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Una serie di tornado si è abbattuta sul Sud Italia, dalla Sicilia al Salento. Quello più intenso ha colpito la zona a sud di Marsala (dove sono state osservate almeno 6 trombe marine), causando danni ingenti e dei feriti, due dei quali in codice rosso.

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Tornado estremamente intensi hanno colpito la zona a sud di Marsala, causando danni ingenti, tra cui una scuola, due feriti gravi e altri tra i bambini della stessa scuola.

Molti commenti sui social sottolineano come questi fenomeni non si sarebbero mai verificati prima o, comunque, non sarebbero mai stati avvistati dagli abitanti di quelle zone.

Ma è davvero così?

Le trombe d’aria, o tornado, non sono in realtà fenomeni nuovi per la Sicilia. Quello che ha colpito la zona di Marsala è probabilmente tra i più intensi mai vissuti dalla popolazione, ma non è, di per sé, un fenomeno totalmente nuovo da attribuire con sicurezza al cambiamento climatico, come alcune analisi “da social”, un po’ troppo premature, vorrebbero far pensare.

I tornado siciliani rappresentano più del 10% dei tornado italiani, ben 66 casi su quasi 600.

***È molto difficile stabilire se il cambiamento climatico abbia avuto un ruolo, a causa della forte variabilità e della ridotta scala spaziale e temporale associate a questi eventi. Le prime indicazioni suggeriscono che, con il cambiamento climatico, potrebbero svilupparsi condizioni atmosferiche più favorevoli ai tornado, ma la questione è ancora aperta.***

Va quindi tutto bene? Certo che no, perché parliamo comunque di fenomeni estremamente pericolosi e poi perché il fatto che ci sia molta incertezza riguardo al ruolo del cambiamento climatico per questi fenomeni specifici non significa che in futuro questi non possano davvero aumentare in frequenza o intensità a causa di esso.

@rob.ingrosso

Fonte video: Centro Meteorologico Siciliano e Matteo Tidili.

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u/Gabboriele — 5 days ago

Ballottaggio in Brasile: l'impatto critico delle elezioni presidenziali sulla sopravvivenza della Foresta Amazzonica

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I risultati del primo turno in Brasile ci mettono di fronte a uno scenario critico, Flávio Bolsonaro è in vantaggio su Lula e la partita si deciderà al ballottaggio. Non si tratta solo di politica interna, ma del futuro della più grande foresta pluviale del pianeta.

I dati dell'INPE parlan chiaro, con Lula la deforestazione è scesa ai minimi storici, salvando oltre 20.000 km² di foresta negli ultimi anni. Al contrario, l'era Bolsonaro ha visto il picco degli abbattimenti, trainato dal taglio dei fondi alle agenzie di controllo e dal via libera a pascoli e miniere nelle aree protette. Sia chiaro, Lula non è il salvatore del pianeta e le sue politiche sull'estrazione petrolifera e sulle infrastrutture in Amazzonia sollevano forti critiche, ma tra il suo pragmatismo imperfetto e la devastazione sistemica promossa da Bolsonaro non c'è paragone.

Se Bolsonaro dovesse vincere il ballottaggio, il rischio è che l'Amazzonia si avvicini a un punto di non ritorno irreversibile, trasformandosi in una savana arida e liberando enormi quantità di CO₂. Con in più le inchieste sui finanziamenti americani alla destra brasiliana che aggiungono ulteriore tensione, questo ballottaggio è a tutti gli effetti uno snodo decisivo per la crisi climatica globale.

u/Gabboriele — 10 days ago