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La nuova Eva ci ha lasciati

Ci ha lasciati una leggenda.

Una delle bionde più gelide di Hitchcock.

La vincitrice più anziana dell'Oscar ancora in vita .

Bellissima, ma anche di grande carattere.

Si e ' perso lo stampo, di quelle come lei.

Giusto qualche dato per ricordare l'onda bionda, il vulcano di ghiaccio, che fu Eve Marie Saint 💖😘🙏

• Nome completo: Eva Marie Saint • Data di nascita: 4 luglio 1924 • Luogo di nascita: Newark, New Jersey, Stati Uniti • Data di morte: 6 ottobre 2026 (a Los Angeles)

• Stile e cifra distintiva: Un volto d'angelo capace di esprimere una determinazione ferrea; lontana dai clamori dei rotocalchi, ha unito la recitazione teatrale e televisiva degli esordi a una carriera hollywoodiana d'élite. • Riconoscimenti principali: Premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel 1955 per Fronte del porto e una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Profilo Cinematografico e Tappe Chiave

• L'esordio folgorante (1954): Debutta sul grande schermo nel capolavoro di Elia Kazan Fronte del porto (On the Waterfront), accanto a Marlon Brando. La sua interpretazione di Edie Doyle le valse subito l'Oscar, consacrandola all'improvviso tra le grandi dive del cinema mondiale. • Il bacio con Hitchcock (1959): Nel thriller capolavoro di Alfred Hitchcock Intrigo internazionale (North by Northwest), interpreta la sofisticata e ambigua Eve Kendall al fianco di Cary Grant. La sua prova bilancia perfettamente il glamour e la tensione pura della spy-story. • I grandi kolossal degli anni Sessanta: • L'albero della vita (1957) di Edward Dmytryk. • Exodus (1960) di Otto Preminger, kolossal epico sulla nascita dello Stato d'Israele. • Arrivano i Russi, arrivano i Russi (1966) di Norman Jewison. • Grand Prix (1966) di John Frankenheimer. • La maturità artistica e il ritorno al carattere: Negli anni successivi lavora molto in televisione e sceglie i ruoli con grande cura. Tra le sue interpretazioni della maturità si ricordano Niente in comune (1986) con Tom Hanks, Sognando l'Africa (2000), un'intensa apparizione in Superman Returns (2006) nel ruolo di Marta Kent e la sua ultima prova cinematografica in Storia d'inverno (2014).

u/Lopsided_Nothing6943 — 9 days ago

Improvvisamente l'estate scorsa

Questa è una dedica

Dedicata a Emilio Vladimir, nato con le stesse coordinate astrologiche e personologiche dello Zar del Cremli⁸8no ma così diverso, che se vuole potrà scoprire un classico del cinema che tanto ama per il suo compleanno.

E ci dedichiamo a un classico una volta tanto, perché... ci sono diversi perché.

Oltre che in tutta la giornata di oggi di uno rari curioso passa poco.

Come psichiatra specialista in lobotomizzazioni, Montgomery Clift - che la produzione non voleva, fu costretta dalla sua cara collega e amica nonché profondamente innamorata Elizabeth ad assumerlo, oltre al fatto che venne sostenuto a spada tratta dalla collega Katherine - viene invitato dalla ricca vedova Katherine Hepburn appunto - pronta ad elargire 'generosamente' un milione di dollari al suo ospedale - a casa sua, per convincerlo ad effettuare l'operazione sulla povera nipote Liz Taylor, la quale secondo la adorabile zia è diventata pazza in seguito alla morte dell'adorato cugino Sebastian. Tanto rimpianto dalla mammina, come figlio, uomo di stile, poeta; e strenuamente da lei difeso, post mortem, nella delicatezza della sua immagine, nel suo essere un'anima bella.

Il medico però tentenna. Siamo sicuri sia davvero così?

Ambizioso dramma psicologico, sull'onda dell'Hitchcock di 'Io ti salvero'.

Il film vive soprattutto in funzione del finale, dove riaffiorerà l'incubo all'origine del trauma di Lizzie.

Per il resto, si tratta di un film d’attrici, con Montgomery Clift costretto a far da tappezzeria rispetto ai monologhi della Hepburn prima e della Taylor poi.

L'origine teatrale del testo ( scritto da Tennessee Williams, rielaborato e allungato da Gore Vidal e dal regista stesso, il cui lavoro però non è piaciuto all'autore ) è evidente nella semplicità degli ambienti, tra i quali spicca solo il giardino di casa Venable, una giungla dove piante dalle foglie lunghe e insinuanti avvolgono coloro che vi entrano. Fra queste c'è ne sono alcune addirittura carnivore.E poi c'è la enorme poltrona preferita dalla signora, un trono, quasi una sedia gestatoria del Papa.

Oltre al giardino, solo interni o quasi: l'ospedale psichiatrico, la villa con il suo mitologico ascensore interno dal quale si accede da giardino ad appartamento, e cala la Hepburn come una apparizione, regina pronta a ricevere gli ospiti e a rigirarseli a suo piacimento...che poi è il suo ascensore per l'inferno.

La pellicola appare oggi un po' datata finale escluso; per il resto è verbosa e troppo legata alle performance di due attrici sicuramente brave ( entrambe candidate all'Oscar, poi battute da Simone Signoret ) , ma che da sole non possono dare consistenza a una sceneggiatura allungata a partire da un unico atto teatrale, incompleta.

