo sonno-veglia che è stata la ciliegina sulla torta ad anni di traumi che non ho meglio specificato più sopra.
Cominci a prendere farmaci, il tuo peso, già in aumento per depressione dal trasloco dal sud al nord , lievita senza controllo.
Arrivi a non riuscire nemmeno più a poter fare 200m sotto il sole a 40°, ti rinchiudi sempre di più in casa, la casa diventa la tua gabbia. La tua pelle soffre degli strati di grasso accumulati, si creano ferite che vanno disinfettate, curate, la pancia avanza e la tua ormai indipendenza è finita, hai bisogno dell'aiuto di un caregiver sia a livello psichiatrico che fisico, per vestirti, lavarti, anche il semplice farti una doccia o uno shampoo.
Difficoltà immani nel trovare anche solo un paio di mutande, un reggiseno che stia bene, una maglietta che ti faccia stare fresca d'estate o calda d'inverno, perchè giustamente il mondo non è pensato per gli obesi. Immagina di non poter più nemmeno fare 2h di auto per raggiungere il tuo posto preferito, e l'ultima volta che l'hai fatto guardare il panorama da una sedia quando a 10m ci sono percorsi immersi nella natura che non riesci più a fare.
Combatti, perchè non ti arrendi, all'alba dei 30 anni cominci l'ennesima cura che speri funzioni, questa volta affiancata dai professionisti giusti, psicologo, psichiatra, rielabori la tua storia familiare, sei consapevole che se continui così non ne vivrai altri 20.
Nel mentre la gente quando metti piede fuori continua a fare risatine, a guardarti come se fossi un fenomeno da baraccone, a sfotterti, leggi commenti online di ogni tipo dove insomma, è colpa tua se sei un "boiler di merda". L'altro giorno ho messo una foto della mia mano su reddit, mi è stato detto "la tua mano dice che sei obesa".

Ecco ragazzi, vi ho raccontato tutto questo per farvi ragionare sul fatto che forse, e dico forse, dietro una persona malata forse c'è qualcosa in più. Una storia, delle sofferenze, una storia che l'ha portata a essere ciò che è.

Non me la sono cercata, per niente, mi ci sono ritrovata senza nemmeno rendermene conto; perfavore, siate gentili con chi ha un disturbo alimentare, qualsiasi esso sia.

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u/AlexSnowpiercer — 1 day ago

vorrei farmi del male...per noia?

F16,non so come spiegare questa situazione...ma spesso ho voglia di farmi del male. io sto bene,non voglio morire, ma è come se sentissi il bisogno di provarci.

non voglio fare troppo,vorrei solo vedere cosa si prova a farlo. ho conoscenti che lo hanno fatto(sh),non ne ho mai parlato così tanto apertamente con loro ma immagino che se lo fai perchè hai sofferto sia davvero brutto.

sembra solo che sto cercando attenzione? forse è davvero così,mi sento sola molto spesso e il mio umore cambia davvero velocemente. prima sono felice,poi arrivo in camera da letto mi sdraio e mi sento vuota,inutile,triste,come se non ce la facessi più.

non voglio andare in terapia,non riesco a parlare dei miei problemi e non voglio parlare e basta,odio farlo.

volevo solo sapere se c'è qualcuno nella stessa situazione che spesso pensa di doverci provare.

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u/matis122 — 1 day ago

Il "comfort book": qual è il vostro rifugio letterario?

Mi sto interessando a come la lettura possa agire come strumento di gestione dello stress e "ancora" nei momenti complessi. Qual è il libro che vi rasserena e vi aiuta a superare i periodi difficili? Quale meccanismo psicologico pensate si attivi?
M50

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u/Francesco2026 — 19 hours ago

Un fallimento.

M31 Sono un fallimento, sotto ogni punto di vista. Fisico, mentale, artistico e sociale. Ho sbagliato tutto, ogni singola cosa da quando sono nato. Non ce la faccio più. Non ne posso più di soffrire. Le medicine non aiutano, non hanno mai aiutato. I pensieri di farla finita sono sempre più forti, più dolorosi, più angoscianti. Sono anni ormai che ogni giorno ci penso a sparire, ma non trovo il coraggio, sono pure un vigliacco sul fatto che non riesco a trovare mai il coraggio di farlo. Quindici anni a pensarci ogni giorno e negli ultimi mesi sta diventando sempre più intenso il pensiero di farla finita per sempre. Ho paura. Non so con chi parlarne. La psicoterapia non aiuta, la psichiatra mi ha dato medicine che mi fanno stare peggio. Le poche persone che mi sono rimaste vicine non glie ne frega nulla di quello che dico. È sempre più dura.

