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Cos’è l’Effetto Nicholas, e qual è la storia del bambino che negli ultimi 30 anni ha fatto quadruplicare la donazione di organi e tessuti in Italia
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Cos’è l’Effetto Nicholas, e qual è la storia del bambino che negli ultimi 30 anni ha fatto quadruplicare la donazione di organi e tessuti in Italia

Nel settembre 1994 i coniugi Green, dalla California, vengono in vacanza in Italia con i loro due figli.

Sulla Salerno-Reggio Calabria la loro macchina viene scambiata da alcuni malviventi per quella di un gioielliere. 

Sparano alla macchina. Nicholas, 7 anni, viene colpito alla testa mentre dorme.

Due giorni dopo muore. I genitori decidono di donare gli organi.

La decisione dei genitori salva la vita a 7 persone ancora vive oggi, di cui 5 adolescenti, ma la vicenda scuote l’Italia.

Il caso di Nicholas porta un’attenzione senza precedenti sulla pratica della donazione di organi, al punto che le donazioni quell’anno crescono del +20%. 

Ancora oggi si parla dell’Effetto Nicholas.

Negli ultimi 30 anni in Italia i donatori di organi e tessuti sono quadruplicati, passando dai 450 del 1994 ai 1.700 del 2024

C’è ovviamente ancora molto da fare. Nel frattempo però...

I genitori di Nicholas hanno preso una delle più grandi tragedie che possano capitare all’uomo, e l’hanno trasformata in qualcosa di bello. 

Il giorno in cui morì Nicholas, una donna italiana di nome Maria finì in coma per una insufficienza epatica. 

Maria ricevette il fegato del bambino. Sopravvisse. 

Ebbe un figlio. Lo chiamò Nicholas.

u/GaiaArticles — 10 days ago
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Lei è incinta, lui sta morendo: cosa ci insegna una delle storie più potenti dell'anno

I coniugi Shay e Tanner Martin in ospedale dopo il parto. Il fotoreportage dei loro ultimi 6 mesi assieme è valso al Washington Post il Premio Pulitzer

In questi giorni di titoli su licenziamenti, redazioni che chiudono e numeriche in calo causa AI, cercavo una storia che dimostrasse la potenza del giornalismo ben fatto. 

Poi ho visto i vincitori del Premio Pulitzer 2026 e mi sono immerso in questa storia qui, fatta da un fotografo prossimo alla pensione.

È una storia di vita e di morte. Ma credo contenga molto più la prima che la seconda, perché parla a chi resta.

I protagonisti sono Shay e Tanner Martin

Sposati da due anni, nel 2020 scoprono il cancro al colon al quarto stadio di lui. Pur sapendo che la malattia è terminale, decidono insieme di mettere su famiglia e raccontano il loro percorso sui social.

Jahi Chikwendiu, fotoreporter del Washington Post prossimo alla pensione, intercetta la storia. Capisce che c’è qualcosa di più grande: chiede e ottiene dai due il permesso di documentare i loro ultimi mesi, quelli che precedono la nascita della bambina e la morte del padre.

Il rischio dell’ennesima storia strappalacrime era fortissimo. Eppure Jahi e i suoi collaboratori hanno tirato fuori qualcosa di diverso, capace di ricordarci la bellezza e la potenza del giornalismo.

1️⃣ La fatica umana

La forza di una storia sta nei dettagli, e i dettagli si trovano col tempo.

Jahi e i suoi collaboratori ne hanno passato tantissimo nella vita della coppia.

6 mesi, per documentare gli oltre 100 accessi al pronto soccorso, 30 ricoveri in ospedale, 5 interventi chirurgici e ogni singolo dettaglio che testimoniava la dualità che stava vivendo la coppia.

2️⃣ L’intimità del terzo osservatore

Da tempo Shay e Tanner mostravano la loro vita autonarrandosi sui social. 

Ma a volte per catturare l’intimità serve un terzo occhio: un mediatore, un giornalista, un fotografo. Uno che guarda, osserva e a volte scatta.

3️⃣ I dati a supporto

Una storia ha senso solo se ci aiuta a capire un pezzo di mondo più grande.

E quella dei Tanner è stata usata dal Washington Post per capire la Generazione C: è quella che viene chiamata la Generazione Cancro, un’intera classe di persone in giovane età adulta che convive con una malattia tradizionalmente legata all’invecchiamento.

«Quest’anno, a più di 200.000 persone di età compresa tra i 15 e i 49 anni verrà diagnosticato un tumore», si legge nel reportage. «Dal 2000, il tasso di nuove diagnosi di cancro per gli over 50 è diminuito dell’11%. Ma per le persone tra i 15 e i 49 anni, è invece aumentato del 10%».

4️⃣L’empatia

È quella cosa che hanno i più bravi, e che serve a entrare davvero nella storia di qualcuno.

«La prima volta che ho abbracciato Tanner, ho pensato a come avrei potuto abbracciare mia madre, ricordando il dolore che il suo corpo, martoriato dal cancro, aveva provato negli ultimi mesi della sua vita.

E in quel momento, abbiamo firmato un contratto che stringo con tutte le persone che mi permettono di entrare nelle loro vite. Tu mi apri una parte di te, e io ti prometto che porterò con me una parte del tuo peso emotivo».

5️⃣ La fine della storia

La fine è annunciata e mai prevista.

«AmyLou è venuta al mondo il 15 maggio alle 6:56 del mattino».

41 giorni dopo, alle 5.07 del mattino, «Shay adagiò con cura AmyLou accanto a Tanner sul letto e trattenne il respiro quando la bambina all’improvviso agitò il braccio sinistro verso il padre, appoggiando la sua manina proprio sulla sua.

