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Rational vs (un)Reasonable

Rational vs (un)Reasonable

nella puntata che ascolterete settimana prossima ho chiesto a Jason Buck perche' trend funzioni ancora. In fondo e' una strategia che si conosce da almeno 60 anni ed e' stata testata con successo su molteplici mercati (pure il cacao, uno di quei mercati in cui non ha funzionato per decenni, ha sparato fuori una performance assurda un paio di anni fa).

Ieri Jerry Parket ha twittato questo post di Housel per spiegare la stessa cosa: Rational vs. Reasonable · Collaborative Fund

Mi ha fatto pensare un sacco perche' leggendo la prima parte (era tardi, ero stanco, ho praticamente skippato il titolo) ero convinto che la sua conclusione...sarebbe stata l'opposto. L'aneddoto del post spiega in maniera migliore di quanto non sia mai riuscito a fare un concetto a me molto caro, sul quale ho scritto parecchio. Viviamo in quel mondo li, un mondo nel quale un dottore, magari pure per motivi razionali tipo non voler finire in litigation, ti prescrive la cura sbagliata "ma meno controversa".

E' il mondo in cui "vabbe' ma se va bene a te allora va bene". Dividendi? eh, se va bene a te. Home bias? Eh, se va bene a te. E' il mondo in cui i pilastri hanno successo perche' e' una roba che puoi insegnare ad un bambino brillante delle medie: non ci vuole molto per capirlo e HA SENSO. Nel momento in cui te lo spiegano bene, poi si porta dietro tutta una serie di problematiche, importanti soprattutto nella fase di decumulo...ma chi ha tempo di ascoltare queste cose, hai gia' skippato al prossimo short.

"A doctor’s goal is not just to cure disease. It’s to cure disease within the confines of what’s reasonable and tolerable to the patient. Fevers can have marginal benefits in fighting infection, but they hurt. And I go to the doctor to stop hurting. I don’t care about double-blind studies when I’m shivering under a blanket. If you have a pill that can make a fever stop, give it to me now."

La chiave di tutto sta qui. E nella statistica sopra, quando dice che infettandoti con la malaria le tue probabilita' di sopravvivenza RADDOPPIAVANO (lo so, ho letto i libri di Gigerenzer su come barare nel presentare i dati).

L'esempio usato da Morgan mi piace particolarmente perche' e' assolutamente controintuitivo il fatto di farsi iniettare una malattia potenzialmente mortale per curarne un'altra. Cosi' come non e' intuitivo leggere che se aggiungi un asset con alta volatilita' in un portafoglio ad alta volatilita'...la volatilita' ed il rischio complessivo del portafoglio scendono. Andate a spiegarlo a quel bambino delle medie, poi ne parliamo.

Ci sono argomenti, tipo avere soldi abbastanza per mangiare quando si e' in pensione invece di correre a piangere dallo Stato, che mettono certi argomenti di finanza personale nell'ambito delle cure contro la mortalita'. If you have to shiver under a blanket, fucking grow some balls Morgan. It is about your life.

Ah, ovviamente la buona notizia in tutto questo e' che la gente che non sopporta la febbre, e ora ha pure l'opportunita' di dirti che l'ha detto Housel che va bene, rende strategie come trend following immortali (almeno finche' quelli che non sopportano la febbre hanno dei soldi investiti).

u/DItalianLeatherSofa — 2 days ago

Carry nel vostro ptf

I principali ticker che girano su questo sub per il carry sono CRRY e UEQC. Entrambi puntano sulla componente commodity carry, ma lo fanno con strategie e indici diversi. CRRY va long/short su una selezione più personalizzata delle scadenze dei futures, mentre UEQC va long only su più scadenze dei contratti e su un paniere più ampio di materie prime, inclusi i metalli preziosi.
Il dubbio è se abbia senso detenerli entrambi per diversificare il model risk, oppure se, visto che la componente avrebbe comunque un peso limitato in portafoglio, sia meglio sceglierne uno solo.

CRRY ha il vantaggio di essere fiscalmente compensabile in Italia, ma ha costi complessivi più elevati rispetto a UEQC, 0,66% (0,40% di costi di gestione + 0,26% di swap fee annuale) vs 0.34% (ter di UEQC).
Io al momento sto pensando a un 50/50, così da diversificare i due approcci, ma vorrei capire il vostro punto di vista: secondo voi questa diversificazione aggiunge davvero valore o, per una posizione piccola, sarebbe meglio puntare tutto su uno solo? In quel caso, quale preferireste?

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u/Scared_Ad_1634 — 2 days ago

Valutazione model risk

Ciao a tutti! Sappiamo bene che il model portfolio di Nicola è solamente un portafoglio teorico, lui stesso dice che non allocherebbe mai più del 20% in un singolo strumento e seguendo il model portafolio mettere il 33% in un singolo ETF di managed futures comporterebbe troppo model risk.