Perché viviamo? Perché viviamo per soffrire che tanto poi finisce in un eterno nulla? Anche se ci sforziamo per creare qualcosa,rendere questo mondo un posto migliore, ci sarà sempre qualcosa che ci butterà giù e che ci farà capire che la vita non ne vale la pena di essere vissuta, perché viviamo in un universo comandato solo dal dolore e dalla distruzione. Non ha senso nulla. Devo finirla qui.

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u/ZN86 — 22 hours ago

Ho la 104 e mi sento di valere meno come essere umano

Sono M28, da che ho memoria io ho avuto problemi che mi hanno picconato la mente rendendomi impaurito dalla società: dagli abusi subiti da bambino, alle difficoltà a scrivere e parlare (per il parlato sono dovuto andare da un logopedista, ma ancora oggi mi capita di balbettare).

Ho avuto bullismo quando facevo coming out e perdere degli amici (se cosi si potevano dire!) mi ha messo ancora più paura verso le persone al punto che ho sviluppato di nuovo il mutismo selettivo che avevo da bambino.

Ho continuato a fare sport ma le persone vedevano nei miei comportamenti qualcosa che non andava ma sono sempre stato visto come ""quello che ha problemi, ma sembra normale"".

Poi ho fatto tanti tentativi andando in analisi ma non lo confessato mai a nessuno perchè l vedevo come una debolezza o il dover affrontare cose vissute che mi facevano male.

Alla fine dell'Università ho iniziato a soffrire di psicosi molto forti che mi hanno portato a perdere peso rapidamente, non dormire se non 2/3 ore e avere manie di persecuzione che mi hanno portato a bloccare tutti i contatti che avevo ovunque, in ogni app.

Tre sere dopo ho tentato il suicidio ma sarà la prima di altri tre tentativi.

Sono stato ricoverato 9 volte in psichiatria per problemi di depressione e di ansia.

Mio padre mi ha detto di fare la domanda per la 104 e mi hanno detto dopo tanti casini tra fogli, colloqui e robe che non mi ricordo che mi spettava il massimo.

Io ovviamente da un lato mi sento tutelato ma sul piano sociale ora mi sento di essere oggetto di prese in giro gratuite, di essere trattato da caso umano o di fare pietà alla gente.

Infatti esco poco e quando lo faccio è solo per chiamare l unico amico che ho che non è neanche della mia città.

A lui gli spiego tutto e poi è l unica persona a cui ho dato il permesso di venire alle visite in reparto.

Io so che c è gente a cui fa ridere il meme della 104, non voglio cambiare il vostro modo di fare battute, io parlo della vita reale.

Volevo essere normale e ho fallito e adesso mi pagano perchè sono talmente disfunzionale che faccio pena.

Ogni giorno mi ritornano in mente come mi chiamavano per soprannome: ritardato, spastico, disagiato, handicapp... eccetera.

Avevate ragione.

PS: ho visto che avete cancellato dei commenti, vorrei sapere che cosa hanno cancellato.

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u/Revolver_Beatles — 1 day ago

Come posso superare la mia paura dei rapporti sessuali?

F22

È il primo post che faccio su questa piattaforma e probabilmente lo cancellerò più tardi, ma ho bisogno di chiedere consiglio su una mia paura/problema.

A 22 anni sono "ancora" vergine, e la si può definire una scelta fino ad un certo punto. Ho sempre avuto paura di esplorare il mio corpo, non perché non mi trovi a mio agio, ma perché ho grande timore di quanto dolore fisico io possa provare.

In passato ho avuto 2 ex che non hanno migliorato la situazione. Dopo aver espresso la mia paura e aver bloccato "l'atto" sul nascere per questo motivo, entrambi hanno deciso di provare a prendere quello che volevano mentre dormivo, cosa che mi ha portata a schifare i rapporti sessuali per anni. Un paio di anni fa questo mio astio è svanito quasi del tutto, ma continuo tutt'ora a non riuscire a provare cose nuove, in autonomia e non, per questa incessante paura che possa fare un male insopportabile. Per approfondire, ho in generale una soglia del dolore estremamente bassa.

