

Dietro un numero, un Uomo: ho trasformato il diario improvvisato di mio nonno, deportato in un lager durante la Seconda guerra mondiale, in un elaborato sul ricordo degli IMI.
https://youtu.be/QAwo\_qYKZFY?si=Qqmqu63nFYeuSeC1
Esiste una soglia, nella memoria storica di un Paese, in cui la narrazione ufficiale si fa sbiadita. I manuali accademici registrano le grandi strategie, i patti geopolitici e i bilanci numerici dei conflitti, ma spesso faticano a restituire il battito vibrante, e tragico, della singola esistenza.
C’è una vicenda, tra le pieghe del nostro Novecento, che merita di essere sottratta all'oblio: quella degli Internati Militari Italiani (IMI). Uomini che, all’indomani dell’8 settembre, si trovarono dinanzi a un bivio esistenziale. Non scelsero le armi della militanza partigiana, né il compromesso della collaborazione con il nazifascismo. Scelsero un "NO" pronunciato nel silenzio e pagato con il filo spinato, la fame e la deportazione nei campi di lavoro del Terzo Reich.
Per il regime nazista, questi soldati non erano prigionieri tutelati dal diritto internazionale; erano forza lavoro da consumare, corpi privati del nome e ridotti in condizioni pessime.
Mio nonno, Agostino, fu uno di quei destini sospesi. Catturato nei Balcani, fu condotto nello Stalag XVIII-A a Wolfsberg, in Austria. Egli usufruì dell'unica arma di resistenza intellettuale rimastagli: la parola. Tenne un “diario” clandestino, una cronaca intima e rigorosa di un viaggio allucinante, verso il ritorno a casa durato mesi a seguito della fuga dal campo dopo quasi 2 anni di prigionia.
A distanza di oltre ottant'anni, ho raccolto quelle pagine fragili e logore e le ho tradotte in un lavoro di ricerca e in un documentario video.
Mentre il dibattito contemporaneo si consuma nella rapidità di contenuti effimeri, credo vi sia un profondo bisogno di fermarsi a riflettere su chi seppe compiere la scelta più difficile nell'ora più buia.
Se desiderate dedicare un momento del vostro tempo a questa testimonianza e alla riscoperta di una memoria condivisa, vi lascio il collegamento al video. Sarei onorato di ricevere le vostre riflessioni e di sapere se anche nei vostri ricordi familiari custodite la storia di un Uomo, oltre che di un umiliante numero, a cui è tempo di restituire la voce. Dietro un numero, un Uomo.
🔗 Il link al video su Youtube:** ** [https://youtu.be/QAwo_qYKZFY?si=Qqmqu63nFYeuSeC1]