Primo approccio- cerco feedback
Sono da sempre un avido lettore di romanzi di genere, per lo piu fantasy , thriller , fantascienza.
Mi ha sempre stuzzicato l'idea di scrivere ma non mi ci sono mai messo veramente, ho iniziato da poco e vorrei avere dei feedback per capire se sono sulla buona strada almeno per le basi.
Vi propongo quindi un brevissimo racconto , che ho pensato come incipit per qualcosa di piu lungo a tema urban fantasy/ thriller ma in realtà è più un esercizio di scrittura , quindi qualsiasi consiglio è ben accetto. Grazie in anticipo
ECCO IL TESTO
Fabi strascicava i piedi lungo il lastricato sotto i portici, la testa guizzava da un ombra all'altra,
in cerca dell'indirizzo .
Il luogo era quello giusto, ne era sicura, rosicchiandosi il dito, controllò per l'ennesima volta il bigliettino spiegazzato, tra le macchie di unto riusciva ancora a leggere -34 rue des Lionnes-
Aveva le gambe e la schiena indolenzite.
Erano ormai sette notti che lo cercava, ma di Gil
nessuna traccia, almeno finora .
Un cigolio in fondo alla strada, poi un tonfo.
Schiacciandosi tra le ombre Fabi sbirciò oltre la
colonna.
Niente ,solo un vecchio che buttava la spazzatura.
Sospirò, stringendosi nella giacca lisa e tornò a fissare la strada deserta.
In lontananza il rombo di un motore potente cresceva rapidamente.
Non arriverà neanche stanotte .
In quel momento le ombre dall'altro lato del marciapiede parvero schiudersi.
Qualcuno ne venne espulso con un risucchio rumoroso.
Il solito node le strinse lo stomaco. Mentre il fumo nero si diradava, Gil la guardava boccheggiante .
Si reggeva ad un lampione con il braccio libero mentre teneva stretto un grosso tomo .
Dalla gamba dei pantaloni strappati sbucava una benda lorda di sangue rappreso, i capelli
scarmigliati sparsi sugli occhi non celavano la febbricitante follia che ardeva al loro interno.
Sembrava essere stato Oscurato per giorni.
Fabi sobbalzò allo stridire di ruote che slittavano sull'asfalto , il grosso veicolo nero tuonó nella
strada tra loro prima di scomparire nel buio .
Era bastato un attimo, ma Gil caracollava già via lungo la strada, mugugnando tra i denti.
Dopo una decina di metri, si fermò all'entrata di un vicolo laterale, come per riprendere fiato .
Mentre lo raggiungeva il ragazzo si volò, il volto ancora piú scavato dai cerchi neri attorno agli
occhi deformato in una smorfia di terrore , gettò il tomo verso di lei e le diede le spalle.
Stava chiudendo la distanza, si chinò a raccogliere il tomo , quando un brivido le corse lungo la
schiena.
Con la coda dell'occhio colse l'ombra muoversi .
Un grido strozzato.
Flash rosso, l'odore ferroso del sangue le invase le narici.
Un ruggito. lo schiocco delle ossa.
A carponi sgranó gli occhi, incapace di fare altro.
Corpo sottile ed allungato, pelle traslucida, artigli neri insanguinati.
Le fauci si chiudono sulla faccia.
Fu troppo, un terrore ancestrale si impossessò di lei , le gambe si mossero da sole, un grido
straziante la assordava mentre correva nel buio.
Si risveglió con la gola che le faceva male , in un sottopassaggio abbandonato e sudicio.
Non
riusciva a capire se fosse ferita o meno.
Non importava. Fissava il tomo insanguinato con gli
occhi sbarrati.
Le labbra disegnavano senza emettere più suoni, mormorando parole spezzate.