
Sul cambiamento climatico, dalla cronaca recente, una posizione personale
Una breve riflessione su coloro che criticano la mia visione di necessità di fine della città densa: pesco giusto qualche evento catastrofico gigante recente, terremoto in Cile, poi Colombia, ora Indonesia. In tutti e tre i casi le vittime vengono da palazzi multipiano, vittime in casa praticamente non ce ne sono e in Colombia vive in casa il 62% circa della popolazione, in Cile invece vivono quasi tutti in appartamento, ed in Indonesia tolto Jakarta, Surabaya, Bandung, vivono quasi tutti in case, e guarda caso in Cile è dove ci sono state il maggior numero di vittime.
Adesso è l'alluvione di Tokyo, 8 morti sino a ieri, 400.000 evacuati e memento che Tokyo ha un'immensa opera idraulica anti-alluvione che consuma un fracco d'energia di pompaggio https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/12/03/tokyo-cattedrale-sotterranea-alluvioni-cambiamento-climatico/
Immagino avrete anche letto qui e la sulle polemiche delle assicurazioni catastrofali, per tantissimi immobili soggetti ad alluvione o frana, dove qui e la si dice sempre più chiaramente che non sarà possibile assicurarli perché costerebbe troppo.
Beh, questo è semplicemente un invito a riflettere in tranquillo weekend agostano, magari mentre rosolate per un blackout da domanda non soddisfacibile di energia estiva, e chi come me ha il fotovoltaico con stoccaggio, con o senza blackout di rete climatizza la casa intera ripagando l'investimento a consumo ZERO dalla rete.
Amici e parenti quando annunciai di lasciare la città per i monti, costruendo a nuovo mi diedero del pazzo, perché beh, "il telelavoro è solo una moda, poi perderai le connessioni e la tua carriera sarà finita", "nuovo? Ma no! Con tutto il costruito che c'è, tutto elettrico non riuscirai manco a scaldarti e le bollette ti uccideranno! Si romperà tutto subito!", questo 11 anni or sono, 6 anni or sono con l'auto elettrica ed il fotovoltaico "ma sei pazzo! Non potrai più viaggiare, poi le EV han sempre problemi e bruciano di continuo, il fotovoltaico? Sono soldi buttati non serve a nulla" e han visto le mie bollette, sono stati da me in ogni stagione toccando con mano il comfort e visto le loro, a loro qui e la se guastata vuoi l'auto vuoi la caldaia ecc e pian piano l'idea ha cominciato a cambiare, ce ne vuole ancora perché anche se non mi dan più del pazzo e qui e la mi dicono che "c'è qualcosa di giusto in quel che fai", per es. si son ricreduti circa tutti sul fotovoltaico, beh qui domando a voi: quanto ancora pensate vi ci vorrà per capire? Quanto dovrete esser personalmente toccati per convincervi?
Quanto per capire che è una deurbanizzazione possibile SE fatta col pubblico dietro e rilancia l'economia per 20+ anni almeno con lavori non delocalizzabili che per semplicità possono esser assorbiti da manodopera non granché qualificata, ovvero lavoro per tantissimi disoccupati e lavoro non sporco di cemento sulle facciate, ma di carpenteria lignea e metallica, dove polveri, fatica e sudore sono decisamente meno?
Memento: l'Italia è piazzata piuttosto bene per questa migrazione, meno della Francia, meno dei paesi del III mondo, perché la demografia è vecchia e il paese è urbanocentrico, ma ha le risorse naturali ed umane per una simile mossa e ha una marea di gente in zone a rischio che sapete bene non sono ricostruibili in loco e dovranno esserlo se si vuole restar li, per mera impossibilità tecnica e spreco di risorse.