Piccola nota: per il ruolo della madre-zia inizialmente era stata scelta Vivien Leigh, che dovette rinunciare a causa di un tour teatrale.

La figura enigmatica del figlio/cugino Sebastian aleggia come un fantasma sulla storia e ne costituisce, pur nella sua persistente assenza, il vero punto di forza, catalizzatore d'interesse e di emozioni.

Questo, è il colpo di genio del film.

Epperò, per colpa essenzialmente sua la vicenda rimane ancor oggi un pugno nello stomaco, perché rimane intatta l'atmosfera morbosa e decadente, e ancor oggi viene considerata non a caso tra i piu' funerei capolavori del cinema americano stile horror, adorato alla follia da Stephen King.

Omosessualità a parte,

è il primo film hollywoodiano a trattare del tabu' delcannibalismo, dove sua maestà Mankiewicz anticipa la furia e la fame assassina dei morti viventi di George Romero, e che regala al cinema uno dei prefinali più potenti, visionari allucinati mai portati sullo schermo.

Non solo Romero, il re degli zombie, ma in tanti saccheggeranno scene e atmosfere di questi film, da Serrador, a Barilli, a Fulci, a Huyck... a Tykwer che ne riprenderà pari pari il finale per il suo 'Profumo'.

E poi ci sono gli 'effetti speciali': i deliri, i vaneggiamenti della Hepburn; il San Sebastiano sullo sfondo; l' altro tema pauroso che fa capolino e che è l' incesto - Sebastian usa la cugina come esca per le sue prede - i ragazzini di strada spagnoli, lui è in vacanza in Spagna con lei, portata lì apposta. Ancora i vestiti e i costumi bianchi della Taylor simbolo di innocenza e candore, che esaltano il suo fascino e le sue forme, contrapposti allo squallore del posto, e delle anime nere delle presunte prede di Sebastian, non tacitate neanche dalle offerte plateali di denaro, pronte a fare di lui il loro 'simbolico' pasto..

Se questo thriller psicologico non è un capolavoro come molti pensano sia invece 'Eva contro Eva', dello stesso autore, ritenuto dai critici superiore a ' Suddenly, Last summer', pochissimo ci manca...

LA7 cinema, dopo le 10 di mattina.

Auguri di 💓 Emilio

u/Lopsided_Nothing6943 — 9 days ago

La Warner alla frutta

Brutta fine per la gloriosa Warner Bros, l' ultimo film che ha prodotto è un flop epocale nonostante la presenza di Tom Cruise.

La casa di produzione è finita nelle mani di un tycoon trumpiano.David Ellison.

La società si fonde con Paramount e prende un nuovo nome, Skydance.

Dentro al pacchetto anche CNN, CBS e HBO Max.

Ricordiamo che CBS e CNN erano tra le TV cacciate dalla sala ovale,dalle conferenze stampa di Trump, e poi riammesse dalla magistratura.

L'operazione ha scatenato dubbi e polemiche anche sul conflitto di interessi, con l' apertura di cause in diversi stati degli Stati Uniti.

Ma è bastato pagare per trovare un punto d'accordo.

Mi ricorda un altro paese...

L' informazione sarà meno libera da oggi, negli States.

I am afraid of Americans...

u/Lopsided_Nothing6943 — 10 days ago

Due cose

Come prevedibile, 'Naza' da oggi primo al botteghino.

Motivi possibili: dovere morale, mobilitazione ideologica,bel film realizzato con buon metodo, credibilità, impegno, fattore moda polemiche ecc...

A noi va bene così.

Purtroppo duole ricordare che in patria, Israele, si è rivelato un formidabile collante contro le opposizioni a Netanyahu e supporto ai suoi sostenitori.Paradossalmente potrebbe aiutarlo a vincere le elezioni di nuovo e ciò è tristissimo.

Han fatto il loro dovere, registi e produttori, per essere compensati così.

mondo è ingiusto e terribile.

Seconda cosa, ieri è morto un grandissimo.Aveva iniziato come reporter di guerra, poi era stato testimone della dolce vita e di tante epoche del cinema.

Umberto Pizzi.

Ha anche scritto libri e collaborato con diversi quotidiani.

Con i suoi scatti ha cercato di tirar fuori l' anima di un Paese, e di tante persone, soprattutto artisti.

u/Lopsided_Nothing6943 — 16 days ago

Stanotte che notte! Prime visioni e film rari in TV-The Village

Un villaggio d'altri tempi stile quasi Amish e un bosco abitato da mostri per questo film, 'The Village', che unisce il fascino del mistero con l'ingenuità di alcuni dettagli. Un'allegoria politica e morale: l'ambigua ricerca di un rifugio, uno spazio lontano dal dolore e dal male del mondo, che però della paura si nutre per poter sopravvivere.

Vi ricordate, forse, che avevamo già accennato a Shyamalan? Partito con ben altre ambizioni e due film importanti, come 'Il sesto senso' e 'Unbrekable', si è come perso, avvitato su sé stesso e sulle proprie domande.

Giusto una spruzzata di horror, per non perdere l' appeal sui fan della prima ora, meno ripiegamento sul fantastico, meno illusioni, più vicinanza al mistery. Un cast prestigioso anche se non si capisce il senso di Sigourney Weaver per una particina.

Bryce Dallas Howard ama davvero il suo personaggio e lo si percepisce in ogni fotogramma. Memorabile il folle Brody, forse il migliore, ma anche il tormentato Phoenix. Non male Hurt.

