u/Substantial-Bar8070

La teoria della strutturazione di Antony Giddens

Antony Giddens nel sua opera magna identifica il reciproco rapporto fra cultura e economia.
La cultura influenza l’economia e l’economia influenza a sua volta la cultura pressata dal cambiamento da spinte esterne.
Ad esempio il ruolo del prestito medioevale cattolico e arabo attuale da una severa proibizione sta ed è cambiato in un utilizzo massiccio in stati come gli Emirati Arabi e uno scardinamento che parte dai monti di Pietà fino alla regolazione teologica del Rerum Novarum nel mondo cattolico.
Da qui arriva la domanda: se l’economia influenza la cultura e la cultura influenza l’economia cosa è nata prima.
Credo che la risposta sia l’economia. Utilizzando gli studi delle società primitive come quelle dell’obbligo del dono di Marcell Mauss credo si arrivi a una soluzione. Gli scambi cerimoniali non erano un vero è proprio atto commerciale (da qui obbligo del dono) ma una transizione spirituale, morale e estetica andando a soddisfare la regola del donare, ricevere e ricambiare. Ma tale regola morale e simbolica non è proprio una massimizzazione dell’utilità attesa? Da qui credo si possa determinare l’economia come fattore fondante e primario della società, che perdendo di contestualizzazione si soldifica trasformandosi in cultura che si ritrasforma a sua volta a causa delle spinte economiche. L’uomo è radicato nella cultura ma la cultura è radicata nell’economia.
Se l’uovo è l’economia e la gallina è la cultura, è nato prima l’uovo della gallina

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u/Substantial-Bar8070 — 1 day ago

Sponsorizzare la pagina

Ragazzi avete veramente una bella pagina, ma la sponsorizzate veramente poco. Avete strutturato un piano di sponsorizzazione fatto bene su Reddit (ovviamente gratis)? Sembra un inserzione pubblicitaria ma questo post ma non lo è🤣

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u/Substantial-Bar8070 — 2 days ago
▲ 1 r/40kITA

L’imperatore è psicologicamente tanto diverso dall’essere umano?

Mi chiedo se l’imperatore sia plasmato dall’ambiente che dopo decine di migliaia di anni lo ha reso calcolatore e apatico (prima dell’eresia di Horus e prima che diventasse Andreotti) o se la sostanza e la biologia dell’imperatore stesso lo rendono completamente diverso rispetto a un essere umano e con un intelligenza troppo distante da quella umana per essere definita tale. Specifico anche gli space marines non possono essere definiti umani e ad esempio i gray knights sono indottrinati e modificati nella loro biologia celebrale, ma comunque gli definirei molto più vicini a un essere umano che all’imperatore.

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u/Substantial-Bar8070 — 4 days ago

Indeterminatezza ontologica

Questa è una riflessione strutturata sulla indeterminazione logica della esistenza di Dio.
Il nostro universo rispecchia leggi logiche, ma non sappiamo se al di fuori dell’universo esistano logiche diverse dal nostro universo (un pò riprendendo l’indeterminazione al di fuori del
Mondo di Wittengstein). Ad esempio universi e realtà dove la casualità non esiste e che la mente umana non potrebbe calcolare. Questo non è ovviamente verificabile perché è impossibile verificarlo sperimentalmente e sensorialmente (utilizzando le categorie di esperienza di Locke).
Ritornando al discorso, essendo quindi impossibile determinare la realtà al di fuori dell’universo è impossibile determinare se la forza creatrice dell’universo rispecchi una logica superiore rispetto la nostra e se tale entità creatrice, vivendo in uno spazio al di fuori della nostra logica, esista.
Avendo escluso, riprendendo San Agostino, la logica dall’esistenza di Dio allora dobbiamo prendere come punto di riferimento la fede personale. Ora presupponiamo però che la fede personale sia vera, ma come possiamo determinare che tale fede racchiuda una verità generale e non parziale? E poi questa è una idea a priori (sia la fede che l’idea di Dio)?
Da questa indeterminatezza logica e personale per le analisi delle altre branche filosofiche dobbiamo considerare a mio parere gli aspetti ontologici come falsi nelle analisi etiche, ermeneutiche e linguistiche. Ripeto questo non vuole dire che Dio non esista, ma solo che non si ha certezza da nessuna prospettiva di analisi sull’esistenza di Dio.
Vorrei sapere cosa ne pensate? (Con rispetto) Grazie per l’attenzione.

