Morire di caldo lavorando
▲ 12 r/Italia

Morire di caldo lavorando

Ciao a tutti. Ogni estate, puntuale, si riapre il dibattito sulle ordinanze regionali per fermare il lavoro all'aperto nelle ore più calde (edilizia, agricoltura, logistica). Misure sacrosante, per carità, ma che hanno un enorme difetto: trattano un problema strutturale come se fosse un'improvvisa calamità naturale.

I dati dicono che l'Italia è tra i paesi europei con il più alto tasso di mortalità legato alle ondate di calore, e a pagare il prezzo sono spesso operai sui cantieri stradali (con l'asfalto a 60 gradi) o braccianti agricoli migranti, spesso invisibili e privi di tutele reali.

Climatologi e associazioni di categoria lo dicono da anni: il clima di trent'anni fa non esiste più. Ha ancora senso organizzare i turni di lavoro e la produttività con gli stessi identici standard del passato? Di chi è la responsabilità di questo ritardo sistemico?

Ho provato a raccogliere un po' di dati e riflessioni (anche sul paradosso di chi lavora nell'irregolarità e non può essere protetto da nessuna ordinanza) in questo articolo su Substack, se vi va di approfondire: https://open.substack.com/pub/fiumana/p/morire-di-caldo-lavorando?r=477mbd&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true

u/d-modola — 6 days ago
▲ 7 r/rapitaliano+2 crossposts

Da DJ Premier a Pianura: dove batte il vero cuore dell’hip-hop

Ciao a tutti,

lo scorso weekend sono stato al Platinum Plus a Bagnoli (Napoli) a vedere DJ Premier e i M.O.P. Un evento pazzesco, 1.300 persone, organizzazione ottima. Però, mentre ero lì, non riuscivo a non pensare alla Kianur Hillz Jam a Pianura dove ero stato la settimana prima: quattro ragazzi, un gazebo, due microfoni e un parchetto pubblico riqualificato dal basso in un quartiere cementificato.

Mi è venuta spontanea una riflessione su quanto l'industria culturale (da Geolier a Kendrick, fino alle Olimpiadi) stia cambiando la percezione dell'hip-hop, e su come le piccole jam di periferia siano in realtà l'unica cosa che tiene vivo il tessuto sociale originario di questa cultura.

open.substack.com
u/d-modola — 11 days ago
▲ 8 r/PensieriItaliani+1 crossposts

Remigrazione: come fare propaganda con nulla in mano

Quanto costerebbe davvero all'Italia la "Remigrazione"? Un'analisi costi-benefici basata sui dati.

Ciao a tutti, Negli ultimi tempi (anche complici le cronache europee, come il caso AfD in Germania o le ultime dichiarazioni di esponenti nostrani) si sente parlare sempre più spesso del concetto di "remigrazione" – ovvero il piano di rimpatrio forzato o incentivato su larga scala non solo di irregolari, ma anche di regolari o seconde generazioni considerati "non assimilati".

Al di là del dibattito etico e costituzionale (che meriterebbe un capitolo a sé), ho provato a fare un'analisi puramente economica e di fattibilità logistica, numeri e rapporti ministeriali alla mano, per capire se una proposta del genere sia sostenibile o se sia solo uno slogan da campagna elettorale permanente.

Ecco alcuni dei punti emersi dall'analisi:

  • Costi diretti enormi: Se un singolo rimpatrio forzato oggi costa alla macchina burocratica circa 3.000€, l'espulsione delle 500.000 persone teorizzate dai promotori del progetto supererebbe gli 1,8 miliardi di euro di spesa pubblica (senza contare la costruzione e gestione dei CPR).
  • Impatto sul PIL e sull'economia reale: I lavoratori stranieri producono oggi 177 miliardi di valore aggiunto (il 9% del PIL italiano). Settori come agricoltura, edilizia e logistica subirebbero uno shock da paralisi immediato.
  • La tenuta dell'INPS: In un Paese demograficamente vecchio come l'Italia, i contributi versati dai lavoratori immigrati mantengono di fatto in piedi il sistema previdenziale. Rimuoverli accelererebbe il collasso del welfare familiare (colf/badanti).
  • Attivo fiscale: Contrariamente alla percezione comune, gli immigrati incidono solo per il 3% sulla spesa pubblica (essendo una popolazione mediamente giovane che usa meno sanità e pensioni). Il bilancio dello Stato tra tasse versate e servizi fruiti è in attivo di +1,2 miliardi all'anno.

L'alternativa? Gli esperti stimano che un'integrazione seria (accoglienza + formazione professionale e linguistica) costi circa 10.000 euro una tantum per migrante, trasformandosi in un attivo fiscale grazie all'emersione e alla regolarizzazione del lavoro nel giro di pochissimi anni. In sintesi, la remigrazione è un costo secco che impoverisce; l'integrazione è un investimento produttivo.

Ho approfondito la questione esaminando i dati della Fondazione Leone Moressa e i dati ministeriali in un articolo completo su Substack.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e se, secondo voi, lo sviluppo di questa retorica nel dibattito pubblico sia destinato a rimanere pura propaganda o se rischia di produrre danni normativi reali.

fiumana.substack.com
u/d-modola — 26 days ago
▲ 15 r/napoli

Viaggio nella Napoli dell’ordinanza anti-bevande

Questo weekend sono stato nel Centro Storico di Napoli per vedere da vicino gli effetti della nuova ordinanza anti-movida del Comune.

Parliamo del provvedimento che vieta le bevande da asporto dopo le 22:30, impone chiusure anticipate ai locali e limita musica ed eventi nelle zone della movida.

Ho passato diverse ore tra Piazza Bellini, Palazzo Giusso e Mezzocannone osservando la situazione e parlando con commercianti e persone presenti in piazza.

Da una parte ho trovato controlli molto rigidi e locali attentissimi a rispettare le regole. Dall’altra sono emerse parecchie contraddizioni: ad esempio non puoi comprare una birra in un minimarket, ma puoi prenderla tranquillamente agli H24. Oppure puoi mangiare una pizza sul posto ma non bere nulla insieme.

Molti commercianti parlano già di un forte calo degli incassi e sostengono che, alla fine, siano soprattutto loro a pagare il prezzo dell’ordinanza.

Ho scritto un articolo/reportage su quello che ho visto e sulle contraddizioni di questo provvedimento.

Secondo voi ordinanze del genere funzionano davvero contro il degrado e il caos della movida oppure rischiano solo di spostare il problema altrove?

open.substack.com
u/d-modola — 2 months ago
▲ 12 r/napoli

Ciao a tutti. Passo spesso per Piazza Cavour e la situazione è diventata ormai insostenibile, non per il "decoro" in sé, ma per la dignità delle persone.

Da un lato abbiamo la Napoli dei record: B&B sold-out, turisti ovunque e narrazione da "città in crescita". Dall'altro, a pochi metri dal Museo Archeologico, decine di persone dormono per terra tra coperte sporche e indifferenza totale.

Mi chiedo: com'è possibile che una città che trova spazio (e case) per migliaia di turisti "mordi e fuggi" non riesca a trovare una soluzione dignitosa per poche decine di ultimi? Le associazioni danno consigli da anni, ma sembra che le istituzioni abbiano scelto di non vedere.

Ho provato ad analizzare questo contrasto in un articolo su Substack (senza paywall). Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi che vivete la città o ci passate ogni giorno.

u/d-modola — 2 months ago