Nel giro di pochi minuti, era morto.
Shay ricordava di essersi chinata per dargli il bacio della buonanotte.

“Ti amo”, sussurrò, come faceva sempre.
“Anch’io ti amo”, rispose lui, dolce ma fermo».

Nelle settimane precedenti, Sahi aveva deciso di andare in pensione dopo oltre 25 anni di lavoro al Washington Post.

Le foto del funerale sarebbero state le sue ultime.

reddit.com
u/GaiaArticles — 8 days ago
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Perché la minaccia dell’Hantavirus ci spaventa tanto

Il post di Riccardo Puglisi su Substack

Su Substack, l’economista Riccardo Puglisi ha pubblicato un grafico in cui confronta le ricerche a livello globale per hantavirus e Iran. 

E sì, la scorsa settimana su Google Trends la curva dell’hantavirus ha sorpassato quella dell’Iran, nonostante il conflitto stia affrontando una delle sue fasi più tese. 

Come riassume perfettamente Rivista Studio

>«Tre decessi avevano battuto, sul motore di ricerca più usato al mondo, una guerra che ne minacciava un milione.» 

Ma perchè la minaccia dell’hantavirus ci spaventa così tanto?

Sicuramente ha influito il set cinematografico della nave da crociera da cui si è sviluppato il focolaio. Ma il fattore determinante nell'alimentare l'allarme è stato il trauma della pandemia di COVID-19

Eppure, la situazione è diversa rispetto a quella che ha fatto scoppiare la crisi sanitaria globale nel marzo 2020:

1️⃣ L’Andes virus era già conosciuto, non come il SARS-CoV-2 (che era un nuovo coronavirus) 

2️⃣ Le modalità di trasmissione dell’Andes virus sono già note. E i casi di contagio da persona a persona risultano piuttosto rari, solitamente legati a contatti stretti e prolungati con un paziente infetto. 

Nel caso del SARS-CoV-2, la trasmissione respiratoria era invece molto efficiente tra umani.

3️⃣ Anche se non esiste una terapia antivirale specifica, ad oggi le autorità sanitarie valutano un rischio generale piuttosto basso. Ma per parlare di una pandemia, il virus dovrebbe trasmettersi facilmente e in modo costante tra persone.

reddit.com
u/GaiaArticles — 9 days ago
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Guy Goma, il protagonista dell’intervista sbagliata più bella della storia. Ecco come andò

Il protagonista è quest'uomo che sta andando in iperventilazione. Si chiama Guy Goma, è l'8 maggio 2006 ed è seduto nello studio della BBC. 

Lo stanno truccando, e in quel momento sta capendo che qualcosa non torna, perché Guy Goma non deve fare quell'intervista. 

Lui è un tassista originario del Congo, vive nel Regno Unito e quella mattina si è presentato negli studi della BBC per un colloquio da tecnico IT. 

All'arrivo gli chiedono se sia lì per una «interview», che in inglese può significare sia «intervista» che «colloquio». 

Lui dice di sì, e viene fatto aspettare in reception. 

Nello stesso momento, in un'altra reception, c'è Guy Kewney, che è giornalista ed esperto di tecnologia invitato dalla BBC per commentare una vicenda di diritti musicali. 

Il produttore entra in reception, chiede: «Sei tu Guy?» 
Lui dice di sì, lo prende e lo porta subito in studio. 

Arriva la conduttrice, si inizia a registrare e presenta Guy Goma come esperto di tecnologia.

A quel punto Guy realizza definitivamente e inizia a sudare. Riceve delle domande su una disputa sui diritti musicali online, e lui prova a rispondere. 

Arriva la seconda domanda, e lui va avanti. La giornalista capisce, e così chiude l'intervista. 

Ma la cosa bella è che quella clip diventa una delle prime viralità dell'era Internet. 

I motivi secondo me sono diversi:

1️⃣È divertente, non c'è niente da fare.

2️⃣C'è il contrasto tra l'errore umano e la macchina tradizionalmente perfetta della BBC. 

3️⃣C'è immedesimazione. Tutti ci chiediamo che cosa avremmo fatto al suo posto. 

4️⃣ Più importante, c'è quello che il produttore che aveva commesso l'errore chiama lo charme. Guy avrebbe potuto interrompere tutto, ma invece ha scelto di non ridicolizzare la BBC e di non mettere in imbarazzo la giornalista. 

In un ambiente come Internet, in cui molti sono pronti a puntare il dito contro chi ha sbagliato, questa di Guy è, vent'anni dopo, una piacevole eccezione. 

Per la cronaca, le previsioni sulle industrie musicali di Guy si rivelarono azzeccate. 

Lui non ottenne il posto da tecnico informatico, ma passò alla storia come l'uomo che nonostante tutto, evitò di mettere a disagio chi aveva davanti. 

u/GaiaArticles — 12 days ago
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Le persone stanno proteggendo il proprio sistema nervoso cambiando il rapporto con l’editoria digitale. Ecco come

Entro la fine del 2026, almeno il 55% dei minuti totali del pubblico sarà speso per contenuti non giornalistici, come puzzle, giochi, salute o viaggi.

Questa è la previsione di PressReader, che in un suo report parla della tendenza delle persone a evitare le notizie. 

Il report cita anche il Reuters Institute, che «ha tracciato sentimenti crescenti di ansia da notizie» e uno shift «verso la priorità data a intrattenimento, stile di vita e contenuti di servizio». 

Il motivo sarebbe quello di proteggersi, ed evitare quella «fatica» che spesso viene associata al consumo di notizie di attualità pura.  

Perchè per i lettori, «alla fine della giornata, l'utilità e la gioia battono lo scontro e la fatica.»

u/GaiaArticles — 11 days ago