
r/TransItalia

Uno psichiatra è strettamente necessario per fare la transizione?
Buongiorno gente, scrivo questo post perché mi sto rimettendo in ballo (secondo tentativo di fare una transizione medica) e avrei un dubbio sul processo.
Ho un amico trans che mi ha riferito che il processo è formato da 3 step:
- Psicologo (6 mesi)
- Psichiatra (6 mesi)
- Endocrinologo
Ammetto di essere molto ignorante nel soggetto, in quanto sono sempre stato bloccato al primo step da psicologi che non se ne intendevano di disforia di genere.
Quest'anno ne ho trovata una che è specializzata nella tematica e volevo riprovare, ma su internet trovo scritto che lo psichiatra non è necessario.
Tutti quelli che conosco mi dicono che invece è necessario perché lo psicologo non può farmi una diagnosi clinica o prescrivermi gli ormoni.
Qualcuno che ne sa saprebbe spiegarmi come funziona?
Grazie mille e mi scuso per il disturbo, è che le mie fonti sono contrastanti, non so se c'entra il fatto che il mio amico abbia fatto la transizione nel settore pubblico, quando aveva 16 anni.
Io sono maggiorenne da un po' e andrei nel privato, quindi speravo che il processo fosse diverso
Non riesco a capire se sono trans o è insicurezza
Sono biologicamente donna, dovrei essere FtM, ma non lo riesco a capire.
È da tutta la vita che mi sento più vicin* al genere maschile (vestiti, modi di fare, giochi di ruolo in cui interpreto più uomini che donne), ma adesso ho una confusione mentale enorme.
A me piacciono i ragazzi ma non ho mai avuto nemmeno una vera amicizia con uno di loro, e visto ciò, quando mi ritrovo a parlare con loro vorrei essere percepit* più come una "donna", perchè in un certo senso vorrei che mi guardassero.
Nei confronti degli uomini ho provato più volte invidia per il loro corpo, il bacino più piccolo, la mascella definita, volevo essere così anch'io.
Allo stesso tempo, ci sono dei momenti in cui il mio corpo femminile mi piace, e penso che, dopo la transizione, determinati vestiti non mi starebbero più bene. In più - di base - ho già un viso con dei tratti più maschili, e ho paura che con la transizione lo diventino ancora di più (oltre alle spalle che sono già un po' larghe. Mi è sempre piaciuta l'idea di avere un viso più "dolce", quindi ho un po' paura.
Ci sono delle insicurezze corporee che (credo) che non mi farebbero piacere il mio corpo nè da uomo nè da donna, cioè la magrezza, il viso. Questo farebbe pensare che potrei essere non binary, ma il pensiero di non identificarmi sostanzialmente in nessuno dei due generi, mi manda in crisi.
Ho i pensieri così confusi che in questo periodo nè i pronomi maschili nè quelli femminili mi fanno sentire a mio agio. È come se non mi sentissi nè abbastanza maschio, nè abbastanza femmina. Sento che nemmeno la terapia mi sta aiutando e non so come fare a capire se sono trans o se è solo tutta una mia insicurezza.
Ho persino fatto coming out con mia madre, ma ancora non riesco a capirlo.
Odio gli onomastici
(MtF 19) Nella famiglia allarganta non lo sa nessuno a parte i miei genitori quindi nel gruppo di famiglia mi fanno gli auguri con il mio deadname, so che non lo fanno apposta ma fa lo stesso male, in realtà solo una persona irl sa come mi chiamo anche se ho cominciato con qualche coming out già non mi sono presentata con il mio nome perché spesso ci incontriamo in contesti pubblici quindi non voglio espormi troppo così. Non lo sanno nemmeno i miei del mio nome infatti gli auguri me li ha fatto pure mia madre… proverò a parlargliene ;p
Tempistiche Endocrinologiche
Ciao a tutti!
