Fornitore gas metano domestico - asserita pretesa creditoria per bolletta addebitante consumi stimati riconosciuti errati dal Fornitore stesso emittente la fattura - conciliazione ARERA
Società Fornitrice di gas metano per uso domestico, all'emissione della prima fattura/bolletta, addebita al cliente un importo che quest'ultimo, reclamando subito per iscritto, dimostra essere totalmente sovrastimato. Il Cliente produce infatti al Fornitore la foto del contatore il giorno dell'avvio della fornitura, e dimostra così che la "lettura di switch" era affetta da una pesante sottostima. Ciò ha comportato che al Cliente venisse addebitato in bolletta un consumo che invece aveva fatto il precedente proprietario dell'appartamento (che aveva un altro Fornitore peraltro). Il Fornitore riconosce l'errore ma pretende comunque il pagamento della bolletta (che addebita circa 8 volte il volume di gas effettivamente consumato), sostenendo che l'importo sarà poi riconosciuto a credito in favore del Cliente. Il Cliente si oppone e interessa per mail anche il Distributore, poiché il Fornitore afferma di essersi passivamente attenuto al dato di switch comunicatogli dal Distributore. Il Distributore conferma per PEC di aver provveduto, una volta valorizzate le prove fotografiche del dato segnato dal contatore al momento dello switch, a rettificare il dato. Il Fornitore insiste per avere tutto l'importo frutto della sovrastima, proponendo al Cliente di concordare una rateizzazione. Il Cliente attiva la conciliazione chiamando il Fornitore davanti all'Autorità di Regolazione. Al primo incontro il Fornitore afferma che le bollette successive a quella contestata conterranno dei "ricalcoli" che riallineeranno la situazione. Arrivano al Cliente due bollette a 0 indicanti però che risulta insoluta la bolletta oggetto di contestazione. Il Cliente, ove il Fornitore non annulli e riemetta la bolletta contestata addebitandogli i consumi effettivi, si trova in una situazione paradossale in cui, secondo il Fornitore, sarebbe al contempo debitore (per l'importo pari alla bolletta contestata) e creditore (tant'è che nelle due bollette successive gli viene riconosciuto quell'importo a credito, "a scalare" dai consumi successivi). Qualcuno si è occupato di simili questioni? Può una società fornitrice di gas (ma anche di luce, acqua) insistere a pretendere il pagamento di una fattura riconoscendo al contempo che colui dal quale vuole i soldi, un attimo dopo averli versati, diventa (anzi è già) suo creditore? Se il Cliente pagasse, per fatti concludenti sarebbe d'accordo nel riconoscere quel debito (che invece non ha, avendo consumato 1/8 di quanto gli è stato addebitato); e se il giorno dopo cambiasse fornitore? Dovrebbe aspettare la bolletta di chiusura (che il Fornitore cessato ha 6 settimane per emettere) da cui decorrono altri 30 gg. per riavere i soldi. Ancor più complicato lo scenario se rateizzasse: se dopo aver pagato, ipotizziamo, 2 rate su 10 cambiasse fornitore cosa accadrebbe? Il Fornitore cessato continuerebbe a pretendere il pagamento per poi ridargli tutto alla fine? A qualcuno è mai capitata una roba del genere? A me pare una follia.