


After Love
Mary è una donna inglese, convertita all'Islam per amore del marito, il pakistano Ahmed che ha affari tra Inghilterra e Francia.
Abitano a Dover, e sarebbe una esistenza tranquilla e felice se non fosse per la mancanza di figli. Ne hanno avuto uno, morto ancora piccolissimo.
Un pomeriggio tornano da una festa familiare, e all' improvviso, mentre guarda uno show alla TV in attesa di prendere il tè, l'uomo muore.
Infarto fulminante.
E così Mary è costretta a vestirsi di bianco e a partecipare ai rituali funebri.
Ma la vita va avanti.
Mary si ritrova a mettere ordine tra le cose del marito, e ritrova il suo telefonino, il suo portafoglio e qualcos'altro.
La vita continua, le onde del tratto di mare che bagna Dover sono o sembrano sempre le stesse, ma perfino le scogliere si sgretolano, figuriamoci se non può tutto d'un tratto sgretolarsi la vita di una donna.
La protagonista ( la bravissima Joanna Scanlan, con più d'un filo di residua bellezza che si rivela nonostante il corpo massiccio ) compie un doloroso viaggio di ricerca fino a Calais, che le fornirà più domande che risposte...
Curioso caso il suo, di una laureata a Cambridge in Storia che decide di mollare l' insegnamento dopo 8 anni, e di mettersi a scrivere sceneggiature e a recitare.
Secondo alcuni critici il suo personaggio non risulta del tutto convincente: Mary ha sacrificato tutto sull'altare del matrimonio, fede religiosa e modo di vestire compreso, fino ad accettare una cultura, più che un credo, che la relega ad un ruolo sottomesso; e quindi non è possibile né realistico che alla sua volontà di comprendere non si mescolino sentimenti di rabbia e risentimento.
Può essere, come anche no, perché Mary è profondamente buona.
E l'essere buona la aiuta a superare la disperazione, i momenti in cui vorrebbe lasciarsi andare in mare, lì a casa sua , e a trasformare la sofferenza dopo un amore finito in un altro tipo di amore.
Storia intimista pregevole che si dipana con molti silenzi e riflessioni, su tanti argomenti delicati, e che merita un plauso per la mancanza di pregiudizi di ogni sorta. Lasciando da parte qualche lungaggine, qualche incertezza.
Sequenze da ricordare: la veglia funebre, lo schiaffo di Mary a Solomon per difendere sua madre, la tomba del piccolino al cimitero, affiancata a quella ancora fresca di Ahmed.
Doppiaggio mediocre, ahi noi.
Premiato ai Bafta. Oltre che ai BIF, ovvero i premi destinati ai film indipendenti.a prima di un regista anglo pakistano, Aleem Khan.Coproduzione UK e Francia.
Su Amazon Prime.