Settimana prossima farò (finalmente!) la prima visita con l'Endocrinologo, inizialmente da un privato per poi confluire nel SSN (i tempi di attesa erano veramente troppo lunghi, feci domanda a Marzo appena ricevuto il nullaosta ma il primo appuntamento utile per il pubblico me lo diedero il 01/07/2027) per iniziare il testosterone... il punto è che trovo pochissime informazioni riguardo a cosa aspettarmi durante la prima visita, perlomeno qui in Italia.
Mi spiego meglio: ho letto moltissimi resoconti, tra controlli della peluria etc etc, ma mi chiedevo, a livello di tempestiche effettive, quanto dovessi ancora attendere, indicativamente, per avere una prescrizione dal medico. Trovare informazioni al riguardo è oggettivamente arduo, perlomeno per me. Se qualche buon anima che ha già fatto questa via crucis burocratrica tra visite ed altro potesse darmi una qualche idea, gliene sarei davvero grato!
Grazie a tutti 🫂
Esperienza negativa con consultorio trans e confusione identitaria
Ciao a tutti, voglio portare la mia esperienza nonostante siano trascorsi anni dalla vicenda.
A circa 22 anni dopo diversi anni di sofferenze sono riuscito a liberarmi della mia famiglia omo/transfobica e mi sono messo in contatto con un consultorio familiare del sud Italia. Non sarò specifico, ma mi trovavo nella regione Campania.
Sono stato seguito da una psicoterapeuta che teoricamente è specializzata della DIG ma, durante il percorso al consultorio, "terminati" gli appuntamenti di prassi, mi ha portato nel privato sostenendo che il mio problema più grande non fosse dover transizionare, ma legittimare la mia vita e liberarmi della mia famiglia tossica-abusiva, e per questo dovevo essere ancora seguito, perché era più importante risolvere i problemi "sottostanti", prima di consegnarmi la relazione per transizionare.
All'epoca ero veramente un ragazzetto e mi sono sentito tendermi una mano, quindi l'ho accettata.
Dopo un altro anno in cui ero seguito da questa professionista nel privato, senza quindi più presentarmi al consultorio e pagando le sedute in nero, la professionista mi ha convinto che in realtà volevo transizionare perché sono cresciuto in una famiglia patriarcale, e senza farmi alcun tipo di test psico-diagnostico, mi ha diagnosticato un disturbo della personalità, a parole. La diagnosi mi ha gettato in una situazione di profondo sconforto e mi sono alienato dal mondo.
Sosteneva che la mia disforia di genere fosse una conseguenza del mio disturbo della personalità. Peccato che negli anni ero stato molto coerente con me stesso: un nuovo nome da che avevo 15-16 anni, un buon passing. Mai nessun particolare cambiamento.
Questa cosa mi ha gettato in una profonda crisi esistenziale e identitaria di cui ancora oggi pago lo scotto, e mi ha manipolato affinché io vivessi secondo il mio sesso assegnato alla nascita. Nel mentre sono finito in una relazione tossica-abusiva che lei appoggiava, nonostante io, in un momento di lucidità, avessi portato in terapia anche la persona con cui avevo una relazione, poiché la situazione era insostenibile e anche questa persona mi "forzava" a comportarmi secondo un genere/sesso che non riconosco come mio. Forse chiedevo inconsciamente aiuto, chissà.
Intanto la terapeuta mi aveva convinto che dovessi rassegnarmi e accettare la mia "situazione", e che quindi transizionare fosse stato tipo un capriccio, perché vivendo in quella relazione (che nel mentre era diventata una convivenza, anche piuttosto violenta, dove ho subito abusi fisici e psicologici), sarei fiorito nel mio sesso assegnatomi, sentendomi "amato per quello che sono".
