u/Past_Position7803

▲ 50 r/sfoghi

Mi devono dei soldi da 11 anni

Premessa: all’epoca ero una studentessa universitaria che si manteneva facendo ripetizioni.

Dieci anni fa ricevo una telefonata da questa famiglia che aveva bisogno di aiuto per lo studio del figlio, avevano sentito buone cose su di me e chiedono di vederci. Ci vediamo e mi spiegano che il figlio(un imbecille) si trovava male in classe e non parlava con nessuno (era un bullo di merda che avevano, grazie al cielo, isolato) e che quindi doveva fare l’esame di terza media da privatista

Mi dicono che in pratica avrebbero avuto bisogno di me almeno 6/7 ore a settimana per tenerlo al passo con tutte le materie. Dico ok, mi chiedono quanto chiedessi e all’epoca erano due spicci, mi cominciano il pianto greco: io non lavoro (madre) mio marito fa lavori saltuari, la situazione non è facile, ti prego vienici incontro.

Dico guarda posso scendere di due euro- “Non riesci ancora un po’?”.

Mi dico che meno e un impegno fisso settimanale è comunque meglio di niente, quindi scendo ancora di due euro.

Mi fa “Tanto alla fine, una volta fatti i conti sicuramente ti daremo anche qualcosa di più.”

Io contesto che non sono d’accordo che oltre a scendere devo pure esser pagata alla fine, dico quantomeno ogni mese.

“Eh ma è un momento difficile facceli accumulare”

Come sopra -brava imbecille- mi dico meglio di niente e da lì comincia questa avventura con questo ragazzo talmente scemo che non sapeva trovarsi il cazzo per pisciare.

Finisce tutto per il meglio, addirittura esce con distinto.

Arriva il momento di essere pagata e il padre si presenta con 100€.

Io lo guardo e dico “in che senso?”.

“Eh al momento mi devi perdonare ma ho solo questo. Ma il mese prossimo mettiamo a pari eh!”.

Va bene.

Aspetto il mese dopo, niente.

Faccio passare anche agosto, mi guardo tutte le loro foto che fanno vacanze al mare, ristoranti, aperitivi, tutta la famiglia in Calabria e io quell’anno a casa a fare la cameriera.

Ovviamente mi incazzo e comincio a chiamarlo: non mi risponde. Blocca il numero.

Al che chiamo la moglie e mi aveva bloccato anche lì.

Al che comincio ad aspettarlo al bar: siamo 8000 abitanti qui, per forza di cose a una certa ti becco.

E infatti, vado a confrontarlo.

Mi dice “Guarda io mi sono vergognato così tanto che non riuscivo a risponderti, ti ho dovuto bloccare sul telefono di mia moglie, perché ti ricordi questa storia non la sa. Loro (moglie e figli) sanno che è tutto a posto. Per favore mantieni questo segreto con loro, io ti pago, te lo giuro. Anche un po’ al mese.”.

Ovviamente sparisce di nuovo.

Passano gli anni, lavoro, affronto un tumore, vado a convivere: mi era passato per la testa.

Poi un giorno di maggio 25, mentre mi facevo i conti per le vacanze, ripenso a questo tesoretto e decido di scrivergli.

Mando questo messaggio educato in cui gli dico che se mi avesse dato qualche decina di euro l’anno, avrebbe finito già di pagarmi dopo tutto questo tempo e che io sto ancora aspettando.

Lui mi chiama immediatamente e mi chiede di cancellare il messaggio perché la moglie non sa niente, anzi è convinta che noi siamo a posto e lei gli guarda sempre il telefono, rischia di sospettare qualcosa.

Dico perdonami ma a questo punto perché dovrei venirti incontro?

Mi supplica, mi implora di cancellare il messaggio perché la moglie se lo scopre divorzia da lui.

Mi dice giuro che ti porto qualcosa un po’ alla volta a patto che cancello il messaggio.

