La negatività della mia ragazza mi fa venire voglia di scappare
M22, ultimo anno triennale
La mia ragazza (23) di due anni si è tradferita nella mia città da poco per la magistrale e non se la sta passando benissimo. È una persona molto ansiosa, si sente indietro (ha perso un anno in triennale) e ha molte difficoltà nonostante sia oggettivamente preparata. È molto insicura sul suo corpo ed è un po' timida.
Quando lei mi parla dei suoi problemi, io cerco di aiutarla come meglio posso, ma la soluzione che cerco di offrire io è una soluzione materiale, mentre sembra che lei cerchi pure conforto emotivo. Il problema è che io riesco a darglielo, ma non continuativamente, poi mi stizzo che non mi sta a sentire e mi irrito (senza farglielo notare) e cerco di limitarmi al conforto.
Ma so di non essere bravo: non fa per me. Innanzitutto non sono una persona empatica, non riesco a sentire le emozioni altrui, ma le razionalizzo in un processo relativamente logico.
Al contempo, quando cerco di offrire soluzioni, cerco di partecipare. Per fare un esempio, se si lamenta che non ha amici, cerco per lei gruppi universitari, l'accompagno alle feste, le faccio conoscere i miei amici. Ma a volte si vuole solo lamentare e questa cosa mi fa venire voglia di scappare lontano da lei o di chiudere la conversazione. COSA CHE NON FACCIO MA CHE RICHIEDE SFORZO.
Mi sento orribile per questo.
Al contempo però sembra che lei non capisca che anche io sono una persona ansiosa e con le sue paure e sebbene sappia che le sue siano più profonde delle mie, non voglio che passino del tutto in secondo piano.
Ho provato a farla parlare in un gruppo ascolto, ma sono percorsi non continuativi...