Depressione - non trovo più nulla che mi dia una ragione di vivere
Ciao a tutti, M32, cercherò di preservare la mia privacy omettendo o cambiando qualche dettaglio nella narrazione della mia storia. Premetto che non ho alcuna intenzione di fare vittimismo o cercare una pacca virtuale sulle spalle, cerco solo uno scambio di opinioni/punti di vista da parte di persone esterne alla mia vita. Provengo da un contesto familiare pesante, una madre (deceduta parecchi anni fa) estremamente violenta sotto ogni aspetto ed un padre incapace di ricoprire il suo ruolo. Ho sempre fatto parecchia fatica a trovare un "posto" nella società, a stringere amicizie e costruire relazioni. Anni fa dopo un brutto burnout a causa della mole e l'insoddisfazione che avevo con il mio vecchio lavoro (sottopagato, sfruttato e trattato male nonostante anni di esperienza ed abilità maturate in un ramo lavorativo dove è difficile trovare personale) decisi di dare una svolta alla mia vita, cambiando lavoro, andando a vivere da solo e trovando una compagna che nonostante mi avesse conosciuto in un momento orribile, mi è stata vicina supportandomi e credendo in me. Nel mentre avevo già fatto qualche cura psicologica, psichiatrica e farmacologica, facevo periodi dove abusavo di alcool per anestetizzarmi ma tutto sommato cominciavo a vedere un futuro roseo. Un giorno, stordito da farmaci e alcool ho tradito la mia ragazza (non ricordo nulla di quello che è successo, ho impegato parecchio tempo il giorno dopo per realizzare cosa fosse successo), nonostante il perdono della fidanzata, tempo dopo tentai il suicidio, fallendo nonostante ci mancasse molto poco. Da quel giorno smisi di bere, presi più sul serio il percorso psichiatrico e psicologico ma nonostante tutto non mi sono mai ripreso. Smettendo di bere persi praticamente il desiderio di socializzare e uscire, i primi mesi soffrivo di attacchi di panico a stare in mezzo alle persone. Le cure farmacologiche mi resero praticamente asessuato, complicando il rapporto già difficile con la fidanzata, portandomi a perdere completamente fiducia in me stesso e nel supporto dato dai medici del reparto psichiatria, interrompendo sia le cure che le visite (ho evidenziato i problemi all'equipe molteplici volte e sempre affrontato la cura successiva con positività ma ad una certa non ragionai più). Da li a poco ci lasciammo, su mia iniziativa perché mi pesava molto vederla sprofondare insieme a me nei miei problemi. Da allora ho smesso di credere in un futuro. Ho tentato nuovamente il suicidio, questa volta fermandomi sul nascere, da oltre 7 mesi non vivo più in casa mia ma ospitato da parenti, non vado più a lavoro rinnovando la malattia di mese in mese, non rispondo a messaggi e chiamate di amici preoccuparti. Ho trovato un bravo psicologo, ma nonostante il supporto non riesco a trovare la forza di riprendere la mia vita in mano. Il pensiero di ricominciare ad affrontare qualsiasi cosa mi terrorizza, cerco di non pensare a nulla o l'unica soluzione che trovo è quella di togliermi di mezzo. Cosa alquanto difficile perché fallirei anche in quello. Spero tanto di andare a dormire e non svegliarmi più, mi sono informato per il suicidio assistito ma sembra piuttosto difficile ottenerlo. Non credo di essere adatto a vivere in questa società. Qualcuno si è mai ritrovato in una situazione similare?