Ma qui ora viene la domanda, come si valuta il model risk di uno strumento? Nicola ad esempio diceva che lo sweet spot di DBMF potrebbe essere intorno al 10%, quindi su questa linea stavo pensando ad una cosa del genere:

1)peso massimo del 20%: ETF molto trasparente, che le possibilità che si rompa sono 0 o pochissime, quindi i vari NTSG, VWCE, VGEA, probabilmente anche RSST se fosse UCITS

  1. peso massimo 10%: ETF un po' più meno trasparenti, che operano su meno mercati e più soggetti a model risk, i.e DBMF

  2. peso massimo 5%: le varie Black box, dove i gestori non rilasciano documenti su cosa faccia il fondo, oppure senza troppo storico o performance non eccezionali, come ad Esempio UEQC, CRRY, COMN, i cat bonds, i nuovi ETF di BNP su long short equity e managed futures

Potrebbe avere senso come strategia o si possono fare analisi più dettagliate?

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u/Ok_Abalone6889 — 3 days ago

Circa 100k in arrivo: portafoglio NTSG + managed futures per ridurre i drawdown rispetto a VWCE. Cosa ne pensate?

Ciao a tutti,

sono nella seconda metà dei vent’anni, ho un lavoro stabile, una buona capacità di risparmio (almeno 500 euro al mese, spesso verso i 1000)  e un orizzonte d’investimento teoricamente molto lungo.

Nel corso del prossimo anno, per un possibile evento di liquidità legato al lavoro, potrebbero diventare disponibili circa 100.000 €.

Il mio problema principale è l’incertezza dell’orizzonte: non ho oggi una spesa importante programmata, ma nei prossimi anni potrebbero presentarsi esigenze legate alla casa o ad altri progetti personali. Non ne conosco né la data né l’importo.

Terrei separato un normale fondo d’emergenza, ma non vorrei lasciare indefinitamente una parte molto ampia dei 100.000 € in liquidità in attesa di una spesa soltanto potenziale. Allo stesso tempo, investire tutto in un ETF azionario globale come VWCE mi esporrebbe al rischio di dover disinvestire durante un drawdown elevato.

Se una spesa diventasse concreta e avesse una data definita, sposterei progressivamente il capitale necessario verso strumenti sicuri. Fino ad allora, però, sto cercando un compromesso tra crescita e disponibilità futura del capitale.

L’idea: portafoglio semplificato “a tre gambe”

Sto approfondendo il Model Portfolio discusso da Nicola Protasoni. Non vorrei replicarlo integralmente, ma utilizzarne una versione semplificata composta da:

  • azioni globali;
  • titoli di Stato globali;
  • managed futures.

L’allocazione sarebbe:

  • 66,67% NTSG
  • 33,33% DBMFE

Non aggiungerei, almeno inizialmente, oro, tail-risk ETF o altre componenti.

1. NTSG – 66,67%

WisdomTree Global Efficient Core UCITS ETF
ISIN: IE00077IIPQ8
TER attuale: 0,25%
UCITS, ad accumulazione, non currency hedged.

NTSG fornisce indicativamente, per ogni 100 € investiti:

  • 90 € di esposizione azionaria ai mercati sviluppati;
  • 60 € di esposizione ai titoli di Stato globali tramite futures;
  • circa 10 € di liquidità/collateral.

È sostanzialmente un portafoglio 60/40 moltiplicato per 1,5.

Utilizzandolo al 66,67%, l’esposizione economica risultante sarebbe approssimativamente:

  • 60% azioni globali sviluppate
  • 40% titoli di Stato globali

Il fondo utilizza quindi leva tramite futures obbligazionari. So che non significa avere leva 6 sull’intero portafoglio: l’esposizione complessiva di NTSG è circa il 150% del NAV, mentre l’intero patrimonio del fondo sostiene le eventuali perdite.

2. DBMFE – 33,33%

iMGP DBi Managed Futures Fund R EUR UCITS ETF
ISIN: LU2951555403
TER attuale: 0,75%
UCITS, ad accumulazione, classe negoziata in euro ma non currency hedged.

DBMFE assume posizioni long e short tramite futures e forward su:

  • indici azionari;
  • obbligazioni e tassi;
  • valute;
  • materie prime.

L’obiettivo è approssimare le esposizioni di un paniere rappresentativo di fondi managed futures/CTA utilizzando un numero più contenuto di contratti liquidi.

La funzione di questa componente non sarebbe massimizzare autonomamente il rendimento, ma introdurre un motore potenzialmente poco correlato ad azioni e obbligazioni, capace di partecipare a trend sia positivi sia negativi.

Costi e implementazione

Il TER medio ponderato attuale sarebbe circa: 0.42%

A questo vanno aggiunti:

  • bollo italiano dello 0,20%;
  • spread e commissioni;
  • costi impliciti dei futures e dei relativi roll;
  • eventuali costi di ribilanciamento.

Nella mia precedente simulazione avevo utilizzato stime leggermente più conservative dei costi dei prodotti e un drag ricorrente complessivo di circa 0,71% annuo, comprendente costi dei fondi, bollo e ribilanciamento.

Operativamente acquisterei:

  • NTSG tramite Trade Republic;
  • DBMFE tramite Directa su Euronext Paris.

Cercherei di ribilanciare principalmente attraverso i nuovi versamenti, con un eventuale ribilanciamento periodico.

Perché preferirlo al 100% VWCE?

