
u/shadowtempest91

Ieri al corso di ballo l'insegnante ha dovuto rispiegare la coreografia dall'inizio. Un'altra volta.
È una coreografia a cui il corso, un corso avanzato di una certa disciplina con gente che fa questa cosa da tre o quattro anni, sta lavorando da febbraio, quando io non c'ero per motivi di lavoro. Poi sono tornato, ho studiato il nuovo pezzo della coreografia che ci è stato fatto vedere in quella lezione e due settimane dopo, con un'altra ragazza che in verità non è del nostro corso, guardando le registrazioni di quando ero assente mi sono studiato anche il pezzo che mi mancava. Da allora, dopo un veloce ripasso dei movimenti a inizio lezione io mi ricordo tutto, sono a posto, e la faccio tutta senza sbagliare un passo. Ma per quelli che sono con me, quasi tutti quantomeno, ogni lezione è come se la vedessero per la prima volta.
Ci sono figure che facciamo da uno, due, a volte tre anni, che io inserisco continuamente nel ballo libero e che ogni tanto portiamo alle serate di balli social, che queste persone devono ogni santa volta reimparare da zero perchè è come se non le avessero mai viste o fatte in vita loro. Mi chiedono dove le ho imparate. Gli rispondo che le ho imparate con loro, al corso, X mesi o anni prima. Vuoto.
Ogni volta che accade io resto basito, o per meglio dire, in un bizzarro gioco di specchi e leve, GLI ALTRI restano basiti. La musica parte, io comincio la coreografia, tutti si fermano dopo tre figure mentre io tiro dritto per due minuti, lasciando sbigottita l'intera classe, la ballerina che balla con me che si ritrova giocoforza coinvolta in questa dimostrazione di eccellenza (e che tanto a dire la verità manco sarebbe tenuta a imparare niente, in teoria, dato che deve solo lasciarsi guidare) e a volte pure l'insegnante. Tiro dritto così tanto che in seguito non basta un'ora di lezione per far reimparare tutte quelle figure al resto della classe. Non basta una lezione intera per ristudiare quello che io semplicemente ricordo.
Ieri è successo ancora. Un'ora intera persa per rispiegare ai corsisti la prima META' di una coreografia che io ho interiorizzato da un oltre mese.
La settimana scorsa una tipa si è arrabbiata con me, per finta, anche se tutto sommato quando si fanno 'ste scenate c'è sempre un fondo di verità, perchè stavo "dando idee all'insegnante" su come complicare e allungare la coreografia. Esistono prove documentali (ovvero: i video di cui parlavo sopra) da cui si evince che LEI ERA PRESENTE quando quella coreografia è stata creata. Questa gente ha GIA' FATTO quella coreografia ed è stata FILMATA mentre la ballava, eppure a me tocca fare la figura del fenomeno che ricorda tutto.
Questa non è che la punta dell'iceberg di un problema più ampio.
Odio la gente che non ha memoria. Da tutta la vita mi rendo conto che attorno a me la gente dimentica. Ora io non dico di avere una memoria fotografica e di non prendere degli svarioni ogni tanto: anche io mi dimentico i regolamenti dei giochi o gli impegni, ogni tanto, e anche io ho faticato a scuola con le materie di cui non mi importava nulla, ma ci sono situazioni, nella mia vita di tutti i giorni, in cui vedo la gente prendere degli svarioni colossali perchè non si ricorda le cose, per poi accusarmi di inventarmele.
Quante volte mi sono sorbito il supplizio di fornire nuovamente informazioni a chi già era tenuto a saperle, mostrando documenti di vario genere per dimostrare che io avevo ragione. Quanto tempo perso su discussioni già vissute. Quanta rabbia per essere io il solo a ricordare.
Ogni tanto in momenti di debolezza ci sono cose che anche io vorrei dimenticare. Vivo nel passato, faccio fatica a lasciare andare le relazioni con le persone, gli amori, i rancori, e questo a volte è un problema, però dio cane preferisco di gran lunga vivere la mia vita come un cazzo di disco rigido piuttosto che veder sparire ogni cosa ogni volta che chiudo gli occhi.
Quanto dev'essere stressata la gente per non ricordarsi una coreografia che studia tutte le settimane? Queste persone non sono obbligate ad esserci. Pagano una retta mensile per un corso di ballo serio. Eppure dimenticano tutto come bambini obbligati a studiare cose che odiano. E pensare che quello a cui fanno cagare le coreografie, proprio perchè intaccano la base creativa di quello che secondo me dovrebbe essere il ballo di coppia, sono sempre io, ed è per quello che mi serve ogni settimana il ripassino, ma dopo quel ripasso poi basta, ce l'ho in mente e posso andare avanti. Loro no: da zero, ogni volta.