Qualche soluzione registica interessante, come l'uso dei colori, un po' di stiracchiata pesantezza compensata da una fotografia suggestiva.

Ottimale la musica di Newton Howard per la creazione dell'atmosfera.

Molti i rimandi a favole come Biancaneve e Cappuccetto rosso, e citazioni cinematografiche o televisive, vedi 'Witness', ' La casa nella prateria'.

Un finale molto contestato.

E alla fine...Questo microcosmo chiuso in sé stesso, basato sulla paura, è rappresentato come una opzione deprecabile oppure come una vera via di salvezza?

L'esclusività, la chiusura verso l' esterno, e' questa la via?

Libera nos a malo...ma dov'è il male, da chi è rappresentato, è davvero possibile fermarlo?

Incensato da buona parte della critica internazionale o meglio, americana, che ci ha visto una allegoria post 11 settembre; abbastanza disprezzato in Italia.

Il regista indiano ha indubbiamente talento, gli manca soprattutto solidità nelle sceneggiature.

Nel principio della notte di La 7 Cinema.Lo segnalo perché non passa spesso e ha comunque diversi motivi di interesse.

u/Lopsided_Nothing6943 — 22 days ago

Venezia 83v- una piccola considerazione

"Woman Unknown non è un gran film, anzi è cinema piuttosto medio e mediocre [...] cinema nella sua essenza inerte e poco personale, senza uno sguardo originale, che non si assume mai rischi e non va oltre il compito diligentemente eseguito". Luigi Locatelli, nella sua recensione di Woman Unknown.

Resterà qualcosa di questo film, come dell 'innocuo Jarmusch dello scorso anno?

Per 'Woman Uknown' hanno addirittura chiesto, e ottenuto, una deroga al regolamento (Leone d'oro + Attrice, ovvero due dei premi principali allo stesso film ) .

Questo è il cinema che viene selezionato e poi pure premiato a Venezia. Chapeau.

Non che vada meglio in altri siti.

In questi giorni l'ultimo vincitore a Cannes - autore il romeno Mungiu - è stato letteralmente massacrato a Toronto.

Del resto considerando chi era presidente di giuria, la presenza di due sole donne registe - una in realtà affiancata ad un uomo - in concorso, e argomenti-trame degli altri concorrenti, alcuni anche veramente buoni sembrerebbe, non poteva finire che così...

Ringraziamo Barbera, direttore delle Mostra, che aveva già previsto tutto questo.

reddit.com
u/Lopsided_Nothing6943 — 1 month ago

Stasera che sera!Prime visioni o film rari in tv-Io sono ancora qui

Costretto ad abbandonare la politica attiva dopo il golpe militare, l'ex deputato laburista brasiliano Rubens Paiva vive con la famiglia a Rio de Janeiro fino a quando viene prelevato da agenti in borghese, diventando così uno dei tanti desaparecidos del regime... Tratto dal libro di memorie di uno dei suoi 5 figli e diretto da chi in quegli anni lo conobbe personalmente, un film partecipe incentrato più che sulla sua, sulla figura della moglie, una donna forte che fa di tutto per proteggere i figli ma senza rinunciare alla ricerca della verità, anche se questo la espone a continui rischi. E infatti il film è riuscito, grazie alla grande prova di Fernanda Torres in particolare.

Nel finale compare anche il mito Fernanda Montenegro.

Giusto 2 o tre siparietti buttati sul finale, strappalacrime, rischiano di rinforzare l'idea che la sceneggiatura, come a volte accade in storie di questo tipo, scivoli via senza alcuna cura e magari con una pioggia di retorica. E una certa tendenza al didascalico -didattico, ridotta, anch'essa tipica di certi generi di pellicole. Per il resto, la scrittura è tirata al millimetro spargendo altro sale su una ferita terribile, che il popolo brasiliano non ha ancora superato, e chissà se mai riuscirà, basta vedere l'Argentina, il Cile e l' Europa stessa per certi versi. Con grande scioltezza usa quelli che per noi sono luoghi comuni sul suo Paese - musica, allegria, casa, senso di comunità e di famiglia, solidarietà - per farci sentire quanto il colpo di Stato abbia sgretolato con tutto ciò che c' era di buono con il suo peso, segnando il tempo con il suo Terrore. Gran merito quello di rendere appieno l' atmosfera senza scene di tortura, di violenza pesante. Ottimo film di denuncia. Toccante. La Torres avrebbe potuto vincere l'Oscar come migliore attrice. Quantomeno, Oscar per il miglio film.

Coproduzione Brasile Francia.

Prima visione Rai Tre. Assolutamente da vedere questa pellicola di Walter Salles.

u/Lopsided_Nothing6943 — 1 month ago

L'uomo d'argilla

Maledetta insonnia, soprattutto quando è in versione estremamente stravagante.

Pazienza, il film che tenevo a vedere in diretta l'ho recuperato su RaiPlay.

Viene dalla Francia, le atmosfere sono quelle verdeggianti e dolci della Borgogna.

Un castello domina una vasta proprietà, ma è completamente disabitato se non fosse per la coppia dei custodi: una anziana donna un po' acciaccata e suo figlio Raphael. Che ha circa 60 anni, un vero tuttofare , gran lavoratore, una vita tranquilla che si divide tra il lavoro appunto, l'accudimento alla mamma, la passione per la musica e per la cornamusa in particolare.

Ah certo, c'è una storiellina non troppo seria con la postina locale...

