Ho superato il NO CONTACT. Adesso però non so cosa aspettarmi
Per giorni ho pensato di non farcela.
Ogni giorno mi dicevo “oggi mi scriverà”, ogni sera invece mi ritrovavo a letto a piangere. Avevo una voglia assurda di cercarlo, chiamarlo, avere una risposta qualsiasi, anche solo per uscire da quella sospensione.
Alla fine però il no contact l’ho rispettato davvero.
Non l’ho inseguito, non ho continuato a scrivergli, non ho forzato il confronto. Ed è una cosa di cui, nel mio piccolo, sono estremamente orgogliosa, perché per me è stato difficilissimo. Ho avuto la sensazione di stare combattendo continuamente contro l’impulso di fare qualcosa pur di interrompere quel silenzio.
Poi finalmente mi ha scritto lui.
Mi ha detto che aveva bisogno di spazio, mi ha ringraziata per averlo rispettato e mi ha detto che secondo lui dobbiamo parlare entrambi.
E adesso mi sento stranissima.
Da una parte sono felice. Felice perché è tornato a cercarmi lui, perché non ho dovuto rincorrerlo, perché dopo tutti quei giorni di silenzio finalmente so che un confronto ci sarà.
Dall’altra però non so assolutamente cosa aspettarmi.
Non so se questo incontro sarà per provare a sistemare le cose, per capire come andare avanti, oppure per chiudere. Non so se lui abbia passato questi giorni pensando a come ricostruire qualcosa oppure arrivando alla conclusione opposta.
E credo che sia proprio questa la parte più difficile adesso.
Per giorni il mio unico pensiero era: “vorrei solo che mi scrivesse”. Ora che l’ha fatto, mi rendo conto che il vero desiderio era ricevere la certezza che tra noi fosse tutto recuperabile.
Ma quella certezza non ce l’ho ancora.
Sono contenta di aver rispettato il suo spazio e, soprattutto, sono contenta di aver dimostrato a me stessa di riuscire a non rincorrere più qualcuno anche quando dentro stavo malissimo.
Adesso però ho paura del passo successivo.
Qualcuno che ha vissuto una situazione simile sa dirmi cosa aspettarmi da un confronto dopo giorni di no contact? E soprattutto come si fa ad arrivarci senza passare continuamente dall’illusione che andrà tutto bene alla paura che sia la fine?