u/Torm_2026

Sta scrivendo...

Sta scrivendo...

Lo scrivo. Lo invio. Spengo e poi aspetto.

Bussa il torace con ritmo incalzante
E blocca il cuore che vuole fuggire.

Uragani di parole, domande
E risposte. Tremendo il gran miscuglio
Di vigorose o infondate speranze.

Tremano i quadri al suono dei miei passi.
Luci violente bruciano le iridi.
Fischiano i timpani nel silenzio.
Il letto chiama l'anima al riposo.

M'abbracciano i suoi tiepidi tessuti.
Rallenta il respiro. la mente cede
Sfiancato ormai dalle immense fatiche,
Con le mie gambe che bruciano ancora.
Dentro, futuri che non hanno corpo.

Il desiderio è perso in mare alto:
Sogna una villa, una piccola casa,
Un alba, un tramonto, una luna piena,
Un fiume, un monte, il mare e l'oceano.
Le dita di una mano, anche un anello.

Dannate reverie! fantasticherie
Che assediano crudelmente l'anima.
Il presente resta un peso macigno.

Il cuore palpita, e lei sta scrivendo.

Tema: rivisitazione personale e attuale di "il sabato del villaggio" di Leopardi. Compito scolastico

u/Torm_2026 — 5 days ago

Sarebbe Petracco senz' amor vano

e il commediografo senza la guerra?

Sarebbe il becchino con la sua terra

oppur senza l’amico il mantovano?

Sarebbe il bel racconto manzoniano

senz’ alcun Italia che si disserra

e il pessimista che il giorno s’ interra

senza leggere l’operato italiano?

No io dico, e dico a te nuovo artista

cogli il dardo, ché Vita scaglia contro

i forti il peggio e’l meglio che possiede.

Non fermar la corsa in mezzo alla pista

riga dritto, concludi il tuo scontro

e sosta dove l’ immortal risiede

Poesia consegnata per un concorso del liceo in cui studio, tema del concorso "la vita"

u/Torm_2026 — 16 days ago

Scrivo a voi, signoreggiati d'Amore,
Versi in provenzal lingua, per disputar
Del core mio tedioso affrancare
Da sue tali doglie e da tale ardore,

Ché mai fu scosso dal timor il core
Di perdere l'onore di prestare
A una gentile il sì nomato fare,
Ch'è proprio di chi vuol porger il fiore.

Eppur l'alma si fa vana, eppur pianto
Si fa grave tormentando la stagion
Della verde etade che si smarrisce.

Questa la cagion de lo mio canto.
Il tedio dì e notte m'assopisce
Per un core disciolto da ogni prigion

Questo è un tenso, secondo l’uso dei poeti antichi.
Sarebbe gradita una risposta in versi, come da tradizione. Non chiedo sicuramente, e tantomeno la pretendo, Una risposta in sonetto, tanto meno con uno stile come il mio.

**Parafrasi**

Scrivo a voi, dominati dall’Amore,
Versi in lingua provenzale, per discutere
Di come il mio cuore stanco si è liberato
Dalle sue sofferenze e dalla sua passione intensa.

Infatti il mio cuore non è mai stato terrorizzato
Di perdere la possibilità di compiere
Verso una donna gentile il tipico atteggiamento,
Che è proprio di chi vuole offrirle il proprio amore.

Eppure l’anima si svuota, e il pianto
Diventa un peso che tormenta la stagione
della giovinezza che sta svanendo.

Questa è la ragione del mio canto:
La noia mi spegne giorno e notte,
A causa di un cuore ormai libero da ogni legame.

In breve scrivo a tutti coloro che, come spesso definisce Dante, sono signoreggiati, controllati da Amore. Scrivo per discutere della mia condizione. Infatti il cuore stancato dalle sofferenze da Lui provocate sono cessate, ma con essa la passione intensa del sentimento. Mai ho pensato che potesse essere così straziante non provare amore verso qualcuno, eppure adesso non provo più quel sentimento, svuotando la mia anima e straziando la mia gioventù che sta svanendo.

u/Torm_2026 — 19 days ago