

Bond a lunghissima scadenza
Il BTP con scadenza più lontana è 2072. (a 50 anni quando è stato emesso, ora scesi a 46). È anche disponibile retail.
Ho letto varie volte in questo sub che (a) lo sweet spot per i bond è 10 anni, (b) il 20 anni è una sorta di poor man's leverage.
Qualcuno ha anche accennato al fatto che durate più lunghe non sarebbero opportune, senza entrare in dettagli.
Lasciando da parte la dubbia opportunità di fidarsi del debito italiano (nell'esempio), quali sono esattamente i difetti di un bond a scadenza così lunga? Perché no?
Hedging fai da te, ovvero lombardare come se fosse dollari
Qualche giorno fa avevo esplorato l'idea di usare il credit lombard per dare un po' di leva a un portafoglio "à la P."
/u/greedy-investor-777 ha osservato che così facendo si ottiene una cospicua esposizione negativa a EUR, il che rende il portafoglio troppo sbilanciato verso USD; ragion per cui – dice lui – semmai sarebbe meglio prendere il lombard in USD.
Solo che molte banche (tipo Fineco) non lo fanno in USD, per cui bisogna arrangiarsi in altro modo.
Ho visto che il microfuture CME long EUR/short USD (M6E) ha dimensioni abbastanza contenute da essere considerabile anche per portafogli di dimensioni umane. Al netto della gestione del margine e dello sbattimento dei rollover, sembra una via praticabile.
La questione ora diventa quanto comprarne. Cioè, qual è la quantità di hedging più opportuna. Per simulare il lombard in dollari bisogna coprire l'esatto importo del lombard, ma pensavo che in realtà dipende cosa uno se ne fa di questo soldi: se li investe in EUR, non vanno hedgiati; se invece li investe in USD, allora sì.
Siccome la faccenda della quantità di hedging appare avvolta da una fitta nebbia di "dipende", ho provato a fare le seguenti considerazioni, ditemi se ha senso.
Leggendo in giro, mi pare di capire che l'hedging è consigliato soprattutto per bond e managed futures. Sulle azioni, specie se detenute a lungo, non ne vale la pena. Oro e commodities pur essendo denominate in USD tendono a muoversi in senso opposto, quindi anche qui non ha senso l'hedging.
Ipotizzando un semplice ProtaFoglio tipo: NTSG 84%, DBMF 24%, oro 12%, CASHEUR -20%
Facendo i calcoli, la parte da coprire sarebbe:
DBMF (24%)
La quota in dollari dei bond di NTSG. Quest'ultima non sono riuscito a scoprire quanto sia; ipotizzando (?) che siano due terzi della parte bond, viene fuori un altro 33% (2/3 * 60% * 84%).
In totale, quindi, il 57% del portafoglio (24%+33%) va coperto, e si compreranno un numero di contratti M6E per quella cifra totale.
Ha senso tutto ciò?
[edit: corretto dei numeri]
Test con NTSG + credit lombard
Sto giocherellando con l'ipotesi di introdurre una maggior leva in un "portafoglio alla Protasoni" (ormai si chiama così, come il Filetto alla Wellington).
L'ipotesi è di procurarsi liquidità col credit lombard (non importa mettendo cosa a pegno) e vedere cosa succede.
Il mio caso base senza leva aggiuntiva (aggiuntiva nel senso oltre a quella che ha NTSG) è:
- NTSG 70%, DBMF 20%, GLD 10% => CAGR 8.17%, Sharpe 0.51
Su testfolio non c'è NTSG e quindi l'ho simulato con 70% NTSX e 30% NTSI. I test sono su 26.6 anni, con valuta settata a EUR.
Il lombard usa l'Euribor a 3 mesi come benchmark, che su testfolio è la stessa durata che usa CASHEUR, quindi non dovrebbe essere necessario fare ulteriori aggiustamenti, se non sottrarre ai rendimenti lo spread del lombard (con Fineco è 0.1% -- caso migliore).
Ho fatto 4 test: con leva del +20% e del +30%, e spalmando la liquidità aggiuntiva o in proporzione su tutti e tre gli strumenti, oppure solo sulla parte MF-oro. I risultati sono:
- Leva 20% distribuita in proporzione: NTSG 84%, DBMF 24%, GLD 12%, CASHEUR -20% => leva totale 1.62x, CAGR 9.27%(-0.02% spread CL), Sharpe 0.52
- Leva 20% distribuita solo su oro e mf: NTSG 70%, DBMF 33.3%, GLD 16.7%, CASHEUR -20% => leva totale 1.55x, CAGR 9.52%(-0.02% spread CL), Sharpe 0.56
- Leva 30% distribuita in proporzione: NTSG 91%, DBMF 26%, GLD 13%, CASHEUR -30% => leva totale 1.755x, CAGR 9.80%(-0.03% spread CL), Sharpe 0.52
- Leva 30% distribuita solo su oro e mf: NTSG 70%, DBMF 40%, GLD 20%, CASHEUR -30% => leva totale 1.65x, CAGR 9.99%(-0.03% spread CL), Sharpe 0.57
https://testfol.io/?s=097MyBe6kjC
Le sorprese di tutto ciò (per me, almeno) sono:
Apparentemente, è meglio concentrare la leva per aumentare oro e MF anziché aumentare NTSG. È un accidente di questa serie storica, o ha senso?
Con la leva la volatilità ovviamente cresce, ma non tanto, e anche i drawdown sono abbastanza simili; in compenso il CAGR aumenta bene (fino a +1.79% rispetto al caso base)
Nei 4 test la leva arriva nel caso più spinto a 1.755x che sembra un valore non irragionevole; comunque inferiore a quel 2x che l'articolo che Nicola ha postato qualche tempo fa sembra indicare come grosso modo il valore storicamente ottimale.
Quindi. Dov'è il trucco?
(A parte il generico "può esplodere tutto in modi che non ti puoi immaginare")
Diversificazione geografica: vale la pena preoccuparsene?
VWCE (lo prendo come esempio, ma vale anche per NTSG, ecc.) è attualmente pesato così: 65% US, 14% europa, 11% pacifico, 10% EM.
Questi pesi, se capisco bene, non riflettono altro che il market cap delle varie robe che sono quotate in questi mercati (il mercato americano, immagino, comprende anche cose che in realtà sono globali). Questo mi fa venire in mente due domande:
Ha senso tenere tutto in un unico contenitore (VWCE in questo caso) o è meglio spacchettarlo, per esempio con quattro ETF che rispecchino le percentuali di cui sopra? La mia idea è che non ne valga la pena, perché: (a) VWCE ribilancia ogni 6 mesi, adottando strategie di ribilanciamento diverse la differenza appare minima (soprattutto visto l'alta correlazione); (b) Se ribilancia VWCE non è un evento fiscale, se lo faccio io sì. Conclusione: non ha senso spacchettare. È corretto?
Potrebbe invece aver senso farlo, o farlo in parte, se si vogliono adottatare pesi diversi. Senza cadere nel tunnel EW, le ragioni per cui uno dovrebbe farlo, mi sembra, sono: (a) perché uno pensa che i diversi mercati abbiano diverse potenzialità di crescita (tipo "gli USA sono sopravvalutati", "il mercato europeo è a sconto", "gli EM sono il futuro", ecc.); oppure (b) perché uno vuole dare maggior peso a dove vive lui. Ma (a) sembra un parente stretto del famigerato peccato di market timing, e (b) è il fatidico home bias, su cui mi pare di capire che ci sono opinioni diverse.
Quali sono i vostri pensieri a riguardo?
Il dosaggio delle cripto
Mi sono reso conto che negli interessantissimi portafogli di cui si discute in questo fantastico sub, si parla pochissimo di cripto.
Che a me pare siano un po' una rogna concettuale, perché: (1) hanno non più di una quindicina d'anni di storico, quindi coi backtest non si va lontani; (2) non si sa se questi 15 anni hanno qualcosa a che fare col futuro, che potrebbe anche prevederne una mesta discesa nell'oblio; (3) ma aggiunti a un portafoglio con ribilanciamenti sensati finora aggiungono molto ai risultati (eccezion fatta per l'ultimo anno, più o meno).
Il mio dosaggio attuale è attorno al 3~4% del PF, che un qualche effetto positivo tangibile lo ha, ma in caso di disastro sarebbe sopportabile. Ma è un dosaggio, onestamente, deciso molto a spanne.
Sotto forma di 100%BTC, o 50%BTC/50%ETH, a seconda delle dimensioni del PF. In ogni caso in ETF, che non saranno the real thing e hanno un costo extra, ma sono anche più pratici e le plusvalenze sono tassate di meno (ad oggi).
Voi cosa ne pensate / come vi comportate? Le mettete? Non le mettete? Come e quante?