M33 Azoospermia e crollo psicologico
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Scrivo qui perché sto facendo fatica a trovare uno spazio dove poter mettere in ordine quello che sto vivendo. Mi è stata diagnosticata azoospermia non ostruttiva (NOA).
In parole semplici, significa che nel liquido seminale non sono presenti spermatozoi perché il testicolo non riesce a produrli in modo efficace o completo. Non è un problema di “blocco”, ma di produzione interna ridotta o assente.
E da quel momento, qualcosa dentro di me si è come “spento”.
Non è solo una questione medica o di fertilità. È come se si fosse rotto un pezzo più profondo del modo in cui vedevo me stesso e il futuro.
Negli ultimi mesi sto vivendo una forte perdita di motivazione generale: progetti personali, lavoro sindacale, volontariato, tutto quello che prima mi dava senso ora mi sembra distante. Non è tristezza costante in senso classico, ma più una specie di appiattimento emotivo. Come se vivessi in una versione “in scala di grigi” della vita.
La parte più difficile, però, riguarda la mia relazione. Mi ritrovo spesso a pensare al fatto che potrei non riuscire a dare un figlio alla persona con cui sto. Anche se razionalmente so che una coppia è molto di più di questo, emotivamente il pensiero pesa.
C’è anche un’altra cosa difficile da spiegare: una sorta di “lutto anticipato” per un figlio che non esisterà mai. Come se in un’altra possibilità della vita ci fosse già, ma in questa linea temporale no. È un pensiero che a volte diventa quasi ossessivo.
In più mi accorgo che faccio fatica a non pensare al confronto con altri uomini, alla sensazione di non essere più parte di una “competizione biologica” che, volenti o nolenti, ci riguarda. Ho letto molte testimonianze qui e capisco che è un tema comune, ma viverlo è diverso.
Ho letto anni fa Il gene egoista, prima di sapere della mia condizione, e alcune idee legate alla replicazione e alla “spinta alla continuità” mi sono rimaste addosso in modo pesante.
Non voglio andare troppo nel profondo teorico, ma mi sento come se fossi a un bivio. E non so ancora quale direzione abbia senso prendere, né emotivamente né praticamente.
Mi scuso per lo sfogo lungo, ma sto cercando uno spazio dove parlare apertamente anche di azoospermia non recuperabile o comunque con prognosi molto incerta, perché spesso online si trovano storie con micro-TESE o possibilità di recupero, mentre in altri casi il quadro è diverso e più definitivo.
Se qualcuno ha vissuto qualcosa di simile — non solo a livello medico, ma soprattutto psicologico — mi farebbe davvero bene leggere come ci siete passati o come state cercando di reggere la cosa nel tempo.