Una reazione inaspettata
Tra le tante ferite che abbiamo nel cuore, spesso non ci rendiamo conto di quante volte ne abbiamo inflitte noi agli altri, magari solo per realizzare qualcosa che ci facesse stare bene o per tutelare la nostra salute.
Di recente ho bloccato un uomo di 35 anni che voleva continuare a frequentarmi sperando in una storia seria. So bene che non c'era nulla di male nel proseguire la conoscenza, ma il modo in cui si esprimeva mi faceva capire che il suo obiettivo non era una semplice frequentazione. Per carità, alcune cose di lui mi colpivano, ma è subentrata una mia ferita passata: il mio ex aveva la sua stessa età e, inoltre, sentivo una forte incompatibilità di carattere, nonostante lui sostenesse che la compatibilità non esiste.
Molti pensano: era davvero necessario bloccarlo? Certo che non lo era, ma la sua insistenza nel voler rimanere cosa che di per sé apprezzavo molto non faceva altro che farmi soffrire, facendomi quasi entrare in depressione. Mi sento tuttora in colpa per aver reagito in questo modo; in fondo era gentile, disponibile ed empatico, ma non sentivo che fosse il ragazzo giusto per me.( Anche a causa della grande differenza d'età ricorda di il mio trauma relazionale). Non capisco perché, pur mettendoci tutta la buona volontà per realizzare ciò che desidero, nel mio caso accadano sempre cose che si ritorscono contro di me. Mi sento un mostro, ma adesso basta continuare a soffrire cercando sui social.
Alcuni miei conoscenti dicono che la cosa più opportuna sia iniziare una conoscenza dal vivo, ma si sa che per gli uomini gay come me non è semplice capire se un ragazzo sia attratto da me o se sia gay. L'orientamento sessuale non è percepibile esternamente e, purtroppo, in Sicilia non ci sono molti posti dove poter conoscere ragazzi gay dal vivo. Dovrei andare a Palermo, ma andarci da solo, essendo una delle città più grandi della regione, mi spaventa. Mi chiedo solo se un giorno potrò essere felice anch'io con un partner, come lo sono altri miei conoscenti omoaffettivi. Non lo dico per invidia o per spirito di competizione, ma perché desidero non sentirmi più solo e sapere che c'è qualcuno pronto ad asciugare le mie lacrime incomprese, qualcuno con cui vivere momenti belli e brutti e sostenersi a vicenda. Al momento, però, mi trovo ancora una volta nel buio.