Cancello il messaggio e sorprendentemente dopo un paio di mesi mi porta altri 100€.

Mi dice di avere pazienza perché a settembre comincerà un nuovo lavoro. Fra due mesi sarà passato un anno da quel settembre.

Continua a incontrarmi o chiamarmi con il telefono dei colleghi per dirmi “Non mi sono dimenticato eh!”, ma intanto sono passati 11 anni.

Che devo fare? Lo sputtano con la moglie? Gli riscrivo? Sono un po’ stanca e vorrei mollare il colpo, ma sono anche in un periodo in cui i soldi (che mi devono) mi farebbero tanto comodo.

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u/Past_Position7803 — 8 hours ago
▲ 0 r/dogs

Cane che non ci fa dormire da mesi

Ciao a tutti, avrei bisogno di qualche consiglio.

Abbiamo un labrador maschio di 4 anni che dorme in camera con me e la mia ragazza e, fino a qualche mese fa, non aveva mai dato problemi: si svegliava sempre insieme a noi, senza disturbare, che fossero le 6 o le 11.

Da qualche mese, però, ha iniziato a svegliarci sempre intorno le 6 del mattino (a volte anche prima), almeno mezz’ora prima della sveglia, e lo fa anche nel weekend.

All’inizio abbiamo cercato di capire quale fosse il motivo, visto che non lo aveva mai fatto prima. Per qualche mattina lo abbiamo seguito, pensando che magari avesse bisogno di uscire per fare i bisogni. Invece abbiamo scoperto che scendeva al piano di sotto perché sentiva mio padre aprire le finestre. Mio padre, che vive sotto di noi, aveva preso l’abitudine di dargli sempre qualcosa da mangiare appena lo vedeva.

Insomma, abbiamo capito che non era un’urgenza fisiologica, ma una missione colazione.

Da circa un mese mio padre ha smesso di dargli da mangiare quando scende, proprio per aiutarci a togliergli questa associazione. Noi, nel frattempo, la mattina stiamo lavorando con il rinforzo positivo per farlo tornare al suo posto.

La cosa positiva è che ora resta effettivamente al suo posto e non va più a piangere davanti alla porta. Il problema è che fa comunque qualunque cosa in suo potere per svegliarci: si sgrulla, sbadiglia rumorosamente, si stiracchia, batte la coda sui mobili, insomma trova sempre un modo per farci capire che è sveglio.

Vorrei davvero evitare di farlo dormire fuori dalla camera, perché mi piace averlo con noi e non vorrei cambiare questa abitudine. Però la mia compagna è molto stanca e devo ammettere che lo sono anch’io: sono mesi che dormiamo al massimo 5/6 ore per notte.

Avete consigli pratici per aiutarlo a tornare a svegliarsi con noi, senza doverlo spostare in un’altra stanza?

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u/Past_Position7803 — 2 months ago
▲ 10 r/sfoghi

Questo è uno sfogo, non mi aspetto che mi diate ragione, nemmeno che veniate a compatirmi.

Ho solo bisogno di sfogarmi perché oggi credo di aver raggiunto un nuovo livello di demoralizzazione e non ce la faccio più a tenermi tutto dentro.

Ho 36 anni e sono disoccupata.

Ho fatto mille esperienze, mille lavori, tutti tempi determinati, in cui finivo per diventare quella che si faceva sempre più il culo di tutti, tra i complimenti e le lodi per poi essere lasciata a piedi perché non ho alcun calcio in culo a differenza di altri.

Dopo due anni passati a lavorare come supplente, a 33 anni, decido di finire quegli 8 esami che mi mancavano per la magistrale in lettere (che avevo abbandonato perché caduta in depressione per non aver affrontato decentemente il lutto di mia madre) e andare a fare il TFA per l’insegnamento.