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u/Substantial-Bar8070 — 11 days ago

L’illusione della certezza metafisica

Il romanticismo, l’esistenzialisimo e qualsiasi corrente che preveda la presenza di un concetto metafisico e la centralità dell’uomo sono solo delle illusioni della certezza del metafisico.
Essendo il metafisico non verificabile, ma solo pensabile è indeterminabile se questo esista o meno.
È indeterminabile se le nostre idee siano a priori oppure no.
L’uomo però non può però sopportare la sua condizione di incertezza metafisica e certezza fisica e quindi si distrae ponendosi al centro (quello che Pascal chiama divertissamant).
Il metodo scientifico invece è reale (almeno nella nostra specie) in quanto permette sia una visione comune sensoriale e logica, sia di usare la nostre conoscenze per ingegnerizzate la realtà (sfruttare le nostre conoscenze per trarne una utilità).
Ora la domanda che vi pongo è se il metafisico è indimostrabile e l’esistenza delle idee a priori sono indimostrabili perché la filosofia continua (soprattutto quella continentale contemporanea) a spingersi verso questa direzione
Edit specifico meglio è reale nella nostra specie, ovviamente il senso di realtà cambia da specie a specie, ma la percezione è comune

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u/Substantial-Bar8070 — 17 days ago

La mente alveare

Stavo riflettendo da qualche mese a questa parte sul concetto della mente albeare altamente trattata nella cinematografia e devo dire poco nella letteratura.
L’uomo presenta una parte individualistica e una parte collettivistica orientata alla sopravvivenza della specie. L’uomo però non riesce a trovare un trade off fra i sue due lati e non sa calcolare quantitivamente l’utilità e il danno di una sua determinata azione. Tale principio etico e riscontrabile in vari studi come quello di Wilson sugli scimpanzé o quelli di Robin Dunbar sull’ipercoperazione.
Questa morale crea una struttura di base che possiamo definire come morale naturale, al di sopra di essa si sviluppa la morale culturale. Ad esempio l’omicidio ha sempre avuto un valore negativo ma in alcune realtà viene giustificato a beneficio di utilità maggiori ( società semi tribali con il sacrificio umano) (il ruolo giuridico dell’omicidio nell’alto medioevo in zona germanica) (quello che sta facendo un popolo che inizia con la I oggi). Quindi viene considerato negativo, ma con gravità diverse da caso a caso.

La risoluzione al problema è eliminare l’io. Attraverso un sistema di collegamento delle menti umane, modulando i sentimenti degli stessi per non sovraccaricare il sistema, si creerebbe un annullamento dell’io e l’individualismo coinciderebbe con il collettivismo.
Questo permetterebbe di creare effettivamente un comunismo e una eliminazione dei conflitti, impossibile per la nostra biologia attuale.
Le critiche che si possono fare sono due: sull’innovazione e sulla mancanza di bisogni.
La prima si risolve attraverso un sistema di dialettica interna del sistema che opera in modo tale da simulare un sistema capitalistico.
La seconda orientando le ambizioni umane alla pura ricerca scientifica e filosofica permettendo un avanzamento della conoscenza umana.

L’uomo davanti questa idea dell’unico io si inquieta perché non può percepire la visione sensoriale e di ragionamento di tale evoluzione biologica che è si fantascienza, ma forse non troppo lontana. Basti pensare alla curva di Moore che è stata altamente superata come tasso di obsolescenza e innovazione.
Chiedo quindi se ci siano delle critiche logiche a questo pensiero, grazie per l’attenzione.

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u/Substantial-Bar8070 — 20 days ago