PPV Psicologia ingiustamente non idonea
Buonasera, studentessa LM-51 ho svolto un Tirocinio con psiconcologo presso reparto oncologia. Vi è stata una escalation con il commissario dell’ordine e sono stata l’unica bocciata su 50 persone, a porte chiuse e senza testimoni. Non mi hanno dunque ammesso alla laurea. Lascio incollata un email riassuntiva che ho mandato alla presidente della commissione, dal momento che sono stata ascoltata solo da una sottocommissione, ma ovviamente sul momento neanche lei ne ha voluto sapere. Mi è stato detto che sono “confusa”, allego e-mail e chiedo confronto ai professionisti psicologi , scusate eventuali typo.
“Gentile Prof.ssa***
Sono **** risultata non idonea ieri dopo il mio discorso PPV. Allego qui la mia scheda valutativa e spiego brevemente quali sono stati i contenuti del mio discorso, dal momento che la commissione era divisa, al fine che anche lei possa essere a conoscenza dei contenuti che ho esposto e darmi un giusto feedback.
Alla richiesta su criticità del tirocinio ho risposto riguardo la mancanza di briefing che coinvolgessero lo psicologo e gli altri operatori del reparto dal momento che lo psicologo tutor era uno psicologo di servizio e non nell'èquipe terapeutica, e la mancanza di informazioni circa lo stato dei pazienti poteva avere conseguenze negative su un intervento . Ho posto quindi l'esempio di un caso in cui una comunicazione di sedazione palliativa programmata non fosse avvenuta e questo avesse avuto ripercussioni dal momento che lo psicologo non avesse potuto supportare al meglio non essendo a conoscenza di questo. Ho aggiunto che tuttavia, questo mi aveva fatto comprendere dove vi era possibilità di accesso ai dati e alle condizioni mediche del pz in materia di privacy e come esercitava lo psicologo adattandosi ai limiti di questo contesto in quanto ripeto la criticità era essa stessa la mancanza ufficiale di uno psicologo in équipe a tutti gli effetti.
-mi viene posta domanda sugli strumenti ed espongo l'intervista di Kenberg, spiego come essa venisse usata ad uso valutativo e giustamente non psicoterapico ed espongo come essa venga attuata nella pratica; mi viene chiesto dunque più volte il funzionamento che ho esposto in tutte le caratteristiche e come l'organizzazione della personalità e le sue difese vengano riflesse nei comportamenti di un pz con malattia di cancro, ho riportato un case study.
continuo spiegando basi teoriche, la malattia di cancro dal punto di vista biopsicosociale e come anche il modello sistemico-relazione venga implicato nell'intervento. Aggiungo che non vi era un modello migliore in quanto era una condizione ad personam, e mi era stato insegnato come fosse la costruzione di una solida alleanza terapeutica quella più di vantaggio.
spiego come veniva usata la single item screening question di cochinov per diagnosi della depressione, e di come questa informazione venisse declinata nel rapporto interprofessionale con l'oncologo in quanto la rilevazione di una condizione di depressione era inevitabilmente utile alla predisposizione di un intervento farmacologico stilato da lui/lo psichiatra. Mi sono stati quindi poste domande sui farmaci,alle quali pur di non mia competenza, ho risposto. Ho continuato spiegando come io abbia compreso come viene fatta una diagnosi differenziale tra ad esempio un delirium ipoattivo ed un lutto anticipatorio.
-mi viene chiesto quali sono stati gli atti finali della mia esperienza di tirocinio ed espongo una formazione sull'osservazione attiva, su come viene condotto un colloquio clinico, sull'utilizzo degli strumenti di screening, rilevazione e privacy, su come lo psicologo agisce nei rapporti di colleganza, su come anche il mio "occhio clinico" sia stato allenato con daily briefing tra me ed il mio tutor il quale mi forniva feedback continui su ciò che apprendevo.
Mi è stato presentata una contestazione del rapporto tra psicologo, oncologo e psichiatra, quando ho spiegato che queste figure collaborassero, quando vi fosse da redigere diagnosi per un piano terapeutico a causa delle difficoltà stesse nell'individuare un disturbo quando vi é overlapping dei sintomi, per la quale sono stata accusata di non comprendere le dinamiche.
Voglio specificare che, i professori non erano a conoscenza che la mia tesi di laurea è stata redatta sull'esperienza di tirocinio ed in particolare su questo gap della letteratura che si riflette nella pratica e che io stessa a fini della stesura, ho esplicitato e sottoposto il mio lavoro a psicologo, primario e caposala del reparto. Il fatto che questa mia esplicitazione non sia un argomento molto conosciuto è stato tradotto come se io ne fossi ignorante e confusa a riguardo.
Le chiedo gentilmente di farmi notare dove io abbia sbagliato e farmi avere la mia griglia di valutazione.
Cordiali Saluti