
Stanotte che notte! Prime visioni e film rari in TV- Jeanne Dielman
Hitchcock diceva che “il cinema è la vita senza le parti noiose”. Per Chantal Akerman sono proprio le parti noiose della vita a rivelare il potere evocativo del cinema.
Il film, coproduzione belga-francese, consiste nel racconto estremamente dettagliato di tre giorni nella vita di una vedova di Bruxelles, con un figlio adolescente a carico, molto sola anche perché non parla fiammingo - e questo è un inconveniente non da poco per amicizie o relazioni di qualsiasi tipo. Fa la babysitter al bimbo di una vicina, che poi è la stessa regista, e per arrotondare, e garantire tranquillità economica al figlio e a sé stessa, ha fatto la 'scelta' di prostituirsi nei pomeriggi in cui il ragazzo è a scuola. Jeanne conduce la sua esistenza in modo molto abitudinario. E ordinato, preciso. Un monumento di fredda perfezione per chi la guarda dall'esterno.
Ma davvero tutto troppo abitudinario. Il che è alienante...tanto che nella perfezione può farsi spazio qualche crepa.
Alla sua prima proiezione, il film divise profondamente il pubblico europeo. Alcuni spettatori non ressero la radicalità della messa in scena giudicata troppo minimalista, e l'eccessiva lunghezza, abbandonando la sala. Celebre fu il commento di Marguerite Duras, che definì la protagonista una 'donna pazza'. La critica cinematografica francese, tuttavia, ne riconobbe subito il coraggio, elogiando la prospettiva politica e l'uso innovativo del linguaggio cinematografico, le inquadrature geometriche, a livello dell'altezza dell'autrice, il fatto che fosse stato girato interamente da una troupe di sole donne. Nelle recensioni specializzate francesi e belghe, il film viene descritto come un'opera che ha dato dignità estetica e culturale alle faccende domestiche, al ruolo 'sommerso' della donna di casa. La regista ha voluto elevare i gesti quotidiani femminili (come rifare il letto o cucinare) sullo stesso piano di eventi tradizionalmente più cinematografici (come un incidente stradale o un bacio), ribaltando le gerarchie maschili delle immagini.
La recitazione di Delphine Seyrig è stata definita ipnotica, capace di esprimere tormento interiore e alienazione attraverso i silenzi e l'ossessiva ripetitività della routine.
Nel 2022, la consacrazione definitiva per 'Jeanne Dielman' è arrivata dal celebre sondaggio della rivista britannica Sight and Sound, uno dei pochi presi davvero sul serio dagli operatori del settore, che ha eletto il film di Chantal Akerman il migliore di tutti i tempi, scavalcando 'La donna che visse due volte'; terzo è 'Quarto potere'.
Per curiosità, ricordiamo che il film premiato nella prima edizione del sondaggio era italiano: 'Ladri di biciclette' di Vittorio De Sica.
viene aggiornata ogni 10 anni. A votare sono esclusivamente autori, registi, attori, insomma gente di cinema di tutto il mondo. Nel 2022 il sondaggio ha coinvolto 1.639 persone.
Fra le ragioni che motivano la testa della classifica ci sono diverse caratteristiche che sono state apprezzate: le inquadrature fisse che fanno tanto avanguardia, e che oggi sono, per molti film, la norma; le 3 ore e 20 minuti di durata in cui apparentemente non accade nulla, come negli episodi di certe lunghissime serie, e che invece irradiano una gran tensione; il rigore, la cinefilia ovvero il riferimento ad altri autori sperimentali; i dialoghi, che poi sono monologhi seguiti da silenzio, avvitati su sé stessi. E soprattutto il punto di vista. Che per una volta è quello femminile, e femminista, post '68. Questo senza lanciare proclami o fare sensazione. Premiare la Akerman vuol dire cambiare criteri e categorie, proponendo un nuovo canone realizzativo ed estetico. Chiaramente, è un parere che può essere condivisibile, o meno.
In Francia e Belgio questa notizia ha generato un'ulteriore ondata di retrospettive e analisi dedicate a questo film.
Per la Akerman, morta suicida a seguito di una lunga depressione, la sua opera era soprattutto un film d'amore dedicato alla madre, la cui scomparsa la lasciò devastata.
Per qualche critico, paradossalmente si tratta di un falso action movie, in cui si susseguono centinaia di movimenti ripetuti, ma tutto rimane fermo, immutabile, inesorabile. Come l'ombra della morte che si avvicina, e che accompagna tutte queste azioni. E gli nega un senso. Come il destino di una madre sola in una società patriarcale. Finché arriva il colpo di scena...
Il colpevole ha un nome, un cognome, un indirizzo. Ma adesso, è davvero libero???
Nicole Brenez, giornalista e amica della Akerman, scrisse il giorno della sua morte, su 'il Manifesto', le seguenti parole:«...viveva e applicava nel quotidiano l’insegnamento di Emmanuel Lévinas: pensare a partire dall’altro." Il che è davvero significativo.
Ricordiamo che in Italia il film non ha mai ottenuto una vera distribuzione in sala, perché gli imprenditori erano convinti che non avrebbe mai incontrato il gusto del pubblico. Oltre alle sporadiche trasmissioni di 'Fuori orario' come oggi alle 2 circa Rai Tre, come alle 2 circa di questa notte, l' unica risorsa per vederlo gratis è YouTube. Poi sarà disponibile su RaiPlay.