La grande prova storica del pensiero critico deciderà del nostro futuro.
Parte di questa prova si fonda su un aspetto che tormenta l'uomo da sempre, cioè la difficoltà antropologica di relazionarci con una realtà molto più complessa di quella che ci ha formati biologicamente.
Sentimenti, istinti, emozioni ed eristiche psicologiche, spesso drogano la nostra capacità critica: un problema che ci portiamo dietro da sempre.
Oggi però a tutto questo si aggiunge anche la possibilità di manipolare l'informazione in modo estremamente sofisticato, di diffonderla in modo molto capillare e tutto in totale anarchia, senza filtri che non possano esse anche giustamente accusati di essere anti-democratici.
La prova politica generale subisce le conseguenze di questo problema e in Italia anche l'età media della nostra popolazione potrebbe non aiutare: 47 anni.
Perché concorre le "saggezza dell'esperienza" con la rigidità delle convinzioni e il calo delle capacità cognitive, concorre una gioventù potenzialmente capace di uscire da schemi disfunzionali con una gioventù educata dal gruppo maggioritario cioè quello anziano: cosa vincerà?
La prova politica oggi è una grande prova di coscienza critica: riusciremo a superarla?