Una notte fa irruzione, senza preavviso, nel parcheggio una signora che è l'ultima erede rimasta dei primi proprietari.

Aiutata da Raphael, si sistema in una camera del maniero.

La mattina dopo, il servitore va a portarle la colazione, ma rimane sorpreso e turbato da ciò che vede. La signora in blu ha tentato il sucidio. E non vuole assistenza medica, non vuol vedere nessuno, si fa persino restituire le chiavi che aveva Raphael, benché di ca all'uomo che di lui si fidi.

Nonostante l'aspetto da orco - è senza un occhio, con un fisico davvero prorompente, forte, primitivo, un viso accidentato da percorsi di rughe, naso imponente, pochi capelli, un mento importante all'insu' - l'uomo ha un cuore sensibile, gentile, forse senza saperlo è stata fulminato attratto dalla sua ospite, che è un'artista famosa, una specie di Marina Abramovic francese, e comincia a farsi tante domande...

Non è una favola moderna, niente la Bella e la Bestia.

Non è la storia di un miracolo, vissero tutti felici e contenti.

È la storia di una consapevolezza: che persino 'cosi'', si possa in un certo modo compreso, desiderato perfino sì, amato in un certo qual modo.

Come se l'amore e il desiderio non fossero più esclusiva degli altri, quelli che rientrano perfettamente negli stigmi.

È la storia anche di come può nascere un'opera d'arte e di come si realizza, di quanto oltre al talento conti, se in qualche modo si lavora in gruppo, la fiducia che supera tutti i tabù.

E non dimentichiamo l' accettazione di sé, oltre ciò che vedono gli altri e che vediamo noi stessi.

La nostra natura di sognatori. 'L'uomo d'argilla è il sognatore di Garance.' Lo dice la guida ai visitatori in mostra.

C'è chi ci ha già visto il capolavoro ; chi un ottimo film che ha bisogno di una conferma successiva.

Il film è stato diretto da Anaïs Tellenne, esordiente, e interpretato da Raphaël Thiéry - immenso, già visto in 'Heavenly creatures' e 'Le vele scarlatte', che aveva già collaborato con la regista in occasione dei suoi primi cortometraggi - ed Emmanuelle Devo.

Commovente.

u/Lopsided_Nothing6943 — 1 month ago

Stasera che sera-Prime visioni e film rari in TV-No Others Land

Ci sarebbero anche altri film degni di una menzione oggi.

Ma questo li batte tutti, per importanza dell' argomento e per realizzazione.

Basti dire che si tratta di un documento prodotto da un collettivo di artisti israeliani e palestinesi, che hanno un progetto: quello di osservare e registrare gli attacchi dei militari israeliani al villaggio di Masafer Yatta.

Dieci anni di distruzioni, di sopraffazioni.

L’agonia del paesino è raccontata attraverso la testimonianza del doppio sguardo di un palestinese e di un giornalista israeliano, fra i quali si instaurerà una bella amicizia, replicando il sodalizio di '5 broken cameras', per denunciare la politica di pulizia etnica in Cisgiordania.

Gli israeliani vorrebbero tacere al suolo le case per costruirci un campo di addestramento; con quali permessi, non si sa.

documentario non pone questioni teorie, scende sul campo per testimoniare l'impatto delle forze armate sui civili, un passo oltre 'la banalità del male' incarnata dal mero esecutore: qui la consapevolezza dell’agito produce solo tracotanza. Ma lo stoicismo dei residenti impressiona più della violenza dei coloni.

Da un punto di vista strettamente cinematografico, l'opera evidenzia grossi limiti (inevitabili, viste le condizioni realizzative). Ma in questo caso non è la perfezione formale che conta.E' l'impatto sulle coscienze di chi fino ad ora ha tenuto gli occhi chiusi - che importa, stanno lontani, si scannino fra loro tanto sono in guerra da millanta anni...

Tono in parte intimista, nel senso che dentro c'è parte soprattutto della vita di Basel, il co autore palestinese, che da qualcuno è stato interpretato come un segno per capitare la benevolenza degli spettatori e addolcire i giurati dei festival.

Mi pare francamente una idea miserabile.

I poveri contadini di Palestina qui assurgono alla grandezza di Penelope sia pur al contrario, loro rimettono in piedi di notte ciò che coloni e soldati di Israele distruggono di giorno.

Documentario coraggioso, girato senza fronzoli metaforici, senza innesti poetici, senza imbellettamento avanguardista, senza stolida ricerca dell'originalità.La verità, nuda e cruda, e basta.

Film che ha conquistato una marea di premi, per vedersi etichettato come antisemita in Germania!!! Detto in faccia al regista israeliano figlio di sopravvissuti all'Olocausto.

In Italia è stato censurato, con la messa in onda rimandata per ben 2 volte.

Rai 5, prima serata.

Passa su RaiPlay e anche subito in replica.

reddit.com
u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago

Stanotte che notte! Prime visioni e film rari in TV-Il gusto del sake '

Intanto notiamo che il maestro Ozu viene sempre confinato a orari tardissimi.

Visibile per fortuna anche in una splendida versione Blue Ray.

La trama riprende quella di 'Tarda Primavera', ma il tema centrale è l'abdicazione della tradizione e della cultura originale giapponese in favore della modernita' imposta dai vincitori della guerra.

Ozu appare qui anche più pessimista del solito.

Nonostante tutti i labirinti familiari distesi, c'è un bel dispiegarsi di malinconia e ironia.