Sto da qualche mese con un ragazzo dolcissimo che, sapendo della mia situazione, non ha mai provato a spingersi oltre ciò che mi facesse stare bene. So che per lui i rapporti fisici sono una cosa di poca importanza in una relazione, ma non riesco a non sentirmi egoista per il fatto che, quando lui vorrà effettivamente qualcosa in più, io non sarò in grado di dargliela.

So perfettamente che provare dolore è assolutamente normale, ma non riesco a superare i miei confini senza avere costantemente timore o paura. Non riesco a godermi il momento.

Avete consigli su cosa fare? Persone che hanno passato la mia stessa situazione?

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u/b4silisk0 — 1 day ago

Non so più cosa fare.

Ciao, M30 e non sono sotto terapia psicologica.

Sono in una situazione da cui non riesco a vedere uno spiraglio di luce. sono settimane che continuo a pensare quanto stia avendo difficoltà a provare emozioni positive o pure semplice gioia o soddisfazioni. ad aggiungere benzina sul fuoco è pure successo che la mia migliore amica (e c'ho tipo solo 3 amici in tutto) mi ha letteralmente demolito per cose successe tra noi 2 di recente, e non posso pretendere che gli altri 2 amici possono aiutarmi sempre, hanno le loro vite

il mio più grande problema, almeno quello che sento di avere, è che non ho modo di sfogarmi, di dare aria alla mia frustrazione, mi viene di voler distruggere oggetti con una mazza, ma ogni volta mi reprimo, però sento di morire dentro. non ho nessuno e purtroppo vivo anche in una regione dove a mio parere è molto difficile fare nuove conoscenze interessanti, aperte e con un minimo di interessi in comune. dal lato sentimentale invece oh beh da dove comincio... semplicemente non esiste, mai avuto relazioni e mai avuto esperienze sessuali, me ne vergogno e chiunque mi chiede ho sempre mentito a riguardo, inventandomi fidanzate o "esperienze" passate.

come ultima ciliegina sulla torta, sono anni che soffro di pensieri suicidi, in base agli alti e bassi della mia vita, purtroppo in questo periodo è diventato quasi una costante, e nemmeno di questo riesco a parlarne con nessuno, i miei genitori glisserebbero tutto con una cazzata perchè la loro mente è troppo aliena per concepire crisi del genere.

mi scuso se il post è sgrammaticato o senza un filo sensato, ma avevo bisogno di scrivere qualcosa almeno qui

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u/draghettoverde — 1 day ago

Mio fra[15] vuole introdurmi nel suo gruppo di amici [io 24]. È ok?

Ciao a tutti, ho 24 anni e mi trovo in una situazione particolare.

Vivo in un piccolo paese dove la mia generazione è praticamente inesistente (sono tutti fuori per l'università o per cercare un lavoro migliore), ma io attualmente non posso trasferirmi. Per questo i miei amici sono tutti più grandi me, hanno tra i 30 e i 40 anni. Con loro mi trovo bene, ma a volte mi manca poter parlare con qualcuno che ha il mio stesso genere di umorismo, modo di parlare e interessi generali (tipo manga o cartoni come hazbin hotel). Ho provato a fare nuove amicizie ma purtroppo della mie età non trovo nessuno, e sembra non ci siano luoghi in cui poter conoscere nuove persone nel mio range (ho provato club di lettura, cineforum, corsi di ballo, arti marziali e cose così; ma ho trovato solo corsi per bambini o con frequentanti over 50).

Tempo fa mio fratello mi ha chiesto di presentargli i miei amici, e io ho accettato volentieri, ora lui, forse anche per voler ricambiare, vorrebbe presentarmi i suoi e loro vorrebbero conoscermi. Mi chiedevo, posso accettare o sarebbe strano? Capisco che la differenza sia tanta, ma alla fine io non mi sento molto diverso da quando facevo il quinto superiore, sarà perché ancora studio e dipendo dai miei o che di solito la gente mi scambia per una persona di 16/17 anni. E ricordo che io in primo superiore avevo già molti amici di quinto o più grandi e non notavo grandi differenze.

Voi che ne pensate? È una cosa accettabile o potrei essere malvisto?

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u/Datadaredevil — 1 day ago