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Esperienza negativa con consultorio trans e confusione identitaria

Ciao a tutti, voglio portare la mia esperienza nonostante siano trascorsi anni dalla vicenda.

A circa 22 anni dopo diversi anni di sofferenze sono riuscito a liberarmi della mia famiglia omo/transfobica e mi sono messo in contatto con un consultorio familiare del sud Italia. Non sarò specifico, ma mi trovavo nella regione Campania.

Sono stato seguito da una psicoterapeuta che teoricamente è specializzata della DIG ma, durante il percorso al consultorio, "terminati" gli appuntamenti di prassi, mi ha portato nel privato sostenendo che il mio problema più grande non fosse dover transizionare, ma legittimare la mia vita e liberarmi della mia famiglia tossica-abusiva, e per questo dovevo essere ancora seguito, perché era più importante risolvere i problemi "sottostanti", prima di consegnarmi la relazione per transizionare.

All'epoca ero veramente un ragazzetto e mi sono sentito tendermi una mano, quindi l'ho accettata.

Dopo un altro anno in cui ero seguito da questa professionista nel privato, senza quindi più presentarmi al consultorio e pagando le sedute in nero, la professionista mi ha convinto che in realtà volevo transizionare perché sono cresciuto in una famiglia patriarcale, e senza farmi alcun tipo di test psico-diagnostico, mi ha diagnosticato un disturbo della personalità, a parole. La diagnosi mi ha gettato in una situazione di profondo sconforto e mi sono alienato dal mondo.

Sosteneva che la mia disforia di genere fosse una conseguenza del mio disturbo della personalità. Peccato che negli anni ero stato molto coerente con me stesso: un nuovo nome da che avevo 15-16 anni, un buon passing. Mai nessun particolare cambiamento.

Questa cosa mi ha gettato in una profonda crisi esistenziale e identitaria di cui ancora oggi pago lo scotto, e mi ha manipolato affinché io vivessi secondo il mio sesso assegnato alla nascita. Nel mentre sono finito in una relazione tossica-abusiva che lei appoggiava, nonostante io, in un momento di lucidità, avessi portato in terapia anche la persona con cui avevo una relazione, poiché la situazione era insostenibile e anche questa persona mi "forzava" a comportarmi secondo un genere/sesso che non riconosco come mio. Forse chiedevo inconsciamente aiuto, chissà.

Intanto la terapeuta mi aveva convinto che dovessi rassegnarmi e accettare la mia "situazione", e che quindi transizionare fosse stato tipo un capriccio, perché vivendo in quella relazione (che nel mentre era diventata una convivenza, anche piuttosto violenta, dove ho subito abusi fisici e psicologici), sarei fiorito nel mio sesso assegnatomi, sentendomi "amato per quello che sono".

Mi sono riuscito a liberare della situazione in cui mi sono ficcato con questa terapeuta dopo 3 anni, semplicemente non presentandomi più in terapia, ma ora vivo una scissione. Mi sento un impostore, come se mi fossi creato una "personalità alternativa" sin da quando ero bambino, non ho più cercato altri consultori/professionisti che si accertassero della mia DIG e ad oggi non mi sento né carne né pesce. Continuo a mantenere il mio nome e i miei pronomi ma sono diventato molto fluido, la gente giustamente non capisce più niente e nemmeno io stesso capisco nulla. Volevo avere, a 20 anni, la relazione per ultimare il percorso, cambiare i documenti, vivere per quello che sento/sentivo di essere, e invece sono finito per confondere me stesso e gli altri ancora di più. Ormai ho quasi 30 anni, un deadname che mi pesa tantissimo e sento di essermi scavato la fossa. Ho allontanato tutti da me, per la paura e la vergogna che non mi potessero capire e che mi giudicassero. Non ho più amici e non riesco a farmene di nuovi.

Al lavoro ho tantissimi problemi. Dopo 2 anni non mi hanno fatto l'indeterminato nella PA, quindi ora mi trovo di nuovo alla ricerca. Ovviamente nel CV mi presento con il mio nome di elezione, e poi a colloquio sembro l'opposto di quanto ho scritto (ovviamente parlo gender-related), sempre a causa purtroppo della mia attuale fluidità. Inoltre sono costretto inoltre a presentare i miei documenti con sesso F e deadname, insomma sto malissimo.

Ho seguito successivamente altre terapie psicologiche in cerca di supporto, ma gli specialisti non sono stati in grado di aiutarmi. Volevo riprendermi mentalmente dall'esperienza vissuta, ma ogni volta che parlo con un collega di quanto mi è accaduto con la terapeuta del consultorio, mi guardano come fossi matto, come se certe cose in questo ambito non capitassero mai. Ho fatto anche i test per il disturbo della personalità e viene fuori che non rientro nei criteri per la psicopatologia, presentando scarsi 3 punti su 9.

Quello che ho capito è che invece quando si gioca con la testa di una persona fragile (e all'epoca lo ero), si possono fare tantissimi danni. Io mi sento una vittima.

Volevo sapere se qualcuno ha avuto esperienze simili/analoghe e se avete segnalato all'albo.

Grazie in anticipo e un forte abbraccio a tutti.

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u/Street-Cattle-1302 — 14 days ago
▲ 4 r/roma

Mi sto trasferendo nella Capitale e ho bisogno di consigli

Ciao, sono quasi nei miei 30, ho un cane e ci stiamo trasferendo un po’ per volta da Napoli. All’inizio era per lavoro, poi non mi hanno indeterminizzato (lol si può dire?) e ora, mentre mi appoggio dal mio fidanzato (Roma ovest), continuo la mia ricerca di impiego sul territorio romano.

