Ciao a tutti, vorrei un parere generale su un patto di non concorrenza in ambito IT (Italia).
Sono un programmatore software dipendente di una piccola software house italiana che lavora su progetti B2B (gestionali e applicazioni web su commessa, niente prodotto unico stabile.
Attualmente gli unici prodotti realmente attivi sono un gestionale fitness e un portale sanitario).
L’attività fa parte di un piccolo gruppo di tre società distinte con P.IVA separate ma stesso management e sede operativa (che hanno altri software bene o male in settori simili).
Nel mio contratto ho un patto di non concorrenza con queste caratteristiche:
durata: 3 anni da fine rapporto
territorio: tutta italia
divieto: scritto come “non lavorare in settori identici a quello dell’azienda” e, secondo quanto riferito informalmente da HR, “non svolgere attività di programmazione per altre aziende”
compenso: circa 50 mensili iniziali (ral 20k), poi 250 (con ral 28k)
Sono partito da apprendista ccnl commercio 4 livello, ora sono indeterminato.
La mia mansione formale è “commerciale/marketing”, ma in realtà svolgo attività da sviluppatore software.
Domande
Un patto così generico (“settori identici” in una software house generalista) è considerato valido o è troppo vago?
il patto vale per tutte le società componenti il gruppo?
Il divieto di “programmare per altre aziende” può essere considerato eccessivo o sproporzionato?
Il compenso indicato è sufficiente per un vincolo di 3 anni su tutto il territorio italiano?
In pratica, un programmatore può cambiare azienda nel settore IT o questo tipo di clausole lo rendono molto limitato?
Ho già intenzione di far vedere il contratto a un avvocato, ma vorrei un orientamento generale prima.
Grazie a chi risponde.