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Fuori dal paesino è tutto merda

Throwaway perché abito in un paesino dell’Alto Vicentino da circa 20.000 abitanti e non go proprio voja che qualche parente mi riconosca.

Pranzo di Ferragosto coi parenti. Pensavo: dai, si parlerà delle vacanze appena fatte, di dove sono stati, del lavoro, di qualche monada successa in giro, di qualsiasi cosa.
E invece niente.

Ore a dire quanto bene si sta qua e quanto invece fuori sia tutto uno schifo.
Roma? Sporca e pericolosa.
Milano? Invivibile.
Immigrati ovunque, degrado, non si può più girare tranquilli, “mi no ghe andaria gnanca morto”, eccetera eccetera.

La new entry di quest’anno però è stata Vicenza.

Vicenza, fioi.

A sentirli parlare pareva Caracas. Uno raccontava di Vicenza come se ormai per andare dal parcheggio a Piazza dei Signori dovessi fare testamento prima di partire. E tutti dietro: “Eh no, mi in città no ghe viveria mai”, “qua semo ancora fortunati”, “qua almeno se conosse tutti”.

E sia chiaro: pure a me piace vivere in un posto tranquillo. Non sto dicendo che bisogna per forza amare Milano o voler vivere in centro a Roma. Quello che mi manda ai matti è questa necessità continua di ripetersi che qua è il paradiso e appena esci dal paese comincia praticamente il Bronx.

E tutto il pranzo così.

Non una parola sulle vacanze che avevano appena fatto. Non un racconto divertente. Non un “ho visto questo posto, era bello”. Niente. Solo lamentele, immigrati, città pericolose, “una volta non era così”, “qua se sta ben”.
A un certo punto uno, neanche tanto vecchio, ha detto serissimo che lui non va praticamente mai in vacanza perché “cossa vuto che vaga in giro, sto ben qua”.

E lì veramente no savevo se ridere o piangere. Cioè, contentissimo per te se stai bene qua, davvero. Ma possibile che non ti venga mai voglia di vedere qualcosa? Anche solo per curiosità? Un’altra città, un altro Paese, una montagna diversa dalle solite, un museo, il mare da un’altra parte, qualsiasi roba. Pare che per certa gente il mondo finisca alla rotonda dopo il supermercato.

E la cosa che mi deprime di più è che non sono solo i vecchi. Anche giovani fanno gli stessi identici discorsi. Gente della mia età che parla come mio nonno: fuori è pericoloso, fuori c’è brutta gente, fuori “no se sa mai”, mentre qua invece tutto perfetto perché conoscono le quattro strade dove sono cresciuti.

Boh, sarò strano io. Al mio paese voglio bene, ci sono cresciuto e capisco benissimo perché uno possa voler restare qui. Ma una cosa è stare bene dove vivi, un’altra è aver bisogno di convincerti che tutto il resto faccia schifo per sentirti fortunato.

E soprattutto con un pensiero: mi no vojo diventar cussì.
Non voglio arrivare a cinquant’anni e pensare che il massimo della vita sia stare sempre nello stesso posto, vedere sempre la stessa gente e parlare del mondo esterno solo per dire quanto è brutto e pericoloso.
Se mai comincerò anch’io con “eh ma qua se sta ben” ogni tre frasi, vi prego, portatemi via.

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u/No-Kitchen6262 — 3 days ago