È una mia impressione o una certa divulgazione storica "ipercritica" (non so come definirla) tende a ridurre a macchiette/incompetenti quasi tutti i governanti della storia dell'Italia unita o a evidenziarne solo i lati negativi? C'è una tendenza a vedere solo le ombre e non anche le luci.
Cioé ovviamente non dico che bisogna guardare solo ai lati positivi o non avere un giudizio critico, ma qua mi sembra si esageri nel pesare solo il negativo. Se ci pensate, questo tipo di divulgazione salva (penso) solo Degasperi. Poi parla bene o benino di quelli usciti subito di scena (Cavour, Umberto II), o che non sono riusciti a governare (Mazzini, Berlinguer), o che hanno governato per poco e poi sono stati marginalizzati (Togliatti, Moro; e peraltro non è tanto il loro governo a essere ricordato positivamente, quanto la loro politica fuori dal governo). Cioé, di fatto questi personaggi (eccettuato Degasperi) non hanno governato a lungo l'Italia unita. Se guardo a quelli che l'hanno fatto con luci e ombre, ecco l'immagine che ne viene data da tale divulgazione:
Vittorio Emanuele II : lo riducono a una specie di macchietta. Per non parlare di tutte le robe che gli vengono imputate da neoborbonici, leghisti etc. Eppure ci sarà una via di mezzo tra l'agiografia di una volta e l'attuale dileggiamento.
Depretis: ricordato solo per il trasformismo, eppure fece anche qualche riforma interessante per estendere l'alfabetizzazione e il diritto di voto.
Umberto I: si guarda solo alla "crisi di fine secolo" (gli anni autoritari e della soppressione dei moti per il pane, che portarono al regicidio) mentre è dimenticato il periodo fino al '95 che era stato diverso e aveva conosciuto anche successi in politica interna ed estera.
Crispi: stesso discorso valido per Depretis e Umberto I.
Giolitti: una volta era descritto positivamente perché l'età giolittiana vide il "decollo tecnologico" italiano, ora il 90% del discorso divulgativo su Giolitti non è su cosa ha fatto ma su "cosa NON ha fatto" (specie per il sud). E quindi anche Giolitti considerato una pagina negativa.
Vittorio Emanuele III: il primo ventennio di regno non molto valutato e gli imputano un colpo di stato per l'entrata in guerra del '15 (una tesi quantomeno forzata). Si sorvola sul ruolo che ebbe nel 17-18, credo positivo. Giusto invece criticarlo per non essersi opposto a Mussolini fino al '43 (leggi fascistissime, razziali etc). Però mi stupisce che più per il fascismo al potere sia attaccato soprattutto per il gesto di andarsene da Roma, quando va detto che fu uno dei pochi sovrani europei a restare nel suo paese all'invasione tedesca (voglio dire: il trasferimento lontano capitale per salvare la corona non è stata una cosa anomala; se non erro l'unico a restarvi fu il re di Danimarca).
E non parlo di più recenti, tipo Andreotti e Craxi ebbero aspetti di politica (soprattutto estera) interessante ma il primo viene visto come Belzebù e il secondo ricordato solo per tangentopoli.
Ma veramente a pensarci non salvano praticamente nulla: e i Savoia sono la "peggiore dinastia della storia" (quantomeno dubbio ridurre 1000 di storia in una frase fatta, quando in ogni sovrano io vedo alti e bassi; ma poi è questo paragone con gli altri che veramente boh, dubito abbiano studiato tutte le dinastie della storia) e la destra storica terribile, e la sinistra storica anche, e i "l'Italietta liberale", e il PSI meh, e i democristaini per carità, e il "Risorgimento incompiuto", la "vittoria mutilata" la "Resistenza tradita". Eh madonna mia, ma si può fare divulgazione così, mi sembra troppo troppo a senso unico.