Il mio obiettivo non è necessariamente ottenere il massimo CAGR possibile. Vorrei mantenere un rendimento atteso vicino a quello azionario, ma con:

  • volatilità inferiore;
  • drawdown meno profondi;
  • tempi di recupero potenzialmente più brevi;
  • minore dipendenza da un unico scenario macroeconomico;

Le tre componenti dovrebbero rispondere a scenari differenti:

  • le azioni rimangono il principale motore di crescita;
  • i titoli governativi possono aiutare nelle recessioni e negli shock disinflazionistici;
  • i managed futures possono beneficiare di trend persistenti, inclusi alcuni periodi negativi per azioni e obbligazioni.

Non considero questa struttura “sicura” e non la definirei una vera risk parity, perché le componenti non contribuiscono necessariamente allo stesso modo al rischio.

Sono inoltre consapevole che:

  • azioni e obbligazioni possono scendere contemporaneamente durante uno shock inflazionistico;
  • i managed futures possono soffrire mercati laterali e inversioni rapide;
  • DBMFE introduce rischio di modello e di gestore;
  • NTSG e la classe ETF UCITS di DBMFE hanno entrambi uno storico live molto breve;
  • la strategia potrebbe sottoperformare VWCE anche per molti anni;
  • una strategia più complessa è più difficile da mantenere quando la semplicità sembra vincere.

Simulazione prospettica

Avevo costruito una simulazione Monte Carlo confrontando:

  1. 60/40 tradizionale: 60% VWCE e 40% VAGF;
  2. 100% VWCE;
  3. 66,67% NTSG + 33,33% DBMFE.

Non si tratta di un backtest storico. La simulazione utilizzava:

  • 50.000 percorsi;
  • rendimenti mensili con distribuzione Student-t;
  • orizzonte di 35 anni;
  • capitale iniziale di 100.000 €;
  • nessun versamento successivo;
  • ribilanciamento annuale;
  • rendimenti e correlazioni prospettici stimati in euro;
  • costi dei prodotti, bollo e ribilanciamento inclusi;
  • imposta finale sulle plusvalenze esclusa.

Risultati dello scenario centrale

Strategia CAGR mediano Volatilità Sharpe Max drawdown mediano Tempo massimo underwater mediano Probabilità di perdita dopo 5 anni Capitale mediano dopo 35 anni
60/40 5,20% 9,44% 0,34 -23,3% 5,8 anni 10,9% 589.000 €
100% VWCE 6,00% 14,53% 0,32 -38,1% 7,8 anni 17,7% 768.000 €
NTSG + DBMFE 5,89% 10,88% 0,37 -26,9% 6,0 anni 11,6% 741.000 €

Nel decimo percentile, il max drawdown simulato era circa:

  • -33,5% per il 60/40;
  • -53,5% per VWCE;
  • -38,6% per NTSG + DBMFE.

Dopo cinque anni, partendo da 100.000 €, il valore del decimo percentile era approssimativamente:

  • 99.000 € per il 60/40;
  • 89.300 € per VWCE;
  • 98.000 € per NTSG + DBMFE.

Queste sono perdite nominali: considerando l’inflazione, la probabilità di perdita di potere d’acquisto sarebbe superiore.

La simulazione suggerisce quindi che NTSG + DBMFE potrebbe mantenere un rendimento centrale vicino a VWCE, con volatilità e drawdown sensibilmente inferiori. Rimane però leggermente più rischioso del 60/40, in cambio di un rendimento atteso superiore.

Non considero questi numeri una previsione. Dipendono fortemente da:

  • rendimenti attesi assegnati alle singole componenti;
  • correlazioni future;
  • rendimento effettivo dei managed futures;
  • costo del finanziamento implicito nei futures;
  • capacità di DBMFE di replicare i CTA;
  • ipotesi che le correlazioni rimangano sufficientemente favorevoli.

In particolare, nello scenario utilizzato DBMFE doveva produrre un CAGR netto di circa 4,54% perché il portafoglio NTSG + DBMFE eguagliasse il CAGR mediano di VWCE. Se rendesse meno, il vantaggio rimarrebbe principalmente la diversificazione.

Cosa vorrei capire da voi

  1. Vi sembra un compromesso ragionevole per una persona con orizzonte lungo ma data delle possibili spese incerta?
  2. Destinare un terzo del capitale ai managed futures vi sembra eccessivo?
  3. La capital efficiency di NTSG compensa secondo voi i rischi della leva e dei futures obbligazionari?
  4. Quali ipotesi della simulazione vi sembrano più fragili o ottimistiche?
  5. Quali scenari potrebbero far andare male contemporaneamente tutte e tre le componenti?
  6. Rispetto a un semplice 60/40, il rendimento atteso aggiuntivo giustifica la complessità?
  7. Vedete particolari problemi operativi, fiscali o di liquidità nell’implementazione tramite due broker?

Non cerco conferme sulla scelta. Mi interessano soprattutto le obiezioni più forti, i rischi che potrei stare sottovalutando e gli eventuali errori nel ragionamento.

