
L'incisione del palo viene da un libro del 1593. Ho letto il libro: l'autore dice che Gesù morì sulla croce
Dall'appendice 5C della TNM nell'edizione inglese del 1984, p. 1578.
Questa incisione l'avete vista tutti. Un uomo appeso per i polsi a un palo verticale, braccia unite sopra la testa, piedi inchiodati insieme. Compare nelle pubblicazioni dal 1950 in poi.
La fonte è dichiarata correttamente: viene dal De cruce libri tres di Giusto Lipsio, Anversa 1593. Lipsio non era un teologo, era un filologo, uno dei più noti del Cinquecento europeo, quello dell'edizione critica di Tacito. Il De cruce è un catalogo erudito di tutte le forme di supplizio per sospensione documentate dalle fonti antiche, ed è lui a coniare i termini che poi usano tutti: crux simplex, compacta, decussata, commissa, immissa. Quando un TdG scrive "esisteva la crux simplex" sta parlando la lingua di Lipsio senza saperlo.
Il libro è scaricabile gratis. L'ho letto capitolo per capitolo, e le cose stanno così.
L'incisione del palo è al foglio 9, dentro il capitolo che definisce la categoria. Il testo accanto non parla del Calvario: parla del martirio di san Pafnuzio, affisso a una palma. È un catalogo, una forma per capitolo. Nel capitolo dopo c'è l'impalamento, in quello dopo ancora la croce a X di sant'Andrea.
Il capitolo IX si intitola Affirmata Crux Immissa e scriptis maxime Patrum, ed è cinque fogli di Giustino, Girolamo, Tertulliano, Minucio Felice, tutti citati a sostegno della croce a due bracci. È illustrato anche quello: c'è il disegno di un crocifisso su una croce latina, otto fogli dopo il palo, nello stesso volume. Quella tavola non l'ha mai riprodotta nessuno.
Il capitolo X è l'unico posto in tutto il libro in cui Lipsio dice cosa pensa lui. Chiede su quale croce sia morto Cristo e risponde: ego arbitror et pronuncio, in hac postrema. Io ritengo e dichiaro: su quest'ultima, cioè sulla croce a due bracci.
E qui la cosa interessante è che Lipsio non tira l'acqua al suo mulino. Dove le fonti non bastano lo dice: sul numero dei chiodi scrive nescio, non lo so, e che nel disaccordo dei Padri non tocca a lui decidere. Sospende il giudizio per abitudine. Il che rende più pesante il fatto che sulla forma non lo sospenda per niente.
Poi c'è la parte sulle didascalie, che è quella che mi ha colpito di più.
Nel 1950, sotto quell'incisione, c'era scritto: "Questo è il modo in cui Gesù fu messo al palo". Stessa frase nell'edizione in volume unico del 1963, nell'Interlineare del 1969, nel 1971. Dal 1984 sparisce. E cambia anche il verbo: da "il metodo con cui lo si inchiodava è illustrato da Lipsio" si passa a "uno di questi strumenti è illustrato da Lipsio". Prima Lipsio garantiva la procedura, adesso garantisce solo che l'oggetto esisteva, cosa vera che nessuno ha mai negato. Nessuna spiegazione, nessuna nota. L'immagine però è rimasta lì, a fare esattamente lo stesso lavoro di prima.
Ho messo tutto qui, con le scansioni delle pagine del 1950, del 1963, del 1969 e del 1984 e le tavole del libro originale: https://www.infotdgeova.it/3dottrine/giusto-lipsio-de-cruce.html
E se preferite controllare da soli senza passare da me, il De cruce è qui: https://archive.org/details/ivstilipsidecruce00lipsuoft
Il capitolo che conta è il X del primo libro, fogli 22-24. Il latino è semplice.