L’approccio è morbido, anche se la vecchiaia incombe. Inquadrature fisse di precisione millimetrica a farne dei quadretti esistenziali.

Chishû Ryû è fantastico nel rappresentare un uomo che è un buon padre di famiglia, ma che fa fatica ad accettare l'allontanamento dei figli dovuto alla loro crescita, detto sindrome del nido vuoto, e che si affida per sopravvivere al sakè del titolo bevuto ripetutamente sia in solitudine che in compagnia degli amici. Cinema volutamente essenziale.

Il Maestro qui è al suo ultimo lungometraggio.

In realtà, la tematica è solo apparentemente quella di un matrimonio. Il vero motore di questo film ‘autunnale’ - tardivo - risiede nel ricchissimo sottotesto di allusioni, immagini e dettagli che rimandano allo scontro o alla possibile difficile convivenza della modernità che ha spazzato via la tradizione, con la tradizione stessa. E dei giovani con gli anziani.Tutta la dinamica di sviluppa in questo senso: le nuove case, i bar, whisky contro sakè, il golf, il matrimonio tra il vecchio e la giovane e le istanze di un matrimonio liberale se non alla pari.

La tecnica inalterata con riprese a macchina fissa e scene spesso lunghe, semplici ed efficaci.

Un paio di curiosità: era in vigore una legge che in Giappone impediva i prestiti di attori fra le case di produzione.Cosi' Ozu dovette un po' adattarsi per la scelta della protagonista femminile.

In Australia e Gran Bretagna è vietato ai minori senza la presenza di un adulto.

Per una volta, la traduzione italiana del titolo è davvero chic

Perché se fosse stata letterale, avrebbe dovuto esse Il sapore della cotardilla del Pacifico...

Ovviamente su Fuori Orario Rai Tre

u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago

Stasera che sera! Prime visioni e film rari in tv-Still Life

Questo è un film profondamente inglese, a parte il cognome del regista, tipicamente italiano ,

Pasolini. Già. Ed è nipote del grande Luchino Visconti, e dell'altro regista Eriprando.

E ha studiato perfettamente l'opera di Ozu e 'Umberto D' di De Sica prima di girare.

Ha uno stile minimalista, ma non freddo, pacato, equilibrato.

Alle musiche lo ha assistito la moglie. Si respira grande aria di famiglia in questo film.

Ricordiamo che è anche il produttore di quel gioiello che rispondeva al titolo di 'Full Monty'.

Aggiungiamo un interprete straordinario, Eddie Marsan, che impersona un uomo mite e ricco di umanità e di dignità.

E mescolati assieme, questi ingredienti danno origine a un film decisamente di grande livello, godibile, che fa sorridere riflettere e commuovere.

Soprattutto commuovere.

Figura apparentemente minore, il protagonista di 'Still Life' giganteggia per la sua statura morale e il senso civico, diventando quasi un entomologo dell’umanità più emarginata, alla quale si sforza di dare almeno un finale di vita decoroso. In questo senso il titolo è un’importante dichiarazione di intenti.

E pur licenziato come 'ramo secco' , come esubero dall'amministrazione pubblica, il nostro eroe affronta con particolare scrupolo l'ultimo caso che gli è stato affidato: ritrovare eventuali congiunti di un suo quasi vicino di casa per dare la notizia del suo decesso e organizzarne il funerale.

C’è dentro il film non solo la descrizione dell’alienazione contemporanea che ci porta a rimanere soli, ma anche una riflessione a spettro ampio, sulla morte e l’eredità umana, sulla sepoltura come atto d’amore e di memoria.

Il culto dei defunti del resto è forse ciò che distingue una civiltà avanzata da una che non lo è, e non sono io a dirlo.

Già in Italia abbiamo un esempio illustre, il poeta Ugo Foscolo, per cui nel carme ' I Sepolcri ', la tomba non è solo un luogo di tristezza, ma il custode degli affetti e dei valori di un popolo.

Per il poeta, la cura dei defunti tiene unite le generazioni passate con quelle presenti e future. Una società che dimentica i suoi morti perde la propria identità civile.

A proposito, qualche critico ci ha visto una somiglianza spirituale con Eleanor Rigby dei Beatles.Siamo in Inghilterra, d'altronde.

Apprezzabile la scelta di non affidarsi a una rappresentazione 'enfatica' delle emozioni, e il gioco di parole incluso nel titolo.

Still può tradursi con fermo, immobile'. E quindi se vogliamo, morto.

Ma anche con 'ancora'.

Ancora vita.

Per John May.

Bellissima la fotografia e immensa, non mi stanco di ripeterlo, la prova di Eddie Marsan. Finale memorabile, da groppo in gola.

Tv2000 in prima serata.

u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago

Gigolo'

Ogni tanto sorge la curiosità riguardo a un film di cui hai sentito parlare come una schifezza, ovvero verificare che sia proprio così.

Soprattutto quando a dirlo è lo stesso, adorabile e stimato protagonista maschile, che aveva accettato la scrittura con ben altre aspettative.

Reduce dal successo del suo primo film da primattore, quando si era palesato cadendo sulla Terra, David Bowie vide forse una occasione per cambiare personaggio, approfondire l' interesse verso la cultura tedesca, e soprattutto realizzare il suo sogno da ragazzino.

Che era incontrare Marlene Dietrich.Non si sarebbe mai immaginato in questo modo però, sul set.