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u/Sensitive-Ask-7620 — 3 days ago

Mutuo + Airbnb da iscritto AIRE

Situazione attuale: M29, vivo e lavoro in Svizzera, RAL sopra i 100k CHF, affitto basso (poco più di 1200 CHF/mese). Torno spesso in Italia (circa dalle 60 alle 100 notti l'anno principalmente nei weekend) nella città in Nord Italia in cui sono cresciuto, per vedere la mia ragazza (che ci vivrà ancora per i prossimi 4 anni per motivi di studio), la famiglia e gli amici storici. La maggior parte delle volte in Italia dormiamo dai nostri genitori e ogni tanto in hotel/Airbnb, ma la cosa ovviamente mi sta pesando, vorrei un posto nostro non solo in svizzera ma anche quando torno in Italia, per avere più indipendenza senza dover spendere soldi ogni volta.

Sono iscritto AIRE e ho scoperto che comprando nel mio vecchio comune di residenza avrei l'agevolazione di acquisto sulla prima casa senza dover spostare la residenza entro 18 mesi. Comprare un immobile solo per usarlo meno di 100 notti l'anno però mi sembra uno spreco, quindi l'idea è diventata di comprare un appartamento in zona relativamente strategica e affittarlo su Airbnb in mia assenza nel modo più automatizzato possibile, ovvero self check-in con smart lock, pulizie/cambio biancheria affidate a un'impresa esterna, tariffa dinamica automatica, calendario e messaggi di check-in/check-out automatici, invio automatico dei documenti ecc. Per le emergenze avrei famiglia sul posto, che ha comunque anni di esperienza in gestione di affitti brevi, ovviamente dietro compenso da parte mia.

L'obiettivo non sarebbe guadagnarci ma coprire la rata del mutuo. Ho trovato un bilocale di circa 60 mq vicino alla stazione, con attività Airbnb già avviata, a circa 180k. Ho già parlato con alcune banche e ne ho trovata una disponibile a finanziare l'80% del valore nonostante la mia residenza estera con un tasso intorno al 3%; la rata quindi sarebbe indicativamente intorno ai 600-650€/mese a 30 anni.

Quando utilizzerei l'appartamento bloccherei in anticipo le date in cui sono sicuro di tornare e pagherei il costo delle pulizie ogni volta che libero l'appartamento.

Al momento ho circa 60k CHF di patrimonio divisi in 45k liquidità e 15k in investimenti con strategia return stacking (azionario/oro/MF/bond). La mia capacità di risparmio attuale è di almeno 20k CHF annuali stando conservativi, molto più probabilmente 25k/30k. Il mio stipendio viene adeguato almeno all'inflazione ogni anno e non prevedo di tornare in Italia o cambiare almeno per i prossimi 4/5 anni. L'idea sarebbe, se necessario, di liquidare gli investimenti per l'acquisto, dato che non pagherei capital gain, e da lì procedere negli anni successivi a reinvestire con PAC sugli stessi ETF.

La domanda è quindi: ha senso la mia strategia? C'è per caso un'alternativa più sensata che non sto prendendo in considerazione?

Ho un po' di preoccupazione per l'opportunity cost del non investire la cifra per l'anticipo nell'azionario+diversificatori (in termini di rendita futura), così come il fatto che l'immobiliare, peggio ancora se adibito ad Airbnb, venga considerato come un'irrazionalità finanziaria ed un modo praticamente per buttare via i soldi ed avere rendita praticamente nulla.

D'altro canto, se non acquistassi alcun immobile avrei costantemente la situazione di pesantezza attuale con il costo degli eventualibsoggiorni fuori porta. Avevo considerato anche di acquistare un immobile più economico e più periferico; se non lo sfruttassi per Airbnb il costo sarebbe però più significativo, mentre se lo adibissi ad Airbnb avrei più problemi ad occuparlo a causa della posizione, specialmente nelle date infrasettimanali. Affitto a lungo termine o transitorio non avrebbe senso perché non potrei utilizzarlo quando torno.

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u/nicolas33 — 3 days ago

Etf 2x di azioni vs 2x bond (tramite duration)

Ciao,

Qui sul vostro gruppo reddit molti propongono di affiancata alla leva ottenuta con ntsg, quella ottenuta con un etf azionario 2x.

Per esempio cl2 (2x solo usa) o (casomai mostrerà di avere costi decenti) SC2X.

Questa scelta ha vantaggi e però anche qualche svantaggio:

- la leva è giornaliera e soffre del volatility drag che andando con $\sigma^2$ si paga in certi contesti

- la leva costa e non sempre questi strumenti riescono a far pagare poco questa leva

- dovresti essere costretto a ribilanciare più frequentemente (che ha un costo in italia)

Perché nessuno propone di usare invece etf di bond a lunga durata?

Per esempio c'è un ETF che si chiama dteh (iShares USD Treasury Bond 20+yr UCITS ETF EUR Hedged con duration 15,34 anni).

Ok non è una vera leva ma può essere considerato una sorta di "leva" datta in casa :-)

Vantaggi:

- ho una "quasi leva" 2x

- ho minor problema del volatility drag

- non ha costi nascosti :-)

- ha anche la convessità

Che ne pensate?

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u/Torless_1978 — 3 days ago

Consiglio libri

Ciao ragazzi, sto facendo un ordine con alcuni libri che da tempo volevo acquistare quali 'The psychology of money' di Housel e 'How to win friends & influence people' di Carnegie. Vorrei aggiungere qualcosa di Taleb dato che lo sento spesso nominare nel podcast e anche da molte persone qui nel sub, quali mi consigliate?

