C’È POSTO PER TE
Ieri ero al tabacchino in fila, davanti a me c’era un mezzo tossico che doveva comprare un pacchetto di sigarette e pagare con il bancomat.
Il tabacchino in questione si rifiuta di far pagare i tabacchi con la carta per un importo inferiore a 20€. Tralasciando le questioni etiche e legali, io penso che uno nella propria attività faccia come gli pare, comunque questo mezzo tossico in virtù del fatto che probabilmente non aveva manco 20€ sulla carta ha iniziato a sbraitare e dire le paroline magiche: ‘eh ma in altri posti mi fanno pagare con la carta’ ‘eh ma Peppino il superbo tabacchino mi fa pagare anche le cartine!’ ‘Eh ma mio cognato che abita a Usmate Velate ha detto che lì si pagano anche le goleador con la carta!!’
Intanto io aspettavo.
Il cliente è stato prima gentilmente, poi meno gentilmente invitato ad andare in altri posti a prendere il tabacco con la sua postepay gialla infarinata.
Oggi sono andato in piscina.
Davanti a me c’era una signora con suo figlio autistico che sosteneva che non solo suo figlio dovesse entrare gratuitamente perché è autistico (???) ma pure lei insisteva di poter entrare gratuitamente in qualità di accompagnatrice.
La ragazza alla cassa le ha giustamente fatto notare che in quella piscina non offrono quel tipo di sconto e che il figlio non aveva disabilità fisiche in qualsiasi caso.
È partito di nuovo il cinema ‘eh ma il miglior luminare dello spettro autistico del Molise ha detto che lui può!’ ‘Eh ma il suo autismo è particolare, si riflette anche sul lato fisico (?)’ ‘eh ma guardi che in altri posti ci hanno fatto sempre entrare gratuitamente’ ‘mi recherò al comune a farlo presente perché lui entra dappertutto in altri posti’.
Nel frattempo tirava fuori mille scartoffie dalla borsa da mostrare alla povera cassiera, tanto che l’ ha costretta a chiamare il suo superiore(che ovviamente ha ripetuto le medesime cose) e trascinava il suo figlioletto a sé tirandolo per il braccio sinistro come se volesse proteggerlo dalla incombente furia omicida delle persone in coda che aspettavano.
Ora, visto che lavoro anche io a contatto con il pubblico e queste paroline magiche le sento costantemente e visto e considerato che io conosco un posto dove dovreste proprio andare e vi invito a recarvici quotidianamente ma a quanto pare non riuscite a recepire il messaggio, volevo solo dire che, spocchiosi ed arroganti come siete sicuramente non ve ne rendete conto, ma il giorno in cui finalmente andrete in altri posti a scassare la minchia e non vedrò più la vostra faccia sarà il giorno in cui la mia vita sarà un po’ più a posto