Insomma accetta il ruolo, dopo forti pressioni della produzione, gratuitamente, pur di girare con lei.

Purtroppo invece questo non succederà. Per contenere le polemiche - Marlene viveva in esilio a Parigi, sembra incredibile, ma molti tedeschi invece di esserne orgogliosi rifiutavano che tornasse a casa - il produttore decise di non fare viaggiare la divina e di girare con lei a Parigi.

In questo modo avrebbe risparmiato alla Dietrich qualche fatica, e a sé stesso un po' di spese.

I colloqui con David sarebbero risultati solo in fase di montaggio.

Deluso, Bowie cerco' di concentrarsi sul suo personaggio. Un giovane ufficiale prussiano, che si risveglia tre anni dopo la fine della prima guerra mondiale in Francia, in un piccolo ospedale dove lo avevano preso per uno di loro. Un eroe di guerra. Ferito nell'ultimo assalto o durante i primi festeggiamenti.

L'eroe a capo chino torna a Berlino, unico trofeo di guerra un maialino rubato, e scopre che è tutto cambiato con la fine del conflitto.

La mamma tira avanti gestendo prima un bagno turco poi una pensione; il padre è completamente fuori di testa; la sua amica di infanzia Cilly si è unita ai socialisti come attivista anche organizzando e tenendo spettacoli.

In generale, la vita costa più cara, e i valori, la famiglia, la Patria, la religione e così via sembrano non esistere più.

Paul alias David, pur stravolto, tenta di dare il suo contributo alla gestione familiare, ma non riesce proprio ad adattarsi al nuovo mondo.

Tramite un ex commilitone fa conoscenza con le nascenti camicie brune, e sempre per caso ritrova un collega ufficiale che lo introduce all' Hotel Eden - dove fra l'altro si esibisce Cilly.

Sta per essere reclutato in un un reggimento molto particolare, agli ordini della vera regina della vita notturna di Berlino...che canta anche il famoso pezzo 'Just a Gigolo' '. In quella che sarà la sua ultima apparizione sullo schermo.

Dicevamo dell'uomo che cadde sulla Terra, e in realtà anche qui Bowie è un alieno, diverso dagli altri, non integrato e perfettamente inutile. Se non da cadavere, con uno spregevole trucco nazista, che non è opera sua e non era nelle sue intenzioni.

David diceva che questo film era il compendio dei 37 orribili film girati da Elvis Presley nei suoi anni d'oro.

E che addirittura, se per caso due attori di quel set si incrociavano in un evento, si giravano facendo finta di non conoscersi.

La produzione tedesca aveva grande ambizioni: una storia sulla carta interessante, bel cast, l'attore del momento, la divina Marlene, un buon regista qui anche interprete, la base per soggetto e sceneggiatura tratta da un romanzo, 'Fabian, storia di un moralista'. Dal quale per altro sono derivati altri due film, meno famosi, più aderenti al testo e allo spirito berlinese dei tempi.

Ma non seppe costruire un approfondimento della transizione tedesca dall'Impero alla Repubblica di Weimar e poi alle avvisaglie del Nazismo - Hitler è menzionato ma non compare.

Critiche negative assolutamente dappertutto.

Quanto alla recitazione di Bowie, c'è chi dice che non è credibile come tedesco, chi lo loda invece per il distacco, lo snobismo da nobile che riesce a infondere in Paul - che pure verso Cilly qualche sentimento deve aver nutrito.

Per altri critici, Bowie appare troppo freddo, poco coinvolto, rigido.

Ma li hanno presenti i sottotenenti che uscivano da certe accademie militari, una volta? Fonte diretta...

Comunque sì, David aveva ragione.Non per colpa sua, ma l'occasione è stata sprecata.

Per chi volesse farsi del male, o comunque ammira Bowie e gli interessano anche opere sue minori, si può vedere su Amazon Prime.

u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago

Sex-recupero del 23-24 agosto

Oggi, nella nostra modernità, nella nostra civiltà aperta e tollerante figuriamoci se ci scandalizziamo per un film che va avanti per 120 minuti a parlare e straparlare di avventure sessuali di e tra uomini, per quanto si tenga in equilibrio cercando di non essere pesante nella sua seconda parte, ovvero quando di mezzo c'è la moglie di uno dei due amici in vena di confidenze...ma è troppo, e il troppo stroppia. Cast rigido. Niente di particolarmente originale. Parentesi narrative non indispensabili. Ambientazione plumbea in una Oslo poco riconoscibile, e colonna sonora pure.

Film della 'mitologica' trilogia del regista norvegese Dag Johan Haugerud, ci avrà qualcosa da salvare, dato che le aspettative erano parecchie? Così su due piedi sparo: David Bowie, David Bowie, David Bowie. Il cantante in realtà viene evocato esclusivamente a livello verbale e concettuale attraverso i racconti di uno dei protagonisti. Che si sente lusingato dallo sguardo magnetico di Bowie, carico di desiderio verso di lui...nei suoi sogni.

La colonna sonora del film è interamente strumentale, curata dal compositore norvegese Peder Capjon Kjellsby, ed è caratterizzata da atmosfere minimaliste tra il trip-hop e il jazz, con l'uso di sintetizzatori, percussioni e ottoni. Quindi niente David neanche nella OST.

La figura di Bowie serve come icona della fluidità e della libertà espressiva per eccellenza, scardinando le certezze del protagonista, senza il bisogno di inserire fisicamente i suoi brani nella pellicola.