Mi sembra di aver visto che il "migliore" è The Black Swan ma mi piacerebbe sentire il vostro parere.

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u/Cl0ud_Strife01 — 4 days ago

Ma quindi un portafoglio return stacking ad esempio di questo tipo

Non appena si vedrà se sc2x prende piede e si sapranno i costi della leva impliciti

25% SC2X

30% NTSG

15% IWMO (tilt fattoriale, eliminabile con altra equity)

15% DBMFE

10% WGLD

5% altro a piacere

Al fine di ottenere un'esposizione di ~90% equity mondiale / ~50% diversificatori (di cui ~20% bond tramite ntsg / 15 dbmfe / 10 oro / 5 altro), esposizione totale 1.4, è un'idea così oscena?

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u/neekbey — 4 days ago

37 anni e 50k da investire. Help me

Non ho mai iniziato ad investire. ETF, PAC sono termini che mi fanno paura. Ho bisogno del vostro aiuto per capire da dove si inizia altrimenti questi soldi verranno logorati dall'inflazione. Sono lavoratore dipendente. Datemi i vostri consigli, mi serve un piano a lungo termine. Grazie

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u/That-Item-5159 — 4 days ago

Defensive stricker

Ciao a tutti, sono a conoscenza del TPA approach e return stracking.

Anyway, sto valutando come strutturare la componente azionaria del mio portafoglio (su base 100) cercando la migliore allocazione in ottica difensiva (contenimento della volatilità e dei drawdown).

L'ipotesi di partenza è la seguente:

  • 60% MSCI World (Paesi Sviluppati)
  • 10% MSCI Emerging Markets
  • 30% Faktor Tilt — es. VHYA (FTSE All-World High Dividend ad accumulazione) oppure Minimum Volatility (es. MSCI World Min Vol)

L'obiettivo di questa quota del 30% è intercettare fattori come Value, Quality o Low Volatility per stabilizzare il portafoglio nei momenti di flessione del mercato.

può avere senso?
Avete alternative? suggerimenti?

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u/Inside_Location6795 — 4 days ago
▲ 62 r/TooBigToFailPodcast+1 crossposts

Perché investire 100% in azioni è un'idea stupida (anche se siete giovani)

So che questo titolo farà arrabbiare il 90% del sub.
"Time in the market beats timing the market", "da giovane puoi permetterti il rischio", "nel lungo periodo le azioni vincono sempre", eccetera eccetera. Lo sappiamo tutti. Il problema è che tutti questi mantra si basano su un'idea di rendimento medio che, a conti fatti, non è quella che vivrete davvero voi, nella vostra vita, una sola volta.
Vediamo la cosa da due angolazioni completamente diverse: una matematica e una più “esistenziale”.

La matematica

Partiamo da una domanda semplice. Se vi propongo una scommessa dove lanciando una moneta vincete il 40% se esce testa e perdete il 30% se esce croce, la giocate?

Un semplice calcolo dice sì, e dice pure che è una scommessa fantastica: il rendimento atteso è la media tra +40% e -30%, pesata 50/50, quindi +5% a lancio. Nessun investimento al mondo vi offre un premio del genere. Secondo la logica classica, dovreste giocare il più possibile.

Ora proviamo a giocare davvero, non una volta sola ma in sequenza, reinvestendo ogni volta l'intero capitale, esattamente come succede al vostro portafoglio, dove il valore di quest'anno diventa la base di partenza per l'anno prossimo. Partiamo da 100.000€. Testa: saliamo a 140.000€. Croce: scendiamo del 30% di 140.000€, cioè a 98.000€. Siamo già sotto il capitale iniziale, nonostante una testa e una croce, cioè esattamente metà delle volte a nostro favore. Continuando ad alternare testa e croce, il capitale non torna mai al punto di partenza: si erode lentamente lancio dopo lancio. Se prendeste diecimila persone e le faceste giocare cento lanci ciascuna, la stragrande maggioranza finirebbe con un capitale vicino allo zero. Certo, una minoranza fortunata, con tante teste consecutive, porterebbe a casa cifre enormi, ed è proprio quella minoranza a trascinare in alto la "media" generale, mascherando quello che succede realmente alla maggior parte delle persone.

Come è possibile che il calcolo classico dica una cosa e la simulazione reale ne dica un'altra? Perché quel +5% è una media d'insieme : si immaginano mille copie parallele di voi che giocano nello stesso istante, e si media il risultato tra tutti questi universi.
Ma voi non vivete in mille universi paralleli. Vivete in un solo universo, il vostro, e ci vivete con una certa sequenza. Quello che conta per voi è la media temporale: cosa succede al vostro unico capitale, nel vostro unico percorso, nel tempo. Nei processi moltiplicativi (come i portafogli di investimenti) queste due medie possono divergere parecchio.
Un sistema dove coincidono si dice "ergodico"; un sistema dove divergono, come il gioco della moneta o come il mercato azionario, si dice non ergodico.

Nassim Taleb (sì, quello del Cigno Nero) ne parla spesso citando il "problema della rovina": una singola sequenza sfortunata può azzerarvi il capitale, e a quel punto tutti gli altri esiti positivi possibili semplicemente non vi appartengono più, perché in quell'universo lì non arrivate nemmeno a calcolare la media.

