Ciao a tutti,
Scrivo questo post per condividere un capitolo professionale recente, un po’ per sfogo e un po’ perché vorrei sapere cosa ne pensate.
M24, studente di Ingegneria Gestionale. Da un anno lavoro come magazziniere in una nota multinazionale (non è il mio primo lavoro e ho già ottenuto promozioni e riconoscimenti da altre aziende, ma mi dà troppa adrenalina iniziare dal basso e portare un risultato importante che lascia l'impronte... e per questa volta ho deciso di farlo nella logistica). Mi sono trovato da dio con l’ambiente, ma sapendo dove volevo arrivare, non sono stato con le mani in mano. In un anno ho sviluppato competenze richieste dal settore logistico: Excel/VBA, Power BI, Tableau, SAS, conoscenza di 3 sistemi WMS, SAP e attualmente sto sviluppando altri hard skilles.
Purtroppo, nella mia sede sono capitato sotto una Team Leader con 20 anni di esperienza, convinta che la crescita debba essere dopo 1000 anni in azienda. Nonostante le avessi presentato due progetti per ottimizzare i processi logistici e avessi chiarito i miei obiettivi già al terzo mese di lavoro, la risposta è sempre stata: "Devi fare la gavetta come ho fatto io, io ci ho messo 20 anni per arrivare qui".
Risultato? Attività a basso valore aggiunto, stagnazione forzata e, di fatto, un tentativo di "nascondermi" da chi aveva potere decisionale che poteva cambiare la mia situazione. Mi è stato detto chiaramente in faccia: "Hai più competenze di me", eppure i bastoni tra le ruote non sono mai mancati.
Stanco della situazione, mi candido per una posizione come Fulfilment Integration Specialist presso un'altra sede della stessa azienda.
L’iter è lunghissimo: Supero il colloquio con le HR della sede centrale, supero il colloquio tecnico con la manager di funzione e supero pure l'ultimo colloquio con il manager della manager
Test SHL superato con punteggio alto.
Mentre l’iter prosegue, la mia sede attuale mi propone l’indeterminato. Decido di rifiutare. Sapevo che firmando avrei dato potere contrattuale alla mia TL, che avrebbe potuto bloccare il mio trasferimento con mille scuse (l'aveva già fatto 2 volte prima).
Ho preferito rischiare la scadenza del contratto pur di non restare incastrato con il suo modo di gestire.
Il primo giorno dopo la scadenza del contratto, mi chiamano per il feedback finale con i manager con cui ho fatto i colloqui. Mi dicono di persona (apprezzabile, ma amaro) che hanno preferito essere in due e non mandarmi la classica mail (abbiamo deciso di procedere con altri candidati ecc...) per dirmi:
che ho superato i 3 colloqui e sono andato molto bene.
che ho un cv forte e esperienze diverse in diversi settori
che sono idoneo al ruolo.
che sono rimasti impressionati dai miei progetti e dalla proattività.
Mi ritengono quasi pronto per ruoli più complessi rispetto al quale mi sono candidato.
Però hanno scelto un candidato interno già presente in quella sede.
Provo un misto di rabbia e delusione.
Non mi spaventa essere "disoccupato" (ricevo già offerte esterne per ruoli analitici e gestionali da mesi ormai e se fossi rimasto e firmato l'indeterminato con le condizioni attuali, avrei dato le dimissioni prima o poi), ma mi rode aver dovuto abbandonare un'azienda in cui stavo bene a causa di una gestione del personale ferma al 1990 con l'idea della gavetta per 1000 anni per arrivare e l'indeterminato ad un giovane dicendoli direttamente " ti dò la stabilità, ma non ti formo, non ti sposto e non ti dò crescita "
Io da quell'incontro mi sto chiedo:
dove ho sbagliato ?
Potevo gestire meglio il rapporto con la TL o è stato un bene "saltare nel vuoto" piuttosto che restare sotto di lei ?
Cosa ne pensate e, soprattutto, come valorizzereste questo percorso ora che mi affaccio sul mercato esterno?