Ma quelli che trasformano qualsiasi cibo in "versione proteica" stanno davvero bene o dobbiamo preoccuparci?
Capisco la palestra, capisco la linea, capisco la voglia di mangiare sano. Ma com'è che siamo passati dal semplice "stasera mi faccio un petto di pollo con la insalata" al concetto perverso per cui ogni singolo alimento sulla Terra deve essere convertito in un impasto a base di albume e disperazione?
L'altro giorno un mio amico mi ha proposto una "pizza" fatta con un impasto di fiocchi di latte frullati, sei albumi, farina d'avena e proteine in polvere. Visivamente sembrava una suola di scarpa ortopedica e al tatto aveva la consistenza della gomma crepla. Quando gli ho chiesto se gli piacesse davvero, mi ha risposto con lo sguardo vitreo di chi sta trattenendo il pianto: "Guarda, se ci metti sopra tanto origano ha quasi lo stesso sapore di quella vera". No, non ha lo stesso sapore. Sa di sofferenza e cartongesso.
Ormai la situazione è sfuggita di mano e ci troviamo davanti a perversioni culinarie senza precedenti:
Il tiramisù fit: Gallette di riso bagnate nel caffè d'orzo, alternate a strati di yogurt greco zero grassi. Praticamente un blocco di cemento armato spolverato di cacao amaro.
I pancakes proteici: Che se sbagli il dosaggio dei liquidi di due millilitri diventano dei frisbee commestibili utili per la difesa personale. E se non sbagli o li mangi subito o li butti dopo5 minuti
La carbonara "light": Fatta con la fesa di tacchino al posto del guanciale e la ricotta magra al posto del tuorlo. Una roba che a Roma comporta la revoca immediata della cittadinanza.
Ma davvero abbiamo deciso di rinunciare al piacere di mangiare pur di far quadrare i macro della giornata? Se la scelta è tra un piatto vero ogni tanto e una vita passata a masticare fiocchi di latte frullati spacciati per mozzarella, io scelgo la felicità.
Qual è la peggiore perversione "fit" che vi è capitato di assaggiare o che vi hanno propinato di recente?