Un po' godibile, un po' tanto snervante, in capo ad un regista razionale e profondamente analitico, che pare voglia candidarsi sempre più a diventare una sorta di moderno Rohmer scandinavo, per la capacità di analizzare col ragionamento e la razionalità ogni sfaccettatura intima che spinge l'individuo a provare determinate scelte od esperienze.

Ma quanto manca il French touch...

Dopo Rai Tre, in terza serata, dal giorno 24 agosto passerà su RaiPlay.

Il peggiore del terzetto dei film dedicati alla esplorazione delle relazioni. Forse più che dalle parti di Rohmer siamo su un Woody Allen minore...o su un Bergman minore...

u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago

Stanotte che notte!Prime visioni o film rari in tv-Can che abbaia non morde

Un grande condominio, un professore universitario disoccupato scontento comunque di fare l'insegnante, alla ricerca di un nuovo lavoro, e che deve accudire la moglie incinta - apatica, scontrosa, un tormento - e detesta i cani e i loro latrati fino al punto di progettare di sopprimerli.

O quantomeno di tentarci.

Il custode del palazzo invece ama cucinarli in umido.

Tutto cambia quando una ragazza intraprendente, che è impiegata in un ufficio e ha una sorella che commercia in giocattoli, si mette alla caccia del serial killer dei cani, con esiti davvero maldestri.

Del resto, siamo sicuri che da parte sua sia solo per altruismo?

Da qui, possiamo già entrare nel mondo di Bong che incontreremo nei suoi lungometraggi successi più brillanti. Si può già intuire una parte della sua verve narrativa e creativa, nonché qualcuno dei fondamenti su cui poggia il suo cinema: c’è l’indagine su una società deviata e le conseguenze sui rapporti interpersonali, l’amicizia; ci sono pregevoli parentesi comiche al limite del demenziale e la violenza verso gli indifesi, specchio di un profondo degrado sociale.

C'è anche qualche parte tirata per i capelli, un po' lunga almeno per me.

Si evidenziano pure le migliori qualità del regista coreano: la maestria delle riprese, l'uso sapiente del piano sequenza, la capacità di articolare per immagini trame complesse, anche partendo da una idea abbastanza semplice e ripetitiva come questa.

L'esordio di uno dei migliori registi sudcoreani è all'insegna di una visione tragicomica della vita, una commedia horror in cui sussistono assurdità e malinconia, grottesco e umana pietà.

Ne deriva una pellicola curiosa, originale, buon biglietto di presentazione per le opere successive.

Ben sostenuta dal cast e da una ottima colonna sonora jazz.A mio avviso la musica è la parte migliore del film, davvero azzeccata.

Per il resto ecco, per quanto appunto ne apprezzi determinati aspetti, non mi ha completamente preso...

Prodotto in Corea del Sud, il film fu un mezzo flop in patria e nessun distributore decise di prendersi questa notevole commedia nera per diffonderla all'estero. Rispolverata anni dopo, grazie al successo di un ormai 'inflazionato' 'Parasite'.

Il titolo originale si riferisce, anche ironicamente, a un romanzo-anime dedicato al cane delle Fiandre quale esempio di assoluta fedeltà, molto conosciuto in Oriente.

Curiosità:l'attrice protagonista ha definito la scena dell'inseguimento fra i corridoi/terrazze nei confronti del senza tetto, come la più bella di tutta la sua carriera.

Bae doo na ha lavorato ancora con Bong in 'The Host'.

Prima visione, Rai4 dalle 23.30 nell'ambito di una mini maratona Bong, e poi RaiPlay.

u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago

Stasera che sera-Film rari e prime visioni in TV-In ordine di sparizione

In mezzo a tante repliche , alcune assolutamente meritevoli di una ulteriore visione, come il film secondo classificato per l'AFI American Film Institute con giurati internazionali - quella donna che visse due volte...

Noi andiamo a cercare qualcosa di dignitoso e di meno visto.

E questo film norvegese mi incuriosiva.

Anche per la presenza di quell' immenso attore che è stato Bruno Ganz.

La vicenda: Nils, interpretato dall'ottimo Stellan Skarsgard, vive una esistenza serena, e lavora come spazzaneve oltre che come controllore dei confini nel senso che li mantiene lìberi per il passaggio. Addirittura per la sua coscienziosità viene premiato come uomo dell'anno, in un paesino della Norvegia profonda. E attenzione, per quanto nordico, è un immigrato...

Ma nella sua vita tranquilla piomba l'oscura morte del figlio, innocente coinvolto in una guerra fra la mafia locale e quella serba per il controllo dello spaccio di droga.

Dato che per i poliziotti è solo l'ennesima vittima di overdose, e non di un caso di omicidio, al povero padre resta una sola possibilità.

Nils decide di farsi giustizia da solo, non è abile con le armi, ma è forte di suo e ha la classica fortuna dei principianti.

Il film è il classico revenge thriller, dove l'eroe cerca da solov- financo la moglie lo abbandona - la sua vendetta, la sua sia giustizia.

La prima parte in verità è un po' lenta e un po' poco interessante, ma da quando compare in scena lo schizzato boss norvegese, vegano, istrionico, e convinto che a fare fuori i suoi uomini siano gli sgherri serbi di Ganz, il film sale di livello.

Situazioni, battute anche oltre il limite del politicamente corretto, colpi di scena, che portano alla fine alla classica resa dei conti.