C'è anche un legame pratico elegante con la formula di Kelly, sviluppata negli anni '50 da John Kelly ai Bell Labs partendo dal lavoro di Claude Shannon. Il criterio di Kelly dice: se volete massimizzare la crescita del capitale nel lungo periodo non dovete puntare tutto il capitale anche quando una scommessa ha valore atteso positivo, ma dimensionare la puntata per massimizzare il tasso di crescita geometrico, non quello aritmetico (mi perdoni il prof se non spiego bene in termini matematici ma le mie competenze sono ben lontane dal mondo della matematica 🤣).
È esattamente lo stesso principio per cui, anche se le azioni hanno il rendimento atteso più alto tra le asset class, questo non implica che il 100% azionario massimizzi automaticamente la vostra crescita reale.

Da qui discende un fenomeno molto più “pratico” di rischio di sequenza: Se investite un capitale in un'unica soluzione e non lo toccate mai per trent'anni, l'ordine in cui arrivano i rendimenti conta relativamente poco, perché moltiplicare dei numeri non dipende dall'ordine dei fattori. Ma nella vita reale quasi nessuno investe così. Se fate un PAC, versando ogni mese, l'ordine dei rendimenti inizia a contare: i versamenti fatti quando i prezzi sono bassi comprano più quote, quelli fatti quando i prezzi sono alti ne comprano meno, e la sequenza specifica con cui si alternano mercati alti e bassi cambia il risultato finale, anche a parità di rendimento medio sull'intero periodo.
Il caso più drammatico è il decumulo in pensione: se prelevate una cifra fissa ogni anno e nei primi anni il mercato crolla, state vendendo sempre più quote per ottenere la stessa somma, intaccando il capitale in modo che poi, anche se il mercato si riprende, non avete più abbastanza quote per beneficiarne pienamente. Due persone che vanno in pensione a pochi anni di distanza, con esattamente lo stesso rendimento medio annuo nell'arco della loro pensione, possono avere destini economici completamente opposti solo perché una ha avuto un mercato favorevole nei primi cinque anni e l'altra no.

Il punto pratico, quello che dovrebbe cambiarvi il modo di guardare al portafoglio: ridurre la volatilità non è per dormire sonni tranquilli ma per migliorare lo scenario finale medio. Diversificare tra azioni, obbligazioni, oro e altre strategie decorrelate (es trend following, cat bonds, volatility premium) aumenta il tasso di crescita geometrico, ovvero quello che sperimentate davvero nel vostro unico percorso, spesso anche a parità, o quasi, di rendimento medio aritmetico atteso.

Piccola parte “filosofica” per i giovani

Lasciamo da parte la matematica. Il consiglio "100% azionario da giovani, tanto il tempo aggiusta tutto" presuppone implicitamente una cosa enorme, quasi mai detta esplicitamente: che voi sappiate già, oggi, quale forma avrà la vostra vita nei prossimi 30-40 anni. E onestamente, a 20-25 anni, chi lo sa davvero?
A meno che non lavoriate alle poste del paesello nella casa ereditata dal nonno e il matrimonio combinato con la scugnizza del Paese la vedo difficile fare previsioni.

Ad esempio, non sapete:

- se farete ancora questo lavoro tra 5 anni, o se cambierete completamente carriera, magari per scelta, magari perché il vostro settore non esisterà più
- se resterete nella vostra città, o vi trasferirete, magari all'estero, magari per amore, magari perché un'occasione di lavoro migliore
- se comprerete casa, quando, e con quale anticipo
- se vi sposerete, se avrete figli, quanto costeranno la loro crescita e la loro istruzione
- se divorzierete, con tutto quello che comporta in termini di liquidazione forzata di patrimonio in un momento non scelto da voi
- se resterete in salute, se un genitore avrà bisogno del vostro supporto economico
- se perderete il lavoro in un momento in cui, per pura coincidenza, il mercato azionario sta pure crollando

Il 100% azionario "funziona" nella teoria da manuale solo a una condizione molto specifica: che il capitale resti investito ininterrottamente per l'intero orizzonte, senza prelievi forzati nei momenti sbagliati. Ma la vita reale non è così.

C'è anche un altro modo di guardare alla cosa, quello del "capitale umano". Il vostro reddito futuro da lavoro è, di fatto, un asset enorme, spesso più grande di tutto il vostro portafoglio finanziario messo insieme, soprattutto da giovani. Il problema è che anche quell'asset è pieno di incognite: settore, stabilità, geografia, salute. Un portafoglio 100% azionario aggiunge volatilità finanziaria sopra a un capitale umano che è già, di per sé, tutt'altro che prevedibile. Non state diversificando l'incertezza, la state sommando.

In altre parole: l'incertezza del vostro percorso di vita personale è essa stessa una forma di non ergodicità, applicata non ai mercati ma a voi. Non potete mediare i vostri possibili "sé futuri" — quello che si trasferisce a Berlino, quello che resta nella sua città, quello che si sposa e mette su famiglia, quello che divorzia a 40 anni, quello che cambia mestiere a 35.
Vivrete un solo percorso, sequenziale, esattamente come nel gioco della moneta della prima parte, e quel percorso avrà bisogno di liquidità in momenti che oggi, semplicemente, non potete prevedere.