Quanto bisogna essere stanchi per non ricordarsi la trama, i personaggi, i TITOLI di film, di libri, di serie tv? Io tendo a non riguardare i film perchè banalmente me li ricordo. Mio padre mi dice che ha visto un film la sera prima e non c'è mai una volta che ne ricordi il titolo. Abbiamo parlato di Into The Wild/Nelle terre estreme, che avevo appena finito di leggere. Mio padre l'ha letto parecchi anni fa. Ho menzionato che la prima metà fosse di fatto una raccolta di interviste mentre la seconda metà era un volo pindarico sul senso della sfida della morte nei giovani che si danno all'esplorazione delle terre estreme, con anche un paio di capitoli in cui l'autore parlava del suo rapporto con l'alpinismo. Lui non ricordava niente di tutto questo. Ha detto che forse ha letto un altro libro. Non ricordava che ci fossero le interviste, figurarsi tutto il pezzo dopo.
Quanto dev'essere frustrato qualcuno per rimuovere interi pezzi di vita? Quante volte ho sclerato con mia madre, da bambino, chiamandola "la novitona" perchè per lei "tutto è novità"? Ogni tanto lo faccio ancora. Intere discussioni dimenticate. Intere considerazioni cancellate. Intere conclusioni da trarre da zero perchè lei aveva fatto tabula rasa di cose che ci eravamo detti?
Quante volte i miei amici hanno detto che avevo "una memoria assurda" per ricordarmi che qualcuno alla materna giocava a mettersi un Ciccio Bello sotto la maglia per poi andare in giro col pancione dicendo di essere incinto? Per ricordarmi chi dei miei amici strettissimi aveva votato contro di me in un'assemblea di classe al liceo, nel dirimere una faccenda che aveva portato alla rottura di una finestra e che si era risolta con la decisione di farmene pagare quasi completamente in toto la riparazione? Per ricordarmi ogni singolo momento di ogni mia relazione passata?
Io mi ricordo anche le cose orrende. Mi ricordo di come bullizzavo alcune persone al liceo. Di come umiliavo alcuni amici alle elementari come solo i bambini sanno fare. Di alcune dichiarazione d'amore estreme che non avevano portato a niente. Di come in momenti di debolezza avevo maltrattato le persone che amavo. Di tutte le balle che ho detto per gioco o per necessità. Ma attorno a me persino le persone coinvolte assieme a me, talvolta a proprie spese, in questi momenti non ricordano nulla. Io ricordo certe cose come dei traumi, soffro di continuo quando ci penso, almeno una volta ogni qualche giorno, ma non dimentico mai.
Io credo che la gente TEMA di ricordare. Io mi circondo di cosette che chiamo con vari nomi, "filatteri", "horcrux", "memorie": cartoline, lettere, oggetti che le persone della mia vita, anche e in particolare ragazze che ho frequentato per più o meno tempo, mi hanno lasciato. Fotografie, pensierini, regali. Anche documenti: fogli scritti in una lingua straniera che mi riportano a una certa esperienza, appunti su altre lingue, biglietti di concerti, treni o aerei. Mappe dei posti che ho visitato. Oggetti che mi ricordano chi ero. Al tempo stesso mio padre gode fisicamente nel portare le cose in discarica. Mia madre cerca da sempre di imitarlo: una volta in un momento che non saprei definire in altro modo se non "di delirio" buttò via TUTTE LE SUE CARTOLINE. Le chiesi perchè; disse che erano di gente che ormai aveva perso di vista. Le dissi che c'era anche una cartolina che io e lei ci spedimmo dall'altra parte del mondo quando ero un bambino, dall'aeroporto, prima di prendere l'aereo per tornare. Non ricordava nulla. C'era una cartolina che le spedii da Malta la prima volta che mi feci un vacanza prolungata all'estero da solo. Non ricordava. Le dissi che c'era una cartolina che le spedii da Vienna una volta, in cui facevo riferimento al fatto che fossi lì con amici, quando in realtà ero là con una ragazza straniera che divenne poi il mio grande amore, ed era stata anche quella omissione un pezzo della mia crescita emotiva. Niente, tabula rasa, mi ha detto che non c'era nessuna cartolina mia.
Ogni volta che qualcuno si dimentica qualcosa che nella mia testa è limpido io vorrei che, come una grande piaga divina, per un momento, tutti attorno a me si ricordassero, di colpo, tutto ciò che hanno dimenticato. Vorrei che bruciassero nella consapevolezza di tutto ciò che della loro vita hanno, forse intenzionalmente, rimosso. Vorrei che si vergognassero per tutto ciò che hanno cancellato.
Dove cazzo vuoi andare se non ti ricordi neanche da dove vieni.