Irrilevante...
M37
Faccio questo post senza uno scopo preciso.
Faccio questo post per il semplice desiderio di tirare fuori quello che sento.
Se vuoi puoi solo leggerlo senza commentare o come spesso accade (ahimè!) commentarlo senza leggerlo.
Faccio una vita normale, lavoro da 20 anni nel settore della ristorazione. Ho raggiunto un certo grado di consapevolezza delle mie capacità e delle mie possibilità. So affrontare molte sfide e nel mio lavoro so anticipare, problemi e possibili criticità. Ho una visione d'insieme delle cose, sono curioso estroverso, so ordinare i pensieri, mi piace ridere, scherzare, fare battute e posso affrontare discorsi seri, profondi oltre che di ragionamento complesso.
Fatte queste premesse, (lo so un po' lunghe) arrivo finalmente al punto:
Se 20 anni di esperienza nel settore lavorativo mi hanno reso una persona migliore, sotto il profilo umano ed intellettuale, 37 anni di vita non mi hanno reso una persona "adeguata" dal punto di vista sociale.
Avete letto bene, ho usato l'aggettivo "adeguata"..e non sto esagerando.
Durante quello che dovrebbe essere la mia serata libera, in cui dovrei poter dedicare del tempo per me, alle mie passioni, alla mia voglia di poter interagire con gli altri e alla leggerezza, sento di essere assolutamente ed inesorabilmente "Irrilevante" per gli altri.
Organizzare appuntamenti, con conoscenti e amici è diventata una questione di marketing non di piacere: sapere a chi dirlo, come dirlo, quanto tempo in anticipo e cosa proporre, sono robe che alla fine si traducono in sparuti appuntamenti senza significato, facendo le stesse cose con le stesse persone in momenti e occasioni sempre più rare e poco appaganti.
Sento che conoscere persone nuove è diventato sempre più difficile e assurdamente sofisticato. Ho frequentato corsi di fotografia, recitazione, informatica assecondando prima di tutto la mia curiosità e la mia passione e nella maggior parte dei casi riscontro un certo atteggiamento di chiusura, di poca apertura e di molta forse troppa diffidenza. Non voglio fare un discorso sessista, ma sento e percepisco che per un uomo conoscere nuove persone, avere una vita sessuale e farsi nuove amicizie è diventato un problema sempre più difficile da risolvere e spesso si è visti più come un potenziale problema da accollarsi che come un opportunità di scambiare delle chiacchiere senza che ci sia per forza un secondo fine.
Dico queste parole davvero senza la benché minima aspettativa a riguardo. Mi rendo conto che il lavoro non aiuta, che la mia vita sociale è sicuramente condizionata dai miei ritmi lavorativi ed anche pesantemente condizionata dal fatto che vivo in un paese di provincia e non in una grande città.
Scrivo queste parole perché sono l'unico modo di razionalizzare tutto quello che sento. Sono il mio personale modo di portare all'esterno una profonda frustrazione che provo dentro e sono anche il sentito desiderio di esprimere come una persona possa essere totalmente diversa a seconda del contesto in cui la metti.
Nel lavoro mi sento importante, un punto di riferimento, in grado di fare bene e di ispirare a fare bene anche gli altri.
Nella mia vita privata invece sento una solitudine fredda ed inconcepibilmente rigida come quella sensazione che senti quando scorri la mano su un corrimano di metallo bagnato in pieno inverno. Questa desolante sensazione di essere irrilevante e ciò che rende ancora più pesante questa solitudine oltre che più rigida e disturbante.
Non mi restano quindi che 2 alternative: o trovare un mio equilibrio in un contesto fatto di conoscenza effimere e di rapporti consumati da monotonie ed interrotti prima del tempo o semplicemente accettare la questa strana fase della mia vita, fatta di pochi momenti veri e di troppo vuoto.
Grazie se hai letto fino a qui, lo apprezzo nonostante tu decida di non commentare. Spero tu possa avere una storia che racconti di una vittoria dopo un periodo così buio.😊
A presto.