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Lavorare in Lidl, la mia (pessima) esperienza

Ciao a tutti, vorrei condividere la mia esperienza, purtroppo negativa, dopo 5 mesi di lavoro in Lidl. Non pretendo che sia la realtà di tutti i punti vendita, ma questa è stata la mia esperienza personale.

Il processo di assunzione:
Per essere assunto ho dovuto affrontare tre colloqui, distribuiti nell’arco di diversi mesi. Essendo disoccupato, quell’attesa è stata lunga e frustrante, ma ero convinto che ne sarebbe valsa la pena.

L’evento di benvenuto:
Prima di iniziare, l’azienda organizza un evento dedicato ai nuovi assunti presso la sede regionale. Devo riconoscere che l’azienda si vende bene, l’organizzazione è impeccabile e la presentazione è molto curata.
Lidl si descrive come un’azienda fondata su solidi valori, attenta al benessere dei dipendenti e alla serenità dell’ambiente di lavoro. In quel momento ero davvero felice, pensavo di aver trovato finalmente un’azienda seria, professionale e rispettosa delle persone. Mi hanno fatto sentire parte di una grande famiglia.

Col senno di poi, purtroppo, quella sensazione si è rivelata solo un’immagine costruita.

La prima settimana:
Il primo giorno ero entusiasta. I colleghi si sono mostrati disponibili, sorridenti e apparentemente soddisfatti del loro lavoro. La formazione pero è stata piuttosto superficiale, molte procedure mi sono state spiegate in modo frettoloso, lasciando parecchi dubbi.

Già dal terzo giorno ho iniziato a percepire che qualcosa non tornava. Nello spogliatoio ho sentito due colleghi parlare apertamente di un ambiente tossico e molto stressante.
Il giorno successivo ho parlato con un collega che lavorava lì da cinque anni. Mi disse, senza tanti giri di parole, di prepararmi a “mangiare tanta merda”, che avrei vissuto molta frustrazione e che probabilmente il capo filiale mi avrebbe trattato male perché “lì funziona così”.
In quel momento la bella immagine presentata durante l’evento di benvenuto aveva già iniziato a sgretolarsi.

La seconda settimana:
La conferma definitiva è arrivata il sesto giorno di lavoro.
Il capo filiale mi ha fatto un richiamo durato circa un’ora. Mi ha detto che ero troppo lento, che non ero abbastanza bravo, che avrei dovuto memorizzare immediatamente la posizione di tutti i prodotti e che, se avessi continuato a commettere gli stessi errori, non avrei avuto futuro nell’azienda.
Un richiamo del genere potrebbe essere comprensibile dopo mesi di lavoro, se una persona continuasse a ripetere sempre gli stessi errori.
Ma io ero al mio sesto giorno.
Venivo rimproverato per errori che stavo commettendo per la prima volta e, soprattutto, per cose che nessuno mi aveva mai insegnato. Mi veniva chiesto di sapere informazioni che, semplicemente, non avevo ancora avuto modo di apprendere.
Da quel momento ho capito che l’ambiente sereno presentato durante l’assunzione non corrispondeva alla realtà che stavo vivendo.

I mesi successivi
Dopo cinque mesi posso dire con convinzione che, almeno per quanto ho vissuto io, lavorare in Lidl non è quell’opportunità straordinaria che viene spesso descritta, soprattutto se si tiene alla propria salute mentale.
Col tempo ho capito che molti colleghi, che inizialmente sembravano motivati e sorridenti, in realtà non lavoravano serenamente. Più che entusiasmo, vedevo paura di sbagliare e delle conseguenze che ne sarebbero derivate.
Il capo filiale gestiva il negozio principalmente attraverso la pressione e la paura.

L’ossessione per i tempi
Con il passare dei giorni emerse un elemento dominante: il tempo.
Ogni attività sembrava ruotare esclusivamente attorno ai minuti.
Entravi alle 6:00.
Entro le 8:00 dovevi aver sistemato completamente tutta la merce avanzata dal giorno precedente.
Non importava se quel giorno gli avanzi fossero pochi oppure il doppio rispetto al normale.
Il tempo concesso restava identico.
Finire alle 8:10 o alle 8:15 significava quasi inevitabilmente ricevere un rimprovero.
Alle 8:00 arrivava il camion con la merce fresca.
Anche pochi minuti di ritardo nell’iniziare lo scarico diventavano motivo di tensione.
Il problema è che quei ritmi richiedono esperienza.

Sono automatismi che un lavoratore sviluppa dopo settimane o mesi, non durante i primi giorni.
Eppure le aspettative sembravano essere le stesse sia per chi lavorava lì da anni sia per chi era appena entrato.

La paura come strumento di gestione
La cosa che più mi ha colpito non è stata la fatica fisica, quella fa parte del lavoro.
Mi ha colpito il clima.

All’inizio vedevo colleghi sorridenti e motivati.
Col tempo ho iniziato a interpretarli diversamente.
Molti non sembravano lavorare con serenità, ma con il costante timore di essere richiamati.
Ho avuto la sensazione che la pressione fosse diventata il principale strumento di gestione.
Quando un ambiente viene governato soprattutto attraverso la paura di sbagliare, il risultato può essere una produttività apparente, ma spesso a discapito del benessere delle persone.

Conclusione
Dopo cinque mesi, la distanza tra l’immagine presentata durante l’assunzione e quella che ho vissuto quotidianamente mi è sembrata enorme.
Non metto in dubbio che possano esistere punti vendita gestiti diversamente e che altri dipendenti abbiano avuto esperienze positive.
Racconto semplicemente ciò che ho vissuto.
Se qualcuno sta pensando di candidarsi, credo sia giusto conoscere anche questa prospettiva.
Perché durante i colloqui si parla molto di valori.
La vera domanda è se quei valori vengano percepiti anche quando si entra realmente in negozio.

Dopo 5 mesi ho rifiutato il rinnovo del contratto. Ora lavoro per un’altra azienda, che mi tratta come persona e non come un numero da spremere

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The5ers Daily Drawdown

Hello everyone. I have an account with the prop firm The5ers and I exceeded the daily 5% drawdown by 10 cents during phase 2. I have currently lost exactly 5% + 0,10 cent. I immediately thought my account was already closed, however when I check the account dashboard I discovered that their algorithm shows no violation, since it indicates that I have lost exactly 5% of the account and not more.

Now my question is: am I still in the game? Or will they remove my account when they do a manual review?

Out of curiosity, I asked Claude, and it replied that manual reviews are carried out for those trying to game the system (news trading, arbitrage, hedging, etc.), and that for drawdown they might not even check it, since they already have their own bot that handles it automatically.

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u/Illustrious-Plum-840 — 2 months ago