Si dirà: e la polizia norvegese? Incapace, lassista, non pervenuta.

Colpisce la capacità di voltare con naturalezza il registro dal genere noir al film più concretamente d'azione.

Qualche riferimento stilistico a 'Fargo'. Sarà anche l'ambientazione.

Ma ci sono altri link cinematografici - Tarantino, Kitano, Raimi, Leone, Kurosawa...chi più ne ha più ne metta.

Humor nero, scorrettissimo, grottesco, e attori tutti decisamente in parte. Menzione particolare per Ganz, perfino commovente a tratti, nonostante le poche battute. A sorprendere è il dandy vegano e crudele di Pal Sverre.

Acute le osservazioni sui rapporti fra norvegesi e immigrati, per noi che pensiamo che nel loro Paese portato spesso ad esempio di tolleranza ospitalità empatia, ci sia integrazione piena e tutte le questioni siano state magicamente risolte. Come no. Ci avete presente l'isola di Utoya? Certo quello è un caso estremo..ma il regista non vuole costruirci su una morale.

Frasi notevoli:

"Scegli: o il sole o il welfare!"

"Tagliagli la testa, mettila in una scatola e aggiungi le condoglianze."

Una ragazza raccoglie le deiezioni canine in strada; i malavitosi slavi la osservano in macchina: "Colleziona la merda del cane?" "Qui in Norvegia lo fanno tutti, è una loro mania".

Memorabili: i cartelli mortuari, dopo ogni uccisione.

Sicuramente, nonostante parta da un plot già visto, originale e divertente.

Niente quote rosa, ma glielo perdoniamo volentieri.

Coproduzione con la Danimarca.

Gli ammeregani hanno provato a rifarlo con Liam Neeson e lo stesso regista.Aiuto!

Su Cielo, prima serata.

u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago

Stasera che sera!Prime visioni e film rari in TV-In ordine di sparizione

In mezzo a tante repliche , alcune assolutamente meritevoli di una ulteriore visione, come il film secondo classificato per l'AFI American Film Institute con giurati internazionali - quella donna che visse due volte...

Noi andiamo a cercare qualcosa di dignitoso e di meno visto.

E questo film norvegese mi incuriosiva.

Anche per la presenza di quell' immenso attore che è stato Bruno Ganz.

La vicenda: Nils, interpretato dall'ottimo Stella Sksrgard, vive una esistenza serena, e lavora come spazzaneve oltre che come controllore dei confini nel senso che li mantiene lìberi per il passaggio. Addirittura per la sua coscienziosità viene premiato come uomo dell'anno, in un paesino della Norvegia profonda. E attenzione, per quanto nordico, è un immigrato...

Ma nella sua vita tranquilla piomba l'oscura morte del figlio, innocente coinvolto in una guerra fra la mafia locale e quella serba per il controllo dello spaccio di droga.

Dato che per i poliziotti è solo l'ennesima vittima di overdose, e non di un caso di omicidio, al povero padre resta una sola possibilità.

Nils decide di farsi giustizia da solo, non è abile con le armi, ma è forte di suo e ha la classica fortuna dei principianti.

Il film è il classico revenge thriller, dove l'eroe cerca da solov- financo la moglie lo abbandona - la sua vendetta, la sua sia giustizia.

La prima parte in verità è un po' lenta e un po' poco interessante, ma da quando compare in scena lo schizzato boss norvegese, vegano, istrionico, e convinto che a fare fuori i suoi uomini siano gli sgherri serbi di Ganz, il film sale di livello.

Situazioni, battute anche oltre il limite del politicamente corretto, colpi di scena, che portano alla fine alla classica resa dei conti.

Si dirà: e la polizia norvegese? Incapace, lassista, non pervenuta.

Colpisce la capacità di voltare con naturalezza il registro dal genere noir al film più concretamente d'azione.

Qualche riferimento stilistico a 'Fargo'. Sarà anche l'ambientazione.

Ma ci sono altri link cinematografici - Tarantino, Kitano, Raimi, Leone, Kurosawa...chi più ne ha più ne metta.

Humor nero, scorrettissimo, grottesco, e attori tutti decisamente in parte. Menzione particolare per Ganz, perfino commovente a tratti, nonostante le poche battute. A sorprendere è il dandy vegano e crudele di Pal Sverre.

Acute le osservazioni sui rapporti fra norvegesi e immigrati, per noi che pensiamo che nel loro Paese portato spesso ad esempio di tolleranza ospitalità empatia, ci sia integrazione piena e tutte le questioni siano state magicamente risolte. Come no. Ci avete presente l'isola di Utoya? Certo quello è un caso estremo..ma il regista non vuole costruirci su una morale.

Frasi notevoli:

"Scegli: o il sole o il welfare!"

"Tagliagli la testa, mettila in una scatola e aggiungi le condoglianze."

Una ragazza raccoglie le deiezioni canine in strada; i malavitosi slavi la osservano in macchina: "Colleziona la merda del cane?" "Qui in Norvegia lo fanno tutti, è una loro mania".

Memorabili: i cartelli mortuari, dopo ogni uccisione.

Sicuramente, nonostante parta da un plot già visto, originale e divertente.

Niente quote rosa, ma glielo perdoniamo volentieri.

Coproduzione con la Danimarca.

Gli ammeregani hanno provato a rifarlo con Liam Neeson e lo stesso regista.Aiuto!

Su Cielo, prima serata.

u/Lopsided_Nothing6943 — 2 months ago