Mi sono riuscito a liberare della situazione in cui mi sono ficcato con questa terapeuta dopo 3 anni, semplicemente non presentandomi più in terapia, ma ora vivo una scissione. Mi sento un impostore, come se mi fossi creato una "personalità alternativa" sin da quando ero bambino, non ho più cercato altri consultori/professionisti che si accertassero della mia DIG e ad oggi non mi sento né carne né pesce. Continuo a mantenere il mio nome e i miei pronomi ma sono diventato molto fluido, la gente giustamente non capisce più niente e nemmeno io stesso capisco nulla. Volevo avere, a 20 anni, la relazione per ultimare il percorso, cambiare i documenti, vivere per quello che sento/sentivo di essere, e invece sono finito per confondere me stesso e gli altri ancora di più. Ormai ho quasi 30 anni, un deadname che mi pesa tantissimo e sento di essermi scavato la fossa. Ho allontanato tutti da me, per la paura e la vergogna che non mi potessero capire e che mi giudicassero. Non ho più amici e non riesco a farmene di nuovi.
Al lavoro ho tantissimi problemi. Dopo 2 anni non mi hanno fatto l'indeterminato nella PA, quindi ora mi trovo di nuovo alla ricerca. Ovviamente nel CV mi presento con il mio nome di elezione, e poi a colloquio sembro l'opposto di quanto ho scritto (ovviamente parlo gender-related), sempre a causa purtroppo della mia attuale fluidità. Inoltre sono costretto inoltre a presentare i miei documenti con sesso F e deadname, insomma sto malissimo.
Ho seguito successivamente altre terapie psicologiche in cerca di supporto, ma gli specialisti non sono stati in grado di aiutarmi. Volevo riprendermi mentalmente dall'esperienza vissuta, ma ogni volta che parlo con un collega di quanto mi è accaduto con la terapeuta del consultorio, mi guardano come fossi matto, come se certe cose in questo ambito non capitassero mai. Ho fatto anche i test per il disturbo della personalità e viene fuori che non rientro nei criteri per la psicopatologia, presentando scarsi 3 punti su 9.
Quello che ho capito è che invece quando si gioca con la testa di una persona fragile (e all'epoca lo ero), si possono fare tantissimi danni. Io mi sento una vittima.
Volevo sapere se qualcuno ha avuto esperienze simili/analoghe e se avete segnalato all'albo.
Grazie in anticipo e un forte abbraccio a tutti.
Psicologi e transizione.
Mi rode tantissimo dover dimostrare che sono trans. Che cosa posso fare, sono così. È parte del mio essere. Odio che il percorso prevede questa prova, perché per me lo ha solo allungato inutilmente.
Capisco come mai c’è. Che ci sono persone che non sanno o che gli manca capire qualcosa ma che ci posso fare. Mi rode che per “colpa” di questi io ho dovuto aspettare così tanto. Mi rode che sia richiesto da me, quando io non sono mai stato altro che me e solo guardare un attimo la mia storia chiarirebbe qualsiasi dubbio.
Ora ho finito di dover dimostrare che sono trans a psicologi e psichiatri e mi tocca dimostrarlo a giudici. Bella merda.
Sembrare più femminile
Ciao a tutt NB 26, da sempre vista e percepita agli occhi di tutti come M. Grazie a un lungo percorso di psicoterapia sono arrivata alla consapevolezza che mi piacerebbe tanto essere vista anche da una prospettiva femminile che sento il bisogno di esprimere. Dentro di me ho sempre represso l'immagine femminile per paura di essere giudicata, di sentirmi sbagliata ma oggi ritrovo il mio benessere nella sua espressione (mi basta farmi le unghie o mettere una gonna per sentirmi bene con me stessa come non mai) così ho deciso di iniziare a dare voce alla ragazza che è in me, purtroppo però pecco di esperienza. Come dicevo sono sempre stata M e non ho skill per quanto riguarda trucchi e makeup che potrebbero farmi sembrare più femminile e vorrei essere aiutata in questo percorso di trasformazione dato che non ho la minima idea di come si faccia. Vi ringrazio in anticipo!