Letture consigliate

- tutti i libri di Taleb (sul serio, non investire un euro prima di aver letto TUTTI i libri di Taleb)
- Safe Heaven di Spitznagel
- I paper di AQR che trovate tranquillamente su Internet
- Cockroach portfolio https://mutinyfund.com/cockroach/

Se mi viene in mente altro aggiungo

u/Constant-Zone6686 — 8 days ago

Cen-to! Cen-to!... NTSG potrebbe arrivare a 100 di AUM entro ottobre 2026

Ciao,

faccio post con meme scemo solo per condividere il fatto che ormai sia molto probabile che NTSG arrivi a 100 milioni di dollari entro ottobre 2026 (ma anche 100 milioni di euro a quel punto è vicino).

Per tutti quelli con laurea/master/dottorato in materie stem: ovviamente il fit è per gioco e non ha molto senso.. come non ha senso farlo anche logistico perché siamo in fase di crescita.. ma tanto per avere una idea...

Da come cresce pare che anche quelli dal portaglio sopra i milioni e non i poveracci come me che fanno pac, possono tranquillamente investici :-)

Poi magari esce un etf ancora più fico (e tutti speriamo in un po' di alternative) e si fermerà a 500 milioni... ma 100 milioni è ormai ad un passo.

P. S.: in Italia (ma magari anche svizzera) di certo il merito per questa crescita è tutto di Nicola :-)

P.S.2 il fit è fatto con il supporto di Grok

u/Torless_1978 — 7 days ago

Habemus Avantis (avws)

Nuntio vobis gaudio magno:

Stamattina sono riuscito a comprare Avws...il Kid risulta tradotto in italiano, dopo lunga e penosa sofferenza...ce l hanno fatta.

A questo punto...che fare? Ho Zprx e Zprv con plus di circa il 20%... me ne frego e cambio prodotto? Ritengo Avantis superiore, ma non so se nel lungo periodo mi compensa di costi e tasse dello switch

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u/BasicSubstance1785 — 8 days ago

50.000 da investire, non ho fretta, obiettivo Buy and hold

Ho fatto un post identico un anno fa su l'altro subreddit di finanza personale e non è cambiato niente se non aver accumalato qualche altro spicciolo nel corso dell'ultimo anno dopo aver saldato maxi rata auto e poco altro.

Quindi questi 50k sono li e rimasti fermi

La situazione è la seguente:

M31 ral 35k(poveraccio di dio)
Obiettivo: Buy & Hold, protezione dall'inflazione, orizzonte lungo termine per la pensione che non vedrò mai a 65 anni
Liquidità sul CC: 6 mesi di stipendi.

Da quello che ho letto informandomi dalle varie fonti potrei fare:

  1. TFR su fondo pensione e versarci 5k anno 1 e aggiungere negli anni successivi max 5k per la massima deducibilità

  2. il rimanente su etf azionario all country world

  3. 10k su obbligazione vincolati 10 anni per futuro acquisto casa o cambio auto

Ha senso fare quanto sopra o suggerite tutt'altro

Saluti

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u/Jirobaye — 7 days ago

Strategia per fondo pensione

Buongiorno ragazzi.

In questo periodo di ferie sto prendendo per mano alcuni aspetti della mia situazione personale che altrimenti tendo sempre a rimandare, e oggi tocca al fondo pensione.

Ho diciamo una strategia in testa, e vorrei il vostro parere.

Ho aperto molti anni fa in preda all'ignoranza finanziaria e perchè "me lo consiglia l'amico di famiglia" un PIP di Alleanza che ovviamente voglio eliminare, per far posto a un FPN.

Tramite mio padre ho scoperto Solodarietà Veneto, e con gran piacere ho scoperto un discreto vantaggio (in teoria) per la mia situazione.

Lavoro nel metalmeccanico in Veneto (area coperta come facilmente intuibile dal nome del fpn), ma artigiano, non industria.

Pensavo fosse una penalità ma nel FPN ho una consolazione, diciamo così.

Posso aprire quello sopracitato, ed essendo artigiano non ho bisogno del mio versamento aggiuntivo per avere il contributo datoriale.

Inoltre stando alle tabelle Covip, per i FPN con storico ventennale si è comportato meglio di tutti (4.66%) e nello storico a 10 anni è nella top 3 (5.22%).

Pensavo quindi di aprire quello con i nuovi contributi del TFR (necessari solo quelli per avere il contributo datoriale, pari al 1.6% della retribuzione utile al calcolo del tfr) e spostare la mia attuale posizione di Alleanza + contributi volontari futuri in uno tra i soliti Allianz Insieme o Amundi SecondaPensione, visto che comunque Solidarietà Veneto investe in un classico 60/40 con una piccola quota (circa 3/4% totale) in private equity e private credit, poche azioni per il mio orizzonte (ho 34 anni).

Cosa ne pensate? Ha senso tenere il doppio fondo pensione o è un'inutile "complicazione"?

Il mio dubbio riguarda un possibile cambio aziendale futuro, che sto valutando: se passo a industria per avere il contributo datoriale devo mettere in solidarietà Veneto anche il mio contributo aggiuntivo, anche se poi il contributo datoriale aumenta al 2%.