Tutto bellissimo, mi iscrivo, pago un fottio di tasse comincio a studiare e do pure un paio di esami, poi scopro di avere il cancro. C’è voluto un anno e mezzo per rimettermi in piedi e tornare alla “normalità”, se non contiamo tutti gli effetti collaterali delle cure che ancora continuo (e continuerò per altri 8 anni) e il fatto che non potrò mai più avere figli, ma fa niente la vita continua! La vita è bella!

Mi rimetto a studiare durante le cure e finisco anche gli esami, meraviglioso! Comincio a dedicarmi alla tesi, ma il mio relatore si rivela un pezzo di merda seriale che ha rovinato, oltre me, almeno altri 30 laureandi con accuse fantomatiche di fonti non esistenti (eppure nella mia libreria) o l’uso profuso di IA. Dopo sei mesi di tentativi e insulti ricevuti, cambio relatore. Comincio una tesi totalmente nuova, su un argomento mai sentito prima e siccome qui il traguardo dell’insegnamento è sempre più lontano comincio a studiare per i concorsi pubblici, mando sessantacinquemila curricula su LinkedIn (sono anche nelle categorie protette, penso, aiuterà! E invece col cazzo) faccio decine di colloqui, ricevo mail di complimenti per il mio curriculum e per il colloquio ma il background di studi umanistici non interessa a nessuno (lo so che è stata una scelta di merda, tornassi indietro mi dedicherei a tutt’altro, vaffanculo lo studio).

Oggi, dopo aver fatto settimana scorsa l’ennesimo colloquio in cui ho ricevuto duemila complimenti, in cui mi si dice che sono anche “troppo competente per il posto”, ricevo la classica mail per cui hanno preferito qualcuno con più attinenza al ruolo e va bene, va bene! È solo l’ennesimo rifiuto. Però oggi no. Oggi non riesco a prenderla come al solito con una alzata di spalle.

Oggi penso al fatto che sono 18 anni che lavoro e non ho ottenuto niente.

E ho iniziato subito per non pesare su mio papà, fresco vedovo, che aveva già troppi problemi . E pensare che potevo fare come mio fratello e starmene a palle all’aria a giocare al computer per anni, tanto poi nostro padre gli ha comunque trovato ben tre lavori diversi (tre perché i primi due non gli piacevano) sprecando quei favori che il capo di mia madre gli aveva promesso per rispetto.

Tanto io sono sempre stata quella brava, sveglia, indipendente! Non avevo mica bisogno di un calcio in culo!

Poi mi guardo attorno e mi viene da vomitare. Guardo i miei cugini: uno che lavora in nero da una vita, ci si è comprato due appartamenti e fa una vita più che dignitosa. Un’altra che non ha fatto MAI nulla nella vita e che fino a 32 anni si è girata i pollici fingendo di andare in università e tramite conoscenze ora ha ottenuto un lavoro da casa comodo comodo. Un’altra ancora che ha preso il posto di mia mamma nel suo ufficio pur non sapendo distinguere la merda dalla cioccolata ma nessuno la caccerà mai per il troppo rispetto nei confronti di mia madre.

Uno che è entrato nei carabinieri e sta prendendo la laurea in giurisprudenza a suon di clic davanti a un computer.

Vedo ragazzi che ho preparato nello studio che si sono laureati nonostante non sapessero coniugare verbi basilari che ora addirittura INSEGNANO e io sono ancora qui a combattere con questo maledetto pezzo di carta che non è comunque il traguardo ultimo.

Sono stanca

Mi sono sempre fatta un gran culo, in tutti gli ambiti.

Ho fatto da madre e da moglie quando volevo essere solo una figlia, ho tenuto in piedi una famiglia intera, mi sono sempre data da fare e veramente continuo a dirmi che prima o poi la ruota deve girare e vado avanti nonostante TUTTI gli schiaffi in faccia del destino, ma la realtà è che non ce la faccio più.

La mia sopportazione è arrivata al limite ultimo.

Non ce la faccio più.

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u/Past_Position7803 — 2 months ago