Ho un cane, utilizzo pronomi maschili e oramai mi piace perlopiù fare passeggiate (col cane!) e giocare ai videogiochi. A Roma non conosco nessuno tranne i vicini di casa, e mi sto impegnando molto per cercare un lavoro in smart come era il precedente, poiché il mio demone peloso ha un po’ di ansia da separazione e preferisco essere presente quasi h24. Questo ha chiaramente molto limitato la mia cerchia sociale, e in effetti a Roma non conoscendo nessuno ho proprio difficoltà.

Sapreste darmi dei consigli? Ho provato a parlare al parco con qualche proprietario di cane, ma becco quasi solo coppie +55 con cui magari posso condividere solo la chiacchierata sporadica poiché probabilmente sembro troppo giovane (dimostro meno di 30 anni lol). Faccio molta difficoltà. Inoltre di mio sono una persona introversa (non timida!) e sono neurodivergente.

Ad ogni modo so essere molto simpatico, mi interessa la cinofilia, la natura, l’etologia del cane, temi di attualità, videogiochi RPG (ora sto giocando un ARPG su cui mi sono chiuso, complice la disoccupazione 🫪), cerco di addestrare il mio cane e sono una persona piuttosto semplice.

Qualche consiglio? O qualche nuovo amico con cani? 🐕

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u/Street-Cattle-1302 — 1 month ago
▲ 273 r/napoli

Tornare a Napoli è un incubo

[Palesemente post sfogo]

Non so come ho fatto a vivere per 27 anni in questa città.

Sono nativo della periferia brutta (Napoli Nord), ho vissuto per un tot nella Napoli Borghese con amici (anni), e per lavoro mi sono trovato a spostarmi al Centro Italia. Ho ancora casa fittata all'Arenella e sono tornato a Napoli di nuovo dopo 4 mesi per sistemare delle cose, sono qui da pochi giorni nella casa che pago in fitto pur non essendoci mai e me ne voglio già scappare. Davvero, ma a cosa è dovuto il grado di inciviltà di questa città?

Giuro che finché ci stai dentro non li vedi i problemi, tanto tenimm o mare, o sole, a pizza. Sorbillo e Mennella.

La gente ti mette sotto sulle strisce, non rispettano le precedenze, i semafori non funzionano, dai motorini ti urlano "OOOOOOO" senza motivo mentre ti stai beatamente facendo i cazzi tuoi (e no, non mi riferisco ai cuozzi che ti posteggiano, parliamo di gente adulta), la gente ti guarda come se fossi un alieno, sono o tutti snob con la puzza sotto al naso o tutti terra-terra e si identificano palesemente nelle tribù Mau Mau, la gente è esaurita, corre, alza la voce, urla, camminano con i cani praticamente dappertutto (ho un cane anche io e la cosa mi sta disagiando perché te li lanciano in bocca), sono agitati, i napoletani cercano costantemente di fare i furbi, non ti fanno lo scontrino se compri qualcosa, qualcuno ti dice che il POS non funziona (a tutte le ore del giorno), le strade sono sporche, puoi buttare la spazzatura a giorni alterni e quindi se non è il giorno dell'Umido tolgono i cassonetti, trovi le macchine parcheggiate in seconda, in tripla e in quadrupla fila, motorini che ti investono perché sorpassano le auto ferme quando miracolosamente ti lasciano attraversare...

Ma che hanno tutti che non va?

Mi sono reso conto di tutto vivendo in un'altra città. Come farmi una doccia fredda.

Sento che sono tornato per impazzire praticamente, e sentirmi iperstimolato in urbana.

Ho un cane molto sensibile e appena scendo di casa tra motorini, auto, clacson, persone con cani reattivi (ma possibile mai che non ci sia UN cane normale sopra all'Arenella? Sono tutti aggressivi) mi si pianta e mi parte, abbaia e allora passa quello col motorino che urla "OOOOOOOOOO" addosso al cane, agitandolo ancora di più, io più agitato del cane che cerco di raccogliere la merda da terra, merda che a quanto pare raccolgo solo io perché ogni due passi c'è la cacata del chihuahua o del maltese di turno (del Vomevo, chiaramente), cani dai sopra i balconi che gli passi sotto (secondo piano) e abbaiano a più non posso, non riesci a fare una telefonata camminando, mi sembra una barzelletta.

Nella mia sfortunatamente breve vita ho studiato psicologia e sociologia e quello che noto è che il napoletano medio è disturbato. Ma disturbato per davvero. Metacognizione zero, zero rispetto per quello che lo circonda, zero rispetto dello spazio e del tempo altrui, zero capacità di introspezione, tutti che ti minacciano, ti ridono dietro, e se provi a contestare il modo di fare quello che non sta bene sei tu. Come se alzare un po' il livello di educazione fosse impensabile. Sembrano gli abitanti delle favelas, e ho quasi il sospetto che nelle favelas ci siano leggi interne più rigide e che quindi si comportino meglio. I napoletani non si rispettano nemmeno tra di loro.

Quando vedo i turisti mi chiedo che pensano. Io mi disgusto di questo popolo, gli stessi stranieri che gli portano soldi vengono sempre perculati, presi in giro, non c'è rispetto del diverso, una volta l'abbigliamento, una volta l'accento, una volta il modo di fare.

In più sembriamo costantemente un mercato.

Giuro che secondo me non è (solo) un problema di istituzioni o che il Comune non ripara la strada e non si prende cura della città, i mezzi che non funzionano, ecc. Continuo a pensare che il problema sia chi la abita. Nemmeno un re col taglio di teste riuscirebbe a educare la gente che ci vive.

Non ce la faccio più e me ne voglio andare.

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u/Street-Cattle-1302 — 1 month ago