Potrei in caso lasciar correre il secondo con quello che c'è dentro e versare in Sol.Ven. il resto.

Conoscete altrimenti altri fondi da prendere in considerazione?

Grazie in anticipo a chiunque voglia contribuire nel mio ragionamento.

Buone ferie a tutti!

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u/Quintiu — 7 days ago

780.000 € di patrimonio investito a 36 anni, ma la mia attività sta morendo: sono abbastanza finanziariamente indipendente da mollare tutto?

Cerco un punto di vista esterno perché penso di stare forse facendo overthinking della mia situazione finanziaria.

M36, spese annuali 36k circa. La mia passione è viaggiare, se stessi sempre a casa spenderei 25k l’anno probabilmente, ma mi ammazzerei dopo 6 mesi che sto nello stesso posto senza prendere un volo.

Attualmente ho un patrimonio investito di circa 790.000€ (tutto risparmiato da me, zero aiuti o eredità, 10 anni fa avevo 0€) così suddiviso:

● 440.000€ in azioni/ETF
● 190.000€ in immobili (valore dei 2 immobili che affitto, al netto del mutuo residuo)
● 30.000€ in diversi progetti di flipping immobiliare che mi saranno restituiti entro 12-18 mesi
● 55.000 in liquidità/obbligazioni
● 30.000€ in oro
● 35.000€ in criptovalute

Vivo all’estero, non in Italia. Non possiedo la casa in cui vivo: ho sempre scelto di rimanere in affitto e investire sempre tutto per raggiungere il prima possibile la libertà finanziaria. Infatti ho acquistato 2 appartamenti (sempre fuori Italia) ma come investimento, che mi rendono molto bene.

La mia quota degli investimenti immobiliari genera attualmente circa 850 €/mese netti, dopo mutui, tasse, manutenzione e tutte le altre spese.

Quindi, in teoria, mi servono circa altri 25.800 €/anno per coprire il mio attuale stile di vita.

La mia ragazza al momento non ha molti risparmi, quindi non la considero finanziariamente indipendente né in grado di contribuire in modo significativo alla nostra sicurezza finanziaria, inoltre attualmente guadagna circa 1.500€ al mese ma il suo lavoro non è molto stabile.

Il problema
Possiedo e gestisco un’agenzia di digital marketing da ormai 10 anni e negli ultimi anni ho capito che non voglio davvero più fare questo lavoro.

Ho quindi completamente delegato la gestione e non sto più cercando attivamente nuovi clienti. Sono semplicemente esausto dal dover interagire continuamente con persone, clienti, rincorrere pagamenti, rincorrere gente che non si presenta alle videochiamate senza avvisare, ecc.

Sono sempre più disinteressato all’attività e, di conseguenza, i clienti se ne stanno andando mese dopo mese.

Per il momento guadagno ancora circa 4.000€ al mese dalla mia agenzia web, ma penso che questo reddito diminuirà di circa il 5% al mese e potenzialmente nel peggiore dei casi potrebbe arrivare a 0€ entro 18 mesi.

Questa situazione mi sta creando uno strano problema psicologico.

Sulla carta, mi sembra di essere relativamente al sicuro perché anche se smettessi di guadagnare oggi ho un buon patrimonio e alcune entrate da affitti.

Ma emotivamente continuo a sentirmi in ansia perché il reddito della mia attività sta diminuendo e non so se dovrei continuare a spingermi per guadagnare di più ancora per qualche anno oppure semplicemente accettare il fatto di avere già abbastanza.

Mi piacerebbe avere un figlio nei prossimi 3-4 anni, probabilmente.

Non sono mai stato particolarmente interessato a comprare una casa in cui vivere, per due motivi:

  1. Non sono mai sicuro al 100% di dove voglio vivere per il resto della mia vita, quindi ho sempre preferito mantenere la flessibilità dell’affitto;
  2. Anche dal punto di vista finanziario, per me è sempre stato conveniente affittare e investire i soldi (sia nel mercato azionario sia in altri immobili da mettere a reddito, nei quali però non vivrei personalmente).

Ora, pero, sto iniziando ad avere un po’ di ansia perché nella zona in cui vivo i prezzi degli immobili sono aumentati del 50% negli ultimi quattro anni, e comprare un appartamento decente in cui mi piacerebbe vivere costerebbe almeno 300.000-350.000€.
(Ovviamente anche i miei investimenti immobiliari hanno avuto questa rivalutazione, ma non avendo intenzione di venderli ora non la realizzo)

Continuo a pensare a cose come:
- E se il mio portafoglio crollasse del 30-40%?
- E se volessi comprare una casa? Perderei la libertà finanziaria finché non recupero quel capitale.
- E se avessimo dei figli?
- E se la mia ragazza non avesse più né reddito né risparmi?

Dovrei accettare il fatto di avere già abbastanza sicurezza finanziaria per abbandonare una carriera che non mi piace più, oppure dovrei stringere i denti e continuare ancora qualche anno? O magari semplicemente lasciar morire la mia attività e cercarmi qualche altro lavoretto part-time, magari in un settore diverso che possa piacermi di più?

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u/Hot-Initiative-6040 — 10 days ago