Le birre analcoliche sono sottovalutate
Non ho nessun problema con l'alcool, lo reggo bene e non ho dipendenza. Mi piace la birra (a parte quelle dolci tipo alla ciliegia o simili), ho in casa il mio angolo di superalcolici a cui attingo ogni tanto per il dopocena (al momento whisky, vodka e liquori polacchi alla frutta o al miele), bevo vino soprattutto in pranzi/cene di famiglia e con gli amici.
Ultimamente mi capita sempre più spesso di avere in casa qualche bottiglia di birra analcolica. La prima volta l’ho comprata per sbaglio al supermercato senza leggere bene l’etichetta. Ho pensato “beh, ormai la bevo”, ma mi sono reso conto che spesso la preferisco.
Ad esempio, se voglio leggere qualcosa di un po’ impegnativo o scrivere un po‘ di codice scelgo la birra analcolica 9 volte su 10. Ho il sapore, lo sfizio e l’idea di relax della “birretta”, e niente di quel minimo di perdita di concentrazione che a volte l’alcol può dare. E da amante delle bolle e del salato più che del dolce, il fatto che esistano bevande frizzanti, non dolci e senza alcool è una cosa che apprezzo molto.
La cosa assurda è che ogni tanto sento un po’ di imbarazzo quando la metto nel carrello al supermercato, come se la gente dovesse pensare che sono un ex alcolista. Ovviamente so bene che a nessuno frega niente di quel che compro e che nessuno ci fa caso, ma comunque quella sensazione ogni tanto c’è.
Mi sembra che la birra analcolica abbia questa fama di essere il surrogato triste o una roba da ex-alcolisti, invece che semplicemente una bevanda diversa con la sua